Arbitro per le controversie finanziarie

tra risparmiatori e intermediari

Le decisioni in pillole

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Il Collegio ha ribadito che, per ritenere soddisfatto il requisito della forma scritta richiesto dall’art. 23 del TUF, non è necessario che tutte le informazioni pertinenti siano contenute in un unico modulo contrattuale, potendosi ritenere sufficiente, con valutazione da effettuare caso per caso sulla base della documentazione in atti, che le stesse siano riportate nella modulistica accessoria, ove debitamente richiamata in atti sottoscritti dal cliente. Nel caso di specie, è stata esibita copia del “Modulo di richiesta per la prestazione dei servizi di investimento e della custodia e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti”, sottoscritto dal ricorrente, nel quale il medesimo ha dichiarato, tra l’altro, di aver ricevuto ed accettato il documento contenente le condizioni generali del contratto e il “Foglio Informativo Analitico” sui servizi di investimento, nonché di aver ricevuto e preso visione del documento “Informazioni sugli strumenti/prodotti finanziari”. L’intermediario ha, inoltre, versato in atti copia del menzionato documento “Condizioni generali che regolano il contratto per la prestazione dei servizi e delle attività di investimento e del servizio di custodia e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti” nonché il “Foglio Informativo Analitico”. Attesa l’esaustività della documentazione versata in atti, l’eccezione di nullità delle operazioni di investimento per mancanza del contratto quadro non è fondata: ciò in quanto la previsione contenuta nell’art. 23 del TUF in ordine alla forma scritta del contratto va considerata sotto il punto di vista “funzionale” e non “strutturale”, anche come veicolo di trasparenza operante non solo in favore dell’investitore, ma anche a fini del corretto funzionamento del mercato del credito. Nella fattispecie concreta risulta adeguatamente provato che al ricorrente siano state fornite le indicazioni contrattuali necessarie, a sua “protezione”, per metterlo in condizioni di conoscere (e di potere all’occorrenza verificare nel corso del rapporto) il rispetto delle modalità di esecuzione degli investimenti.

Decisione n. 6584
Ricorso ID: 9422
Anno 2023
Data: 31 Maggio 2023
Voce principale: domanda di nullità
Voci secondarie: art. 23 del TUFforma scritta “funzionale”infondatezza della domandamodulistica accessoria

Il Collegio ha ribadito che, per ritenere soddisfatto il requisito della forma scritta richiesto dall’art. 23 del TUF, non è necessario che tutte le informazioni pertinenti siano contenute in un unico modulo contrattuale, potendosi ritenere sufficiente, con valutazione da effettuare caso per caso sulla base della documentazione in atti, che le stesse siano riportate nella modulistica accessoria, ove debitamente richiamata in atti sottoscritti dal cliente. Nel caso di specie, è stata esibita copia del “Modulo di richiesta per la prestazione dei servizi di investimento e della custodia e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti”, sottoscritto dal ricorrente, nel quale il medesimo ha dichiarato, tra l’altro, di aver ricevuto ed accettato il documento contenente le condizioni generali del contratto e il “Foglio Informativo Analitico” sui servizi di investimento, nonché di aver ricevuto e preso visione del documento “Informazioni sugli strumenti/prodotti finanziari”. L’intermediario ha, inoltre, versato in atti copia del menzionato documento “Condizioni generali che regolano il contratto per la prestazione dei servizi e delle attività di investimento e del servizio di custodia e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti” nonché il “Foglio Informativo Analitico”. Attesa l’esaustività della documentazione versata in atti, l’eccezione di nullità delle operazioni di investimento per mancanza del contratto quadro non è fondata: ciò in quanto la previsione contenuta nell’art. 23 del TUF in ordine alla forma scritta del contratto va considerata sotto il punto di vista “funzionale” e non “strutturale”, anche come veicolo di trasparenza operante non solo in favore dell’investitore, ma anche a fini del corretto funzionamento del mercato del credito. Nella fattispecie concreta risulta adeguatamente provato che al ricorrente siano state fornite le indicazioni contrattuali necessarie, a sua “protezione”, per metterlo in condizioni di conoscere (e di potere all’occorrenza verificare nel corso del rapporto) il rispetto delle modalità di esecuzione degli investimenti.

Decisione n. 6583
Ricorso ID: 9284
Anno 2023
Data: 31 Maggio 2023
Voce principale: domanda di nullità
Voci secondarie: art. 23 del TUFforma scritta “funzionale”infondatezza della domandamodulistica accessoria

In riferimento al servizio di gestione di portafogli, l’Arbitro ha avuto modo di precisare che, pur non essendo sindacabili le valutazioni effettuate dal gestore nell’esercizio del proprio potere discrezionale, sulla tempistica, sull’opportunità e sulla convenienza degli investimenti e dei disinvestimenti, coerentemente con la lettera e lo spirito della normativa di riferimento nonché con la natura di obbligazione di mezzi (e non di risultato) gravante sul medesimo, può, invece, essere oggetto di esame l’eventuale rispetto del dovere di addivenire alle proprie scelte di investimento/disinvestimento attraverso un predeterminato e rigoroso processo decisionale che garantisca coerenza, completezza di analisi, compiuta motivazione delle stesse e adeguata considerazione degli interessi dei partecipanti al fondo, oltre che il rispetto del regolamento del fondo stesso. Il concreto atteggiarsi del processo di investimento/disinvestimento riveste, infatti, un ruolo centrale ai fini della corretta prestazione del servizio gestorio: affinché il comportamento della società di gestione possa considerarsi improntato ai prescritti canoni di diligenza e correttezza comportamentale è, dunque, necessario, alla luce delle previsioni normative di riferimento, che il complessivo processo decisionale venga in concreto declinato in modo da consentire, ex ante, di indirizzare l’attività gestoria e, ex post, di controllarne i risultati (ex multis, decisione n. 6058 del 10 novembre 2022).

Decisione n. 6572
Ricorso ID: 8620
Anno 2023
Data: 7 Giugno 2023
Voce principale: servizio di gestione di portafogli
Voci secondarie: controllo ex post dei risultatiindirizzo ex ante dell’attività gestoriainsindacabilità delle scelte gestorieprocesso decisionalesindacabilità della correttezza

Grava sull’intermediario l’obbligo di segnalare tempestivamente al depositante l’imminente delisting del titolo. Infatti, da una parte, l’art. art. 21 del TUF prevede che gli Intermediari devono “operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati” e, dall’altro, l’art. 1838 c.c., nel disciplinare il servizio di deposito e custodia titoli, prevede specifici obblighi informativi e di attivazione in capo al depositario nel caso i titoli detenuti siano oggetto di un aumento di capitale. Valorizzando la ratio delle predette previsioni, che è quella di attribuire all’intermediario una funzione di filtro nell’interesse del risparmiatore per permettere a quest’ultimo di venire a conoscenza delle informazioni in grado di incidere sulle sue scelte d’investimento, il Collegio ha già avuto modo di evidenziare che “non è revocabile in dubbio che il preannunciato delisting rappresentasse una informazione rientrante nel novero di quelle che l’Intermediario non poteva astenersi dal comunicare con tempestività al cliente, trattandosi all’evidenza di una notizia con rilevantissime implicazioni sulle scelte dei depositanti i titoli in termini di investimento/disinvestimento, e non potendosi invocare come esimente la circostanza che la notizia era comunque altrimenti accessibile, giacché un simile argomento finisce per svuotare di qualsiasi senso il ruolo dell’Intermediario depositario” (Decisione n. 4875 del 3 gennaio 2022, conforme Decisione n. 3815 del 1° giugno 2021).

Decisione n. 6571
Ricorso ID: 8484
Anno 2023
Data: 30 Maggio 2023
Voce principale: servizio di custodia e amministrazione di titoli
Voci secondarie: art. 1838 c.c.art. 21 TUFdelisting del titoloobbligo di comunicazione tempestiva

Quando l’intermediario presta il servizio di esecuzione degli ordini di vendita, è responsabile di comportamenti non in linea con il quadro normativo di riferimento, se si avvale dell’apporto di ausiliari, alla luce della regola generale dettata dall’art. 1228 c.c. (ai sensi della quale colui che si avvale nell’adempimento dell’obbligazione dell’opera di terzi risponde anche dei fatti colposi di costoro). Nella vicenda in esame, pur tenendosi conto di quanto rappresentato dall’intermediario, laddove segnala che gli ausiliari di cui si è avvalso non avrebbero posto in essere alcun comportamento violativo – sull’assunto che costituisca un atto esente da profili di censura la condotta del broker che si conformi, con la propria policy, alle restrizioni operative introdotte dall’Autorità di settore per la trattazione dei titoli OTC – cionondimeno, dalle evidenze in atti si evince come l’impossibilità di vendere le azioni non fosse assoluta, bensì soltanto relativa, dovendosi ricollegare alla decisione (non necessitata ma del tutto discrezionale) del broker di recepire in via anticipata le novità regolamentari evocate. In altri termini, gli ordini non sono rimasti ineseguiti per assenza di controparti in acquisto o, comunque, perché le condizioni di mercato non lo consentivano (circostanza questa, peraltro smentita dal fatto che i titoli in esame non solo, all’epoca, erano negoziati, ma stavano registrando forti rialzi e che, una volta ricevuti i titoli, il nuovo intermediario li ha potuti cedere senza riscontrare alcun impedimento), ma a causa della policy del broker di cui l’Intermediario si serviva, seppure tramite interposizione di soggetto terzo. Trattandosi, allora, di una condotta non imposta dal factum principis,ma frutto di una libera scelta dell’ausiliario, è da ritenere che non sussistano le condizioni per ravvisare una valida esimente in favore dell’intermediario.

Costituisce consolidato orientamento del Collegio quello secondo cui, nell’ambito del servizio di esecuzione di ordini, pur non essendo l’intermediario tenuto a garantire il perfezionamento degli ordini di vendita impartiti dai propri clienti, incombe su di lui l’obbligo di elaborare procedure che, nell’ottica di assicurare una corretta esecuzione degli ordini, identifichino la strategia di esecuzione degli ordini stessi per ottenere il miglior risultato possibile per i loro clienti, avendo riguardo al prezzo, ai costi, alla rapidità e alla probabilità di esecuzione e di regolamento, alle dimensioni, alla natura dell’ordine o a qualsiasi altra considerazione pertinente ai fini della sua esecuzione (c.d. obbligo di best execution). Nei casi come quello di specie, al fine di rispettare l’obbligo di best execution, l’intermediario che presti il servizio di ricezione e trasmissione ordini, senza eseguirli in proprio, è chiamato, in virtù dell’art. 65, par. 5), del Regolamento Delegato n. 565/2017/UE (attuativo della MiFID II), a valutare anche la strategia di esecuzione elaborata dai soggetti negoziatori e, più in generale, dei soggetti di cui si avvale.

Decisione n. 6554
Ricorso ID: 8827
Anno 2023
Data: 25 Maggio 2023
Voce principale: servizio di esecuzione degli ordini
Voci secondarie: applicabilità dell’art. 1228 c.c.eecuzione attraverso brokerpolicy del brokerrsponsabilità dell’intermediario

In tema di distribuzione di prodotti finanziari assicurativi, è orientamento consolidato dell’Arbitro, quello di ritenere che, in vigenza della precedente disciplina della distribuzione di prodotti finanziari assicurativi (prima del recepimento della Direttiva 2016/97/UE, c.d. IDD, avvenuto nel 2018), non potevano farsi rientrare nell’ambito di propria competenza le fasi successive alla sottoscrizione delle polizze. Infatti, l’articolo 25-bis TUF (poi divenuto 25-ter), nella formulazione precedente a quella attualmente in vigore, estendendo l’applicazione delle norme del TUF alla sola sottoscrizione e al collocamento dei prodotti assicurativi finanziari, escludeva implicitamente le fasi successive all’acquisto, facendole rientrare nell’ambito di competenza dell’IVASS, in quanto disciplinate dalla normativa sull’intermediazione assicurativa e, in particolare, dai regolamenti IVASS (cfr., ex multis, Decisioni ACF n. 639 del 17 luglio 2018, n. 1702 del 2 luglio 2019, n. 2395 del 30 marzo 2020). Nella fattispecie in esame, il ricorrente lamenta che l’Intermediario avrebbe raccolto indebitamente la disposizione di variazione del beneficiario di una polizza assicurativo-finanziaria da parte del contraente la polizza: risulta evidente che manca la prestazione di un servizio di investimento, necessaria affinché una controversia si possa incardinare presso l’ACF. A ciò si aggiunge che il ricorrente fa valere un vizio del consenso del contraente assicurato relativamente alla disposizione di parziale modifica del beneficiario che, di certo, non può essere scrutinata dall’Arbitro, non integrando, appunto, un servizio o una attività di investimento.

Decisione n. 6546
Ricorso ID: 8778
Anno 2023
Data: 22 Maggio 2023
Voce principale: distribuzione di prodotti assicurativi
Voci secondarie: direttiva 2016/97/UE (c.d. IDD)fasi successive alla sottoscrizioneincompetenza dell’ACFregime precedente