Arbitro per le controversie finanziarie

tra risparmiatori e intermediari

Le decisioni in pillole

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Nel caso di accadimenti inaspettati e imprevedibili che hanno come effetto di determinare una rilevantissima modifica delle quotazione di uno strumento finanziario, il consulente che è chiamato ad eseguire un ordine, tanto di investimento quanto di disinvestimento, impartito dal cliente sulla premessa di una determinata e ben diversa quotazione è obbligato non solo, (i) in ossequio a quanto disposto dall’art. 1710, comma 2, c.c., a rendere noto a quest’ultimo le circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca o la modifica del mandato ma anche, (ii) ai sensi del disposto dell’art. 1711, comma 2, c.c., ad astenersi dal darvi esecuzione quando circostanze ignote al mandante e che non possano essergli tempestivamente comunicate facciano ragionevolmente presumere che questi avrebbe dato la sua approvazione alla condotta difforme dalle istruzioni ricevute. Ne discende che il comportamento del consulente, del cui operato risponde l’intermediario, è colpevole se ha omesso di verificare la congruità delle istruzioni ricevute alle sopravvenienze eccezionali e imprevedibili, così generando un danno per l’esecuzione di un ordine che, ove il cliente fosse stato informato della situazione, sarebbe stato revocato.

Decisione n. 5289
Ricorso ID: 6377
Anno 2022
Data: 11 Aprile 2022
Voce principale: consulenza
Voci secondarie: inadempimento del consulenteobbligo di verificare la congruità delle istruzioni ricevuteordini del clientesopravvenienze eccezionali e imprevedibili

La validità dell’ordine condizionato al raggiungimento di una data soglia di prezzo deve essere intesa nel senso che esso rimane sui server dell’intermediario per il tempo indicato fino a quando la soglia selezionata non è raggiunta, ma non anche nel senso che, una volta che il parametro si concretizzi e l’ordine viene immesso sul mercato, l’intermediario debba continuare a conservare l’ordine sui propri server per risottometterlo, qualora esso sia stato rifiutato dal mercato. Una volta raggiunta la soglia impostata, gli ordini condizionati sono inviati dal sistema con il criterio “esegui e cancella”, il che comporta, allora, che gli ordini vengono comunque cancellati dalla piattaforma dell’intermediario in quanto da questi eseguiti, appunto nel senso di essere stati “portati al mercato”, anche ove poi gli stessi dovessero essere eventualmente rifiutati dal mercato di riferimento, sicché, in tali casi, spetta al cliente inserirli nuovamente per ottenerne una nuova trasmissione.

Decisione n. 5287
Ricorso ID: 6245
Anno 2022
Data: 11 Aprile 2022
Voce principale: ricezione ed esecuzione di ordini
Voci secondarie: assenza dell’obbligo in capo all’intermediario di trasmettere nuovamente l’ordine al mercatoimmissione dell’ordine nel mercato da parte dell’intermediarioordine stop lossraggiungimento della soglia di prezzorifiuto dell’ordine

A prescindere dall’assenza di una previsione espressa di un termine contrattuale entro cui provvedere a dare esecuzione agli ordini e alle disposizioni del cliente, l’intermediario è tenuto sempre a dare esecuzione al contratto in buona fede. Ne discende che l’analisi sulla ragionevolezza del termine impiegato per la variazione o la chiusura delle linee di investimento deve essere compiuta alla luce delle circostanze che connotano la fattispecie concreta. Nel caso di specie in cui la modifica riguardava tre diverse linee di gestione e la gestione era oggetto di pegno – sicché era anche necessaria una previa verifica, da parte delle funzioni preposte dello stesso intermediario quale creditore pignoratizio, in ordine all’assenza di una incidenza pregiudizievole della modifica di linea sul valore del medesimo – il termine di dieci giorni lavorativi per completare l’intero processo e dare esecuzione alla disposizione non è, nel complesso, irragionevole e, comunque, non è tacciabile di essere considerato come una attività di esecuzione del contratto contraria a buona fede.

Decisione n. 5279
Ricorso ID: 6046
Anno 2022
Data: 8 Aprile 2022
Voce principale: servizio di gestione di portafogli
Voci secondarie: esecuzione del contratto secondo buona federagionevolezza del terminevalutazione delle circostanze del caso concretovariazione della linea di investimento

Per il principio della vicinanza della prova incombe sull’intermediario fornire spiegazioni circa i criteri seguiti per stabilire quali posizioni chiudere al fine di realizzare il ripristino dei margini: nel caso di specie, non ha offerto argomenti, né documentazione, per resistere all’allegazione del ricorrente di non aver effettuato il margin close out alle “condizioni più favorevoli per il cliente”, come previsto dalla Decisione ESMA 2018/796, nonché dalle condizioni contrattuali pattuite tra le parti. In particolare, l’intermediario non ha fornito nessun dato in merito alle quotazioni dei CFD al momento in cui si sono verificate le condizioni per il close out né ha dimostrato di aver fornito al ricorrente l’informativa ai sensi dell’art. 62, comma 2 del Regolamento delegato UE 2017/565, di diretta applicazione negli Stati Membri, ai sensi del quale  “le imprese di investimento che detengono un conto di un cliente al dettaglio che include posizioni in strumenti finanziari caratterizzati dall’effetto leva o in operazioni con passività potenziali” sono obbligate a informare tempestivamente il cliente “quando il valore iniziale di ciascuno strumento subisce un deprezzamento del 10% e successivamente di multipli del 10%”.

Decisione n. 5196
Ricorso ID: 7706
Anno 2022
Data: 14 Marzo 2022
Voce principale: ricezione ed esecuzione di ordini
Voci secondarie: attività in marginazionechiusura delle posizioniobbligo dell’Intermediario di provare che la chiusura sia avvenuta alle condizioni più favorevoli per il cliente

L’informativa resa dall’Intermediario circa il carattere subordinato dello strumento finanziario, indicato attraverso la locuzione “obbligazione subordinata ordinaria” – astrattamente suscettibile di ingenerare qualche equivoco – deve essere valutata tenendo conto dell’insieme degli elementi risultanti dall’informativa, oltre che delle circostanze ulteriori di contesto in cui l’investimento è maturato. Ove emerga che nell’informativa erano indicati il livello di rischio elevato e il rischio di bail-in e risulti che, alla data dell’operazione, lo stato di indebitamento dell’emittente era da tempo ampiamento noto al mercato, deve ritenersi che i ricorrenti disponessero di tutte le informazioni per assumere una scelta consapevole di investimento. Nell’ottica di una valutazione complessiva delle informazioni disponibili, il fatto che il prezzo dello strumento si presentasse sotto la pari era un ulteriore indiscutibile elemento segnaletico dell’elevato rischio dell’operazione.

Decisione n. 5192
Ricorso ID: 6013
Anno 2022
Data: 14 Marzo 2022
Voce principale: obblighi di informazione ex ante
Voci secondarie: consapevolezza della scelta di investimentoobbligazioni subordinatevalutazione complessiva delle informazioni rese dall’Intermediario e disponibili sul mercato

Il mancato assolvimento, da parte dell’intermediario, dell’onere di provare l’esistenza di un contratto quadro validamente concluso comporta la nullità dell’operazione di investimento. L’accertamento della nullità dell’operazione di acquisto delle obbligazioni subordinate non basta, tuttavia, per accogliere puramente e semplicemente la domanda di restituzione del capitale investito quando l’Intermediario sottolinei che i ricorrenti hanno, nel tempo, eseguito anche altre operazioni di investimento, mai contestate, a valere sul rapporto originato dal contratto di cui pure deducono la nullità. In tal caso, deve ritenersi che l’intermediario abbai inteso sollevare, seppure in forma estremamente sintetica, una eccezione che è suscettibile di essere qualificata alla stregua della c.d. eccezione di buona fede: un’eccezione, dunque, idonea a paralizzare gli effetti restitutori della declaratoria di nullità dell’investimento impugnato, sicché è necessario valutare se gli investimenti relativi agli ordini non coinvolti dall’azione abbiano prodotto vantaggi economici per i ricorrenti e se essi possano neutralizzare, in tutto o in parte, il petitum azionato.

Decisione n. 5191
Ricorso ID: 6011
Anno 2022
Data: 14 Marzo 2022
Voce principale: nullità del contratto
Voci secondarie: carenza della forma scrittacontratto quadroeccezione di buona fede dell’Intermediarioinfondatezza della domanda di restituzione