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“Salvo intese”: l’invenzione di Conte per far sparire le responsabilità nel governo

di Leonardo Morlino

Ora che è iniziata la campagna elettorale per le europee, si sta vedendo con maggiore evidenza un’invenzione politica tipicamente italiana, ma che viene da lontano, almeno dai primi anni Sessanta del secolo passato, gli anni del centro-sinistra. Di che si tratta e come funziona?  Se si riflette su come è nata e si è consolidata […]

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Guerre commerciali

Come salvare il made in Italy

di Paola Pilati

INTERVISTA CON BENIAMINO QUINTIERI

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EFFETTO BREXIT

Per salvare Borsa, Consob scatena le Sim

di Paola Pilati

Può un monopolio naturale come Borsa Italiana invadere il mercato dei suoi clienti, assumendo una partecipazione di controllo in una Sim? È su questa questione che si sta svolgendo da qualche settimana un braccio di ferro tra Consob e Assosim. E non è una questione solo teorica. Consob infatti si ritrova di fronte a una […]

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PROPOSTE/2

Una flat tax virtuosa per imprese e famiglie? Si può. Ecco come

di Antonio Ortolani

Non rivoluzionare l’attuale sistema fiscale alla radice, ma razionalizzare per non mettere in pericolo il gettito per lo Stato. Riducendo il carico fiscale soprattutto per chi ne porta più il peso. Per questo la flat tax può essere utile. Ma dipende da come si fa. Ecco come l’ha disegnata Antonio Ortolani, in rappresentanza dei dottori commercialisti, nel suo intervento al convegno di “Economia Italiana” alla Sapienza il 29 marzo.

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PROPOSTE

Promemoria per una riforma fiscale

di Vincenzo Visco

“È venuto il momento di ripensare il sistema fiscale”. L’invito del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, qualche settimana fa, conferma che i tempi sono maturi per riportare al centro del dibattito degli esperti il tema tasse. Ma può bastare evocare la flat tax per ridare equilibrio alla struttura del prelievo, su cui si sono stratificate nel tempo tante modifiche e troppe esenzioni? O non serve piuttosto un nuovo disegno complessivo? Come contributo, pubblichiamo qui una nostra sintesi dell’intervento di Vincenzo Visco al Convegno “Semplificazione fiscale e trasparenza per la crescita”, in cui l’ex ministro delle Finanze propone la sua ricetta.

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Elezioni europee: quanto conteranno i partiti anti-europei

di Leonardo Morlino

Le prossime elezioni europee saranno importanti e presenteranno qualche incertezza in più, anche rispetto a quelle del 2014. È tempo, quindi, di cominciare a discuterne, soprattutto ponendosi la domanda principale, ovvero: quanto saranno forti nel nuovo Parlamento i partiti antieuropei, che in quello in scadenza hanno circa il 20% dei seggi?  Prima di cercare una […]

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Una stima per il caso italiano

C’è un legame tra economia digitale e produttività. Ma come si misura?

di Giuseppe Cinquegrana

La versione integrale dell’articolo è pubblicata sul n°1/2019 di “Economia Italiana” https://economiaitaliana.org/wp-content/uploads/2019/03/EI_2019_1_03_Cinquegrana.pdf

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BCE / LE PROSSIME MOSSE DI DRAGHI

Per le banche italiane il terzo TLTRO è vitale

di Paola Pilati

Mentre spirano venti di recessione, l’economia rallenta in tutta Europa a cominciare dalla Germania, e gli indici di fiducia del mondo del business scendono, ci si comincia a chiedere quali azioni potrà dispiegare la Bce per contrastare una nuova crisi. Essendo imposibile usare la leva dei tassi, si guarda al lancio del terzo round di […]

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RIFORMA TRIBUTARIA / IL DIBATTITO

Fisco, tra semplificazione ed equità

di Emma Galli

Se ne discute il 29 marzo alla Sapienza al Convegno “Semplificazione Fiscale e trasparenza per la crescita” *

 

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Focus ABF

Arbitro Bancario Finanziario

Le decisioni che contano
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Per le operazioni di pagamento regolate dal d. lgs. n. 11/2010, grava sull’intermediario l’onere di provare l’autenticazione e la corretta registrazione delle operazioni disconosciute dall’utente (IMCS)

Collegio di Milano

Pres. Lapertosa - Est. Stella

Decisione n.2695/2019

Voce principale: Strumenti di pagamento

Voci secondarie: fattispecie (d. lgs. n. 11/2010 art. 10) - onere della prova -

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L’introduzione di cd. clausole floor e cap da parte dell’intermediario integra un’ipotesi di modifica unilaterale delle condizioni di contratto di cui all’art. 118 TUB, la quale può avvenire solo sulla base di apposita previsione contrattuale (IMCS)

Collegio di Milano

Pres. Lapertosa - Est. Manente

Decisione n.2436/2019

Voce principale: Mutuo

Voci secondarie: clausolefloorecap (cod. civ. artt. 820 - 821 - 1813 - 1815 - 1820; d. lgs. n. 385/1993 - art. 118) - iusvariandi -

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SPECIALE MIFID II

di Paola Pilati

A un anno dall'inizio della sua entrata in vigore, Fchub fa un bilancio dell'attuazione della Direttiva MifidII sui servizi finanziari attraverso una serie di interviste ai protagonisti.

Carmine Di Noia

Giovanni Sabatini

Marco Tofanelli

Giuseppe Brandaleone

Luca Galli

Luca De Biasi

Paola Pietrafesa

MiFID

I clienti capiranno il Value for money della consulenza

parla Paola Pietrafesa, amministratore delegato Allianz Bank Financial Advisors*
07 Marzo 2019

«Con la Mifid2 la partita si sposta dal prezzo alla qualità». Ne è convinta Paola Pietrafesa: la Direttiva sulla trasparenza non deve avere tanto l’obiettivo di ridurre all’osso i prezzi della consulenza, quanto quello di valorizzarla, sostiene l’amministratore delegato di Allianz Bank Financial Advisors. Insomma: di far percepire il “value for money”. Per questo Allianz Bank ha creato un centro di formazione, Allianz Bank Business School, dedicato ai financial advisors della sua rete. E punta su una cura massiccia di tecnologia: l’integrazione del digitale all’interno del modello di servizio, con la proposta di nuove soluzioni tecnologiche, offriranno il volano per rendere i processi operativi più efficienti. Ma anche per aumentare la prossimità tra banca e clientela, facendo «percepire maggiormente il valore aggiunto rappresentato dal servizio di consulenza».

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Gestire i costi o passarli ai clienti? Ecco la tentazione dei gestori

Intervento di Luca De Biasi, Wealth business leader di  Mercer Italia
12 Febbraio 2019

Se la Mifid II deve spingere ad allineare i piani tariffari dei gestori agli interessi dei clienti, molti delle attuali “fee” dei fondi comuni dovrebbero essere riviste al ribasso. Ne è convinto Luca De Biasi, Wealth business leader di Mercer Italia. E in questo intervento spiega il perché. Negli ultimi anni il valore aggiunto ricevuto dagli investitori a fronte della gestione attiva è stato limitato – dice – mentre gli asset manager hanno continuato a mantenere profittabilità e alti margini. Questo in quanto molti prodotti a gestione attiva prevedono commissioni calcolate in percentuale sul patrimonio del fondo. Dunque indipendenti dalla performace. Sia che il mercato salga, sia che scenda, i gestori guadagnano comunque. E in questo articolo per Fchub, Mercer suggerisce all’industria dell’asset management una ricetta per cambiare registro.

 

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La product governance per i clienti funziona. Ma per le banche la sfida è solo all’inizio

Parlano Giuseppe Brandaleone e Luca Galli, Ernst&Young
05 Febbraio 2019

Da un sondaggio dell’Università Bocconi è emerso che i clienti sanno poco della MIFID 2. Eppure le regole di product governance hanno spinto a ripensare i prodotti in funzione delle caratteristiche della clientela. E i controlli sui ribilanciamenti di portafogli (e sui costi/benefici delle “operazioni di switch”) ridurranno i fenomeni di miss-selling degli operatori. Così il fronte della consulenza, con il partner di Ernst&Young Luca Galli e il senior manager Giuseppe Brandaleone, giudica la direttiva. Eppure, ammettono in questa intervista, si poteva fare di più. Un esempio? Un format comune per informare il cliente sui costi. Di certo sarà il fonte delle banche a soffrire di più. Primo, per la sfida con le Fintech sul terreno dei servizi. Secondo, per  l’arrivo nel 2020 degli operatori esteri, che hanno costi decisamente inferiori ai nostri.

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Il risparmio ci dà fiducia. Noi lo ripaghiamo con servizi di maggior valore

parla Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti
01 Febbraio 2019

Una raccolta di 30 miliardi in un anno difficile come il 2018 testimonia la salute del sistema delle reti di consulenti finanziari. E il fatto che sia aumentato il portafoglio medio di un consulente, e anche il numero dei clienti seguiti, conferma la fiducia dei risparmiatori. Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, che rappresenta le principali reti di distribuzione di prodotti finanziari in Italia, valuta in questa intervista l’impatto della MifidII: in Italia il modello di “consulenza evoluta” agli investimenti – cioè non solo finanziaria ma patrimoniale in senso più ampio – era già stato adottato, dice. Adesso la flessibilità propria delle reti può riuscire a controbilanciare alcuni irrigidimenti introdotti dalla direttiva e a difendere i propri margini di guadagno. Quanto alla famigerata product governance non è sempre nel miglior interesse del cliente…

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Più informazioni dagli intermediari. Ma gli investitori devono essere in grado di comprenderle

parla Giovanni Sabatini, direttore generale Abi
28 Gennaio 2019

Le nuove regole sulla product governance, cioè le informazioni sui costi di prodotti e servizi, e quelle sulla valutazione di adeguatezza (in cui la Commissione europea chiede di includere le variabili Esg), sono la sfida maggiore per le banche, ammette il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini. E lo sforzo deve essere fatto anche sul fronte degli investitori in termini di educazione finanziaria, per metterli in condizione di utilizzare al meglio le nuove informazioni fornite. Quanto agli effetti dell’unbundling, che nel resto d’Europa sta producendo contraccolpi su banche e società, da noi non si registrano cambiamenti rilevanti. Ma per sapere come è andato il 2018, il rendiconto annuale da spedire per la prima volta ai propri clienti si farà attendere

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La sfida più grande? La disclosure dei costi

parla Carmine Di Noia, Consob
27 Gennaio 2019

Al check-up di un anno di vita, il giudizio della Consob sulla Mifid II è favorevole, afferma il commissario Carmine Di Noia. E non c’è fretta di rimetterci le mani. Perché se il primo obiettivo della direttiva è di tutelare meglio gli investitori, i risultati già si vedono. Sono stati vietati alcuni strumenti di trading come le opzioni binarie. I requisiti di conoscenza del personale degli intermediari sono stati messi in chiaro. Le informative ex ante ai clienti sui costi sono già attive. Ci vorrà invece più tempo per ottenere quelle del primo consuntivo sui costi complessivi del servizio e dei prodotti. Intanto, i connotati del mercato, con la nuova regolamentazione, stanno già cambiando…

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Il libro della Fondazione Economia Tor Vergata

Dodici consigli all’Europa

Paola Pilati

Un’Europa troppo concentrata sui temi economici e poco attenta alle paure crescenti dei suoi cittadini. Un’Europa che deve fare i conti con l’euroscetticismo montante, proprio mentre le sfide, al suo interno e al suo esterno, si fanno più cruciali. Un’Europa che non riesce a fare passi avanti per una maggiore coesione, per una messa in […]

Nasce le Contemporanee per l'empowerment femminile

Alla parità servono stanziamenti nel bilancio

Giovanni Parrillo

Nello stesso momento, e in alternativa con le giornate di Verona, ha debuttato a Napoli “Le Contemporanee”, start up sociale e digitale per valorizzare la creatività femminile. I diritti sono un processo, una volta conquistati vanno difesi, altrimenti si torna indietro. Questo uno dei messaggi forti del Convegno.  Il gender gap è ancora una realtà […]

Ultimi articoli pubblicati

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Mercato Finanziario

  Esma: nuove regole sui fattori di rischio nell’offerta pubblica di titoli

Alessandra D'Agostini

Alessandra D'Agostini
23 Aprile 2019

È prevista per il 21 luglio 2019 l’integrale applicazione del Regolamento (UE) 2017/1129, anche noto come c.d. Regolamento Prospetto, il quale stabilisce i requisiti relativi alla redazione, approvazione e diffusione del prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica di titoli, o la loro ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato che ha sede od opera all’interno […]

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Il portafoglio titoli è uno dei fattori che più differenzia le banche italiane dal resto del circuito creditizio europeo. Per le banche del nostro Paese ha una dimensione relativa decisamente maggiore, è composto in misura più ampia di titoli di Stato, e questi sono soprattutto domestici. Anche se non con l’urgenza sollecitata altrove in Europa, rientrare verso la media continentale è un passaggio auspicabile.

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Rapporto Cer

I conti delle banche migliorano. Ma non mancano le insidie

Antonio Forte

Antonio Forte
19 Marzo 2019

Il contesto in cui si trovano ad operare le banche, sia a livello nazionale che internazionale, è diventato più complesso nel corso del 2018. Infatti, pur proseguendo il processo di riemersione, negli ultimi 12 mesi si sono manifestate nuove turbolenze per i sistemi bancari, derivanti da fattori sia esogeni che endogeni.  Tra i fattori esogeni […]

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L’attribuzione ad uno dei contraenti del diritto di modifica unilaterale di un contratto di durata in corso di esecuzione si giustifica in funzione della necessità di porre rimedio alle cc. dd. sopravvenienze contrattuali e, più in generale, di porre rimedio all’incompletezza connaturata a ogni contratto senza determinare lo scioglimento del vincolo negoziale.

Sotto il profilo dell’ambito di applicazione delle varie discipline dello ius variandi, possono distinguersi due scelte di politica legislativa: un approccio unitario, consistente nell’introduzione di una regolamentazione applicabile ad ogni tipo di rapporto bancario, e un approccio “per prodotto”, che si concreta nella previsione di regole differenziate a seconda che il contratto sia di credito, di deposito o di pagamento. Il primo è proprio degli ordinamenti italiano e spagnolo. Il secondo invece è tipico dell’esperienza giuridica francese, britannica, irlandese e statunitense. In posizione peculiare si colloca la Germania, in cui lo ius variandi è disciplinato unicamente dalle norme di recepimento del diritto europeo e, conseguentemente, la disciplina dall’ambito applicativo più ampio è quella in tema di clausole abusive.

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Mercato Finanziario

Perché gli investitori vendono i titoli delle banche, soprattutto europee?

Silvano Carletti

Silvano Carletti
14 Febbraio 2019

Le banche europee hanno chiuso il 2018 con una flessione della quotazione dei loro titoli che in genere supera il 30%. È il ridimensionamento più grave dal 2011 e oltre il doppio della variazione parallelamente registrata dall’intero listino azionario. Dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da contenute variazioni in entrambe le direzioni, a partire (orientativamente) […]

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Politica Economica

Ecco come allungare la vita del debito. E quanto costerebbe

Maria Valentina Bresciani*, Lorenzo Forni** e Simone Passeri*

Maria Valentina Bresciani
31 Gennaio 2019

L’elevato livello del debito pubblico italiano costituisce un serio fattore di vulnerabilità per l’economia nazionale, collocando il paese in una condizione di sorvegliato speciale all’interno del contesto normativo europeo e di mercato. La fiducia degli investitori è prioritariamente condizionata ad un impegno credibile a favore della riduzione del rapporto debito/PIL, impegno che dovrebbe essere accompagnato da politiche di gestione del debito che contribuiscano a mitigare l’incertezza e le preoccupazioni dei mercati finanziari.

L’analisi presentata in questo articolo tratta un aspetto legato appunto alla gestione del debito: la politica di emissione dei titoli di Stato. In particolare, si confrontano due strategie di allungamento della vita media dello stock di titoli con uno scenario di vita media mantenuta costante. L’obiettivo di queste strategie è ridurre il volume di emissioni annue, in modo da attenuare il rischio connesso al rifinanziamento dei titoli in scadenza e al finanziamento dei nuovi fabbisogni.

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Giurisprudenza

Initial Coin Offering: come regolare l’emissione di utility token

Salvatore Luciano Furnari

Salvatore Luciano Furnari
16 Gennaio 2019

L’Agenzia delle Entrate ha dato indicazioni sul trattamento fiscale da applicare alla cessione di token. Rispondendo all’interpello formulato da una società intenzionata a emettere un c.d. utility token, l’Agenzia, sulla base della rappresentazione solo teorica dell’operazione presentata dalla società interpellante, si è pronunciata con la risposta n. 14 del 2018. Questo fornisce l’occasione per commentare l’ancora raro approccio di un’autorità italiana al tema delle offerte al pubblico di token, a cui ci si riferisce soventemente con il termine Initial Coin Offering (ICO).

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Giurisprudenza

Ancora in materia di interessi di mora ed usura

Italo Maria Maioli Castriota Scanderbech

Italo Maria Maioli Castriota
09 Dicembre 2018

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27442 del 30 ottobre 2018 si è di recente soffermata sul rilievo degli interessi di mora ai fini della determinazione del costo complessivo del finanziamento: ha chiarito che gli interessi di mora soggiacciono alla disciplina antiusura, e ha preso le distanze da coloro che ritengono che il saggio limite per gli interessi di mora vada determinato aumentando quello previsto per gli interessi corrispettivi di 2,1 punti percentuali.

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In filigrana

di Giuseppe G. Santorsola
Giuseppe Guglielmo Santorsola


Ripensiamo ma non distruggiamo il “bail in”

Una sentenza del Tribunale europeo ha riproposto attenzione verso i criteri che debbono regolare il governo delle crisi bancarie. In linea di diritto, in realtà, la sentenza dirime un caso specifico relativo alla qualificazione dell’”aiuto di Stato”. Ancor più limitatamente, si trattava di valutare se un Fondo Interbancario avesse configurazione riconducibile a tale fattispecie, quando […]

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Le tre chiavi dell’autonomia di Bankitalia

Molte delle affermazioni esposte ultimamente in merito a ruolo, compiti, responsabilità ed errori della Banca d’Italia (BdI) e/o della Banca Centrale Europea (BCE) nella gestione di propria competenza delle condizioni di crisi dei sistemi bancari e nel governo della politica monetaria, denotano bassa conoscenza sia dell’assetto istituzionale di una società avanzata, sia dello stato dei […]

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Viaggio nella

Finanza Comportamentale

Soluzioni pratiche per correggere
gli errori (cognitivi ed emotivi)
di Enrico Maria Cervellati
Enrico Maria Cervellati


Procrastinare è sempre scegliere

“Proprio qui è arrivata l’idea geniale di Benartzi e Thaler. Ma per scoprirla dovrete aspettare il prossimo articolo!” Così concludevo il mio ultimo articolo. Questo che state leggendo sarebbe dovuto uscire a breve distanza dal precedente, ma la mia procrastinazione ci ha portato ad Halloween… Proprio di procrastinazione voglio scrivere e di come combatterla, anzi […]

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Minerva Lab

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Le polizze assicurative di natura finanziaria

Giuseppe Maria Berruti

Le assicurazioni sulla vita costituiscono da sempre per le famiglie italiane, generalmente avverse al rischio, uno strumento privilegiato per ridurre l’incertezza del futuro, nonché per la formazione di risparmio, inteso come reddito non consumato, e quale soddisfacente risposta alle esigenze di pianificazione e protezione del proprio patrimonio, in ragione soprattutto della trasmissione intergenerazionale e della […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

L’impatto della redditivita’ sulla struttura finanziaria: un’analisi dei veicoli immobiliari quotati

Massimo Biasin, Emanuela Giacomini, Claudio Giannotti, Anna Grazia Quaranta

Il presente lavoro si inserisce nel dibattito sulle scelte di composizione della struttura finanziaria dei veicoli di investimento immobiliare. Attraverso l’analisi di dati panel relativi a 34 REITs e 45 società immobiliari che effettuano prevalentemente investimenti di tipo core, quotati a livello internazionale e compresi nell’indice FTSE EPRA/NAREIT Developed, per gli anni dal 2007 al […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Educazione finanziaria, struttura del passivo e pmi in Italia: una analisi basata sui risultati dell’indagine EIBIS

Andrea Brasili

Parlare di financial literacy in Italia non è banale. Mentre qualche tempo fa la complessità dei termini utilizzati nell’informazione economica e anche dagli operatori del sistema finanziario poteva costituire una barriera insormontabile, ora che tutto sembra a portata di click, e che la disponibilità di spiegazioni, indicazioni, suggerimenti è diventata amplissima sembra un discorso desueto, […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Politica monetaria e vigilanza bancaria: storia e regolamentazione delle policy in UE

Andrea Gatto

La politica monetaria e la vigilanza bancaria sono elementi fondanti della policy comunitaria nel definirne gli indirizzi economici e sociali. Con lo scopo di investigarne la struttura, i punti di forza e le criticità, l’elaborato: i) passa in rassegna lo stato dell’arte della politica monetaria e della vigilanza bancaria europea; ii) analizza la politica monetaria […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

La nuova definizione di default: principali novità normative, processo di implementazione e possibili effetti

Rosamaria Crescitelli, Vincenzo Vitale

Per le banche autorizzate all’utilizzo dei modelli interni ai fini del calcolo del requisito di capitale, la definizione di default rappresenta il cardine su cui ruotano tutti i sistemi di rating e l’intero mondo delle segnalazioni prudenziali. Infatti, il capitale allocato per il rischio di credito dipende dalla qualità del portafoglio e, in ultima analisi, […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Nei primi 6 mesi del 2018 in Italia oltre 12.000 casi di frode creditizia

Beatrice Rubini

Le frodi creditizie mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano a crescere senza sosta anche in Italia e nella prima metà del 2018 hanno superato […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Il crowdfunging, uno strumento alternativo di finanziamento

Leopoldo Esposito

Tradizionalmente la struttura delle aziende italiane è stata caratterizzata da un ampio ricorso al finanziamento, ovverosia all’indebitamento, sia al fine di sfruttare l’effetto leva, che allo scopo di riportare un negativo in bilancio con evidenti risparmi in termini di tributi; inoltre la maggior parte dei finanziamenti contratti dalle aziende sono prestiti di origine esclusivamente bancaria. […]

da Rivista Bancaria Minerva Bancaria n°1 gennaio-febbraio 2019

Unlikely to Pay: come evolverà il mercato?

Marco Giannantonio

Oggigiorno il settore bancario più che una fase evolutiva sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Legata sia alle nuove tecnologie, sia a nuovi operatori quali fintech e bigtech. Questo sta rendendo sempre più insostenibile il modello di business bancario tradizionale. Ciò nonostante, la competitività del nostro sistema bancario continuerà – almeno nel breve periodo […]

da Economia Italiana n° 1-2-3 / 2017

Tabacchi, dal bilancio della riforma le proposte per domani

Marco Spallone, Stefano Marzioni e Alessandro Pandimiglio

Il mercato Italiano dei tabacchi, a due anni dall’entrata in vigore della riforma fiscale del 2015, disegna una situazione equilibrata. Applicando la valutazione di Impatto regolatorio (Vir) emerge che la dinamica di mercato nel biennio 2015-2016 è stata in linea con gli obiettivi di salute pubblica, data la percentuale di fumatori stabile su valori storicamente […]

da Economia Italiana n° 1-2-3 / 2017

Industria del gioco e benessere sociale: tutto dipende dal prezzo

Alberto Casagrande e Marco Spallone

Nel 2016 il settore dei giochi in Italia ha raggiunto i 95 miliardi di euro, di cui 77 miliardi hanno rappresentato le vincite dei giocatori, e ha reso all’erario intorno ai 10 miliardi, in crescita del 24% rispetto al 2015. Essendo un’industria regolata dallo Stato, per massimizzare il benessere sociale la sua regolazione implica la […]

da Economia Italiana n° 1-2-3 / 2017

Assicurarsi o no? Il dilemma dell’imprenditore da un’indagine Ania

Luigi Guiso e Fabiano Schivardi

Sebbene esposte a una pluralità di rischi, le piccole imprese in Italia ne assicurano solo un sottoinsieme, mediamente tre su una lista di 10. Poiché le imprese di piccole dimensioni sono detenute da famiglie che impegnano una quota rilevante del loro patrimonio nell’impresa – il 40 per cento in media – i rischi di quest’ultima, […]

da Economia Italiana n° 1-2-3 / 2017

La politica industriale in chiave 4.0, e le sue quattro direttrici

Valentina Carlini

Il Piano Nazionale Industria 4.0, presentato dal Governo a settembre 2016, è il piano di politica industriale che delinea le traiettorie di crescita per l’Italia. Si fonda su due “direttrici chiave” e due “direttrici di accompagnamento” con l’obiettivo di agire su tutti i fattori della competitività e di mettere a disposizione delle imprese strumenti capaci […]

da BANKPEDIA - www.bankpedia.org

Il dizionario enciclopedico on-line di Banca, Borsa e Finanza

Abbuono

Riduzione del prezzo (trade discount) che il venditore accorda al compratore in considerazione di particolari requisiti che caratterizzano la compravendita (correttezza e capacità commerciale del cliente, quantitativi negoziati, modalità di consegna ecc.). In alcuni casi può essere giustificato da cali riscontrati nel peso delle merci negoziate, da un rimborso di spese, da errori di fabbricazione, […]

Partnership FCHub-QuiFinanza

FCHub ha avviato una collaborazione editoriale con QuiFinanza, il portale dedicato al mondo dell'economia e della finanza del gruppo Italiaonline, prima internet company italiana. 

QuiFinanza è da sempre nella top five dei siti di settore, premiato dagli utenti per la capacità di spiegare con chiarezza argomenti spesso complessi come i mercati finanziari, le politiche fiscali, le riforme e i diritti dei consumatori. I contributi di FCHub ospitati da QuiFinanza vengono riproposti anche sulle home page dei portali Libero e Virgilio, oltre che condivisi sui social network.

 

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FCHub ha avviato una collaborazione scientifica con Assonebb, Associazione Nazionale Enciclopedia della Banca e della Borsa, condividendo gli stessi obiettivi di ricerca scientifica e di educazione finanziaria.

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