Arbitro per le controversie finanziarie

tra risparmiatori e intermediari

Le decisioni in pillole

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L’intermediario è tenuto a dimostrare di aver assolto gli obblighi informativi “in concreto” e non in modo meramente formalistico, in quanto solo il loro effettivo assolvimento può consentire al cliente di valutare le reali caratteristiche dell’operazione e, conseguentemente, permettergli di compiere una consapevole scelta d’investimento. Pertanto, non è pienamente sufficiente la mera prova della consegna dei documenti sui rischi generali degli investimenti in occasione della stipula del contratto quadro.

Decisione n. 3830
Ricorso ID: 5568
Anno 2021
Data: 8 Giugno 2021
Voce principale: obblighi di informazione ex ante
Voci secondarie: adempimento “in concreto”fase precontrattuale

Non è fondato il ricorso dell’investitore che chiede il ristoro del danno per non essere stato adeguatamente informato circa la natura dei titoli acquistati quando si accerta che, sia antecedentemente che successivamente all’operatività contestata, egli ha sistematicamente acquistato titoli della medesima natura e caratterizzati dallo stesso livello di rischio. In questo caso è assente il nesso causale tra il comportamento dell’intermediario e il danno subito dall’investitore in quanto è ragionevole ritenere che egli, pur in presenza di un quadro informativo adeguato e corretto, non avrebbe comunque posto in essere una diversa scelta di investimento.

Decisione n. 3795
Ricorso ID: 5679
Anno 2021
Data: 24 Maggio 2021
Voce principale: obblighi di informazione ex ante
Voci secondarie: esclusione della responsabilitàfase precontrattualeinadempimento degli obblighi di informazionenesso causaleoperatività complessiva del ricorrente

L’Intermediario è responsabile per omesso controllo sull’operato del consulente finanziario, ex art. 31, comma 3, del TUF, quando risulta un rapporto di necessaria occasionalità tra le incombenze affidate al consulente e il fatto illecito da lui commesso e rivelatosi dannoso per il cliente. Ciò avviene quando il comportamento del consulente rientra nel quadro delle attività funzionali all’esercizio delle sue incombenze.

Il rapporto di necessaria occasionalità tra le incombenze affidate al consulente e il fatto illecito da lui commesso non sussiste, invece, quando vi è prova della collusione, o quantomeno della consapevole acquiescenza, del cliente in relazione alla violazione delle regole di condotta da parte del consulente. In tal caso l’Intermediario non può dirsi responsabile per omesso controllo sull’operato del consulente finanziario ex art. 31, comma 3, TUF.

Decisione n. 3700
Ricorso ID: 5052
Anno 2021
Data: 5 Maggio 2021
Voce principale: offerta fuori sede
Voci secondarie: collusione ed acquiescenza del clienteconsulenteesclusione della responsabilitàrapporto di “necessaria occasionalità”

Nell’ambito del servizio di gestione di portafogli la diligenza dell’intermediario deve essere valutata in un’ottica complessiva, considerando il risultato della gestione nel suo insieme e senza scorporare le singole operazioni di investimento. In particolare, la responsabilità dell’intermediario è esclusa quando l’operazione è stata oggetto di una specifica istruzione personalizzata e il titolo è stato autonomamente selezionato dal cliente, non essendo in questo caso configurabile alcun obbligo informativo a carico dell’intermediario.

Decisione n. 3695
Ricorso ID: 4852
Anno 2021
Data: 3 Maggio 2021
Voce principale: servizio di gestione di portafogli
Voci secondarie: diligenzaesclusione della responsabilitàistruzione del cliente