Maurizio Faroni

Executive Advisor di Exton Consulting Group e Membro del Comitato Scientifico di CSEA (Centro Studi di Economia Applicata) dell’Università Cattolica di Milano.
Direttore Generale di Banco Bpm sino al 2019, è stato Direttore Generale e Consigliere di Amministrazione del Banco Popolare dal 2011 al 2016. In precedenza ha ricoperto i ruoli di Chief Financial Officer del Banco Popolare; ViceDirettore Generale sia del Banco Popolare di Verona e Novara che della Banca Popolare di Verona; Amministratore Delegato di Banca Aletti.
Nell’ambito del suo percorso professionale ha ricoperto le cariche di Consigliere di Amministrazione in importanti istituzioni quali l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, Borsa Italiana.

Ha assunto incarichi di Presidenza o Consiglio in numerose società operanti nel campo del Corporate & Investment Banking (Banca Akros, Efibanca, Aletti Merchant), dell’Asset Management (Arca, AlettiGestielle), del Private Equity (SEIEF, AF Mezzanine, Aletti Private Equity, Palladio Finanziaria) e del Leasing (Alba Leasing). È stato Consigliere di Amministrazione della Banca Popolare di Novara e del Credito Bergamasco.
Nel corso degli Anni Novanta ha assunto ruoli di crescente responsabilità presso il Credito Bergamasco, all’epoca parte del Gruppo Crédit Lyonnais, con il quale ha collaborato per sette anni.

Negli Anni Ottanta ha maturato diverse esperienze lavorative presso l’Associazione Industriale Bresciana della rete Confindustria, la Direzione Generale VI della Commissione Europea a Bruxelles e la Banca S. Paolo.

Laureato in Economia all’Università di Parma ed in Scienze Politiche all’Università di Milano, è stato per quindici anni (1994-2009) Docente di Statistica dei Mercati Monetari e Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università di Bergamo.

Ha pubblicato su FCHub:

Maurizio Faroni
Banche

Lo smart working non è un semplice trasloco dall’ufficio all’abitazione. Spinge a ripensare la gestione della banca secondo modelli rivisitati in radice. Non per creare una generazione di “tele-workers”, ma per riprogettare le modalità di perseguimento dei target, i processi e la tecnologia.

di Maurizio Faroni
Politica Economica

Primo, sbloccare gli investimenti pubblici: i soldi ci sono, dice il manager che ha guidato Ferrovie e che ora passa alla multi-utility A2A. Quello che va cambiato è la burocrazia che ne rallenta l’utilizzo. Secondo, contare sulla forza economica e progettuale delle grandi imprese, perché la nostra struttura industriale non è distrutta, ma solo congelata. Basta rimetterla in pista

Banche

La compressione della redditività e la competizione che viene da  “neo-banks” e fintech sono una sfida sempre più evidente per le banche. Il ripensamento dei modelli organizzativi e di offerta, delle architetture IT e una gestione innovativa delle risorse umane sono opportunità da cogliere per mantenere la centralità delle banche commerciali.