Arbitro per le controversie finanziarie

tra risparmiatori e intermediari

Le decisioni in pillole

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L’ACF non è competente a conoscere la controversia che tratti dell’omessa liquidazione delle azioni, decorsi centottanta giorni dalla morte del socio ex art. 2535 c.c., poiché non riguarda questioni attinenti alla violazione di norme dettate dal TUF o da altra fonte legislativa in materia di prestazione di un servizio di investimento. Nel caso di specie la doglianza concerneva unicamente la responsabilità dell’intermediario per non aver ottemperato all’ordine di liquidazione delle azioni a seguito della morte del socio e per aver ignorato l’esercizio del recesso da parte degli eredi, i quali si sono, quindi, trovati costretti a contrarre un finanziamento con l’intermediario.

Allo stesso modo l’ACF non è competente a decidere in merito alla richiesta di annullamento del contratto di finanziamento, poiché in tal caso l’intermediario riveste il ruolo di intermediario creditizio e non di prestatore di servizi di investimento.

Decisione n. 4156
Ricorso ID: 5258
Anno 2021
Data: 2 Settembre 2021
Voce principale: competenza
Voci secondarie: annullamento del contratto di finanziamentoinammissibilità del ricorsoresponsabilità dell’intermediario ex art. 2535 c.c.

Va rigettato il ricorso dell’esecutore testamentario che agisca per il risarcimento del danno derivante dalla intempestiva evasione della richiesta di liquidazione dei titoli presenti nel dossier del de cuius, in quanto egli è un mero esecutore delle disposizioni testamentarie e, come tale, non è titolare di diritti relativi all’eredità, i quali spettano unicamente agli eredi, i soli legittimati a proporre ricorso.

Decisione n. 3993
Ricorso ID: 5147
Anno 2021
Data: 20 Luglio 2021
Voci secondarie: esclusione della legittimazioneesecutore testamentariotitoli facenti parte dell’eredità

Le operazioni concluse tramite la piattaforma di internet banking sono riconducibili alla fattispecie di prestazione di servizi di investimento mediante tecniche di comunicazione a distanza e non alla diversa fattispecie dell’offerta fuori sede: pertanto, risulta inapplicabile la disposizione dell’art 30 TUF che commina la nullità per la mancata indicazione del diritto di recesso.

Nelle operazioni svolte mediante internet banking gli obblighi informativi si considerano assolti dall’intermediario che abbia messo a disposizione del cliente sulla piattaforma la scheda prodotto contenente dettagliate informazioni sullo strumento, la cui visualizzazione costituisce passaggio obbligato per disporre l’investimento, essendo richieste la presa visione e l’accettazione della stessa scheda per poter impartire l’ordine di acquisto.

Decisione n. 3990
Ricorso ID: 5029
Anno 2021
Data: 20 Luglio 2021
Voce principale: obblighi informativi
Voci secondarie: corretto adempimento degli obblighiinapplicabilità dell’art 30 TUFofferta fuori sedeoperatività mediante internet banking

L’assenza, al tempo in cui l’investimento oggetto della lite è stato eseguito, di una norma imperativa che prescrivesse l’indicazione della natura subordinata del titolo non esime l’intermediario dall’obbligo di informare il cliente, ai sensi dell’art 21 del TUF, dell’esistenza della clausola di subordinazione e, in nessun caso, consente di descrivere uno strumento aventi tali caratteristiche come appartenente alla classe delle obbligazioni ordinarie.

È necessario che l’intermediario ponga il cliente nelle condizioni di intendere le reali caratteristiche dello strumento acquistato, a nulla rilevando l’esistenza di precedenti investimenti in strumenti aventi caratteristiche similari, poiché l’intermediario deve dimostrare di aver fornito informazioni in merito al titolo oggetto della specifica e concreta operazione di investimento.

Decisione n. 3998 e 3999
Ricorso ID: 5993 e 5924
Anno 2021
Data: 20 Luglio 2021
Voce principale: obblighi informativi
Voci secondarie: caratteristiche della concreta operatività del clienteesatto adempimentoresponsabilità dell’Intermediario

Non è necessario, ai fini del requisito della forma scritta richiesto dall’art. 23 TUF, che tutte le informazioni siano contenute in un unico modulo contrattuale in quanto è ragionevole ritenere che esse siano riportate nella modulistica accessoria, debitamente sottoscritta dal cliente: è, pertanto, esclusa la fondatezza della domanda di nullità quando l’intermediario produce il modulo di richiesta per la prestazione dei servizi e delle attività di investimento contenente la dichiarazione del cliente di aver ricevuto le condizioni generali, il foglio informativo e il documento generale sui rischi degli investimenti. 

È, parimenti, infondata la domanda diretta al risarcimento dei danni per assenza del nesso causale tra l’asserito inadempimento e il pregiudizio lamentato ove sia accertato che, successivamente alla specifica operatività contestata, il ricorrente abbia sistematicamente acquistato, eventualmente avvalendosi di altro intermediario, titoli della medesima natura e caratterizzati dalla stessa promessa di rendimenti molto elevati, dunque connotati da un livello di rischio parimenti molto elevato, nonostante l’intermediario avesse rappresentato, con appositi alert, il carattere non appropriato delle operazioni.

Decisione n. 3995
Ricorso ID: 5501
Anno 2021
Data: 20 Luglio 2021
Voce principale: ricezione ed esecuzione di ordini
Voci secondarie: assenza del contratto quadroesclusione della responsabilità dell’intermediarioinfondatezza della domanda di nullità ex art. 23 TUFmodulistica accessorianesso causaleoperatività complessiva del ricorrenterilevazione del carattere non appropriato degli ordini

L’intermediario è tenuto a dimostrare di aver assolto gli obblighi informativi “in concreto” e non in modo meramente formalistico, in quanto solo il loro effettivo assolvimento può consentire al cliente di valutare le reali caratteristiche dell’operazione e, conseguentemente, permettergli di compiere una consapevole scelta d’investimento. Pertanto, non è pienamente sufficiente la mera prova della consegna dei documenti sui rischi generali degli investimenti in occasione della stipula del contratto quadro.

Decisione n. 3830
Ricorso ID: 5568
Anno 2021
Data: 8 Giugno 2021
Voce principale: obblighi di informazione ex ante
Voci secondarie: adempimento “in concreto”fase precontrattuale