Rubriche

Enrico Maria Cervellati

Finanza comportamentale | 11-Jul-2018 | pdf

Cominciamo dalla fine. Nel 1999 il recente premio Nobel, Richard Thaler, intitolava un suo articolo The End of Behavioral Finance (“La fine della finanza comportamentale”), auspicando che un giorno non lontano si sarebbe smesso di parlare di finanza comportamentale. Non intendeva che non si sarebbe più utilizzato l’approccio comportamentale, ma che questo sarebbe diventato complementare a quello tradizionale, arrivando a integrare i due approcci e, dunque, a parlare solo di finanza, senza aggiungere gli aggettivi “comportamentale” o “tradizionale”. A distanza di quasi vent’anni, forse quel momento non è ancora arrivato, ma si sta andando in questa direzione.

Leonardo Morlino

Il Principe | 12-Jun-2018

Perché per Di Maio, e il Movimento 5 Stelle, era così importante andare al governo? Perché costituiva un obiettivo talmente vitale da essere disposti a cambiare programmi e obiettivi politici a seconda della coalizione che si fosse riusciti a formare, con la Lega o con il PD, dando un immagine di spregiudicato cinismo? Perché la partita era così decisiva da spingere Di Maio a rischiare tutta la sua reputazione per ‘riprendere per i capelli’ un tentativo che era già fallito dopo la presa di posizione del Presidente Mattarella nei confronti di Savona e l’incarico a Cottarelli? Una risposta un po’ più approfondita a questa domanda ci permette anche di vedere meglio se in una prospettiva di cambiamento bipolare il M5S riuscirà a sostituire il PD come perno del secondo polo destinandolo, nel migliore dei casi, ad essere il partitino di Renzi.

Enrico Maria Cervellati

Finanza comportamentale | 28-May-2018 | pdf

Qualche tempo fa una collega mi ha chiesto se ancora mi chiedevano di insegnare corsi di finanza comportamentale. Alla mia risposta affermativa, mi ha guardato stupita, aggiungendo “Ma come, dopo tutti questi anni?”. Il commento non si riferiva tanto al fatto che mi occupo dell’approccio comportamentale ormai da sedici anni, quanto allo stupore nel constatare che ci fosse ancora interesse “sul tema”. Ce n’è e ce n’è tanto. Non solo dopo la recente attribuzione del premio Nobel per l’Economia a Richard Thaler, considerato il primo economista comportamentale moderno, ma in generale l’interesse non è mai scemato, anzi è cresciuto sempre di più negli ultimi anni, ma si è modificato nel tempo.

Bankpedia | 23-May-2018

Particolare forma di prestito a breve scadenza ottenuto a richiesta, per lo più nella struttura di credito non garantito. Lo scambio di liquidità avviene tra le banche sia nei sistemi interbancari che su altre piattaforme e, se la transazione avviene nel mercato interbancario, ha forma di deposito negoziato tra banche. In alcuni mercati esteri con questo termine si identificano operazioni di prestito a breve scadenza negoziate da dealers o altri intermediari specializzati sul mercato dei titoli per far fronte a temporanei fabbisogni originati da acquisti o da sottoscrizioni di valori mobiliari. Con riferimento alla prassi del mercato britannico, le operazioni di call money erano concluse dalle discount houses, intermediari specializzati nella sottoscrizione di titoli in contropartita con le banche di deposito, e rappresentavano un tipico strumento di mercato monetario.

Lo scambio di liquidità avviene tra le banche sia nei sistemi interbancari che su altre piattaforme (es. attraverso le OMA con la banca centrale). La frase mi pare chiara, poiché indica che se la transazione avviene nel mercato interbancario, ha forma di deposito negoziato tra banche'

Leonardo Morlino

Il Principe | 30-Apr-2018

Con caratteristiche e in gradi diversi molte democrazie contemporanee sono radicalizzate: dal Brasile all’Ungheria, dalla Polonia alla Germania, per citare i possibili estremi tra massima e minima radicalizzazione, passando per gli Usa, l’Austria, la Spagna, la Grecia e, per quel che ci interessa, l’Italia. Ma è possibile governarle? E se sì, come, focalizzandosi subito sul caso italiano?
Di fronte a un conflitto accentuato verrebbe da dire: andiamo a nuove elezioni. Però, un esame puntuale dei casi di elezioni ravvicinate con sistemi elettorali proporzionali o quasi (ad esempio, la Spagna e la Grecia in anni recenti) hanno dimostrato che vi è solo un parziale, spesso minimo, spostamento di forze con un aumento notevole di conflitto e di stallo. Dunque, convocando nuove elezioni, il problema del governo viene solo rinviato. Certo, si potrebbe cambiare legge elettorale, ma anche se si trovasse la maggioranza parlamentare per una nuova legge (un’ipotesi altamente improbabile), il problema della radicalizzazione rimarrebbe e magari potrebbe degenerare in modi diversi, dalla violenza alla secessione, laddove ce ne siano le basi. E allora?

Leonardo Morlino

Il Principe | 16-Apr-2018

Il dilemma pone un’alternativa tra due soluzioni entrambe negative. Questa è la situazione - attesa e dunque non sorprendente - in cui si trova il PD dopo le elezioni del 4 marzo. E’ possibile uscirne? Come?
Per effetto della crescita della protesta, e in presenza di un sistema prevalentemente proporzionale il sistema partitico italiano da bipolare si è gradualmente trasformato in tripolare con tre coalizioni o partiti (centro-destra, centro-sinistra con PD, e movimento 5 Stelle). In prospettiva, però, la tendenza di fondo rimane bipolare. Dunque, la prima valutazione da fare è se il PD potrà diventare il secondo polo al posto del Movimento 5 Stelle. La domanda è giustificata dal fatto che le analisi post-elettorali hanno evidenziato una qualche sovrapposizione di elettorato e un passaggio di votanti PD all’altro partito.

Bankpedia | 09-Apr-2018

Il Bitcoin è la più nota delle criptovalute digitali e decentralizzate, disponibile per lo scambio esclusivamente virtuale (in modalità peer-to-peer) su piattaforme open-source.

Le caratteristiche principali del BitCoin sono: 1.è un mezzo di pagamento digitale; 2. è scambiato con tecnologia peer-to-peer; 3. non rappresenta la passività di nessun operatore.

ll Bitcoin fa parte di un sistema valutario privato creato online e lo scambio, virtuale, avviene mediante portafogli digitali; non vi è alcun intervento delle banche centrali, nè dei governi. Contrariamente alla moneta legale, la criptovaluta non rappresenta la passività di nessun operatore o istituzione. La piattaforma digitale che permette gli scambi è open-source, quindi non standardizzata. La tecnologia che permette lo scambio di criptovalute si chiama BlockChain.

Masciandaro et al (2018) descrivono le caratteristiche dei nuovi mezzi di pagamento, come monete digitali e con riferimento alle criptovalute affermano che esse non possiedono le stesse caratteristiche della moneta, infatti se hanno la capacità di riserva di valore e di mezzo di raccolta dell'informazione, non hanno però valore legale e non possono quindi essere considerate appieno un valore di scambio.

Le principali criptovalute sono il Bitcoin, Ethereum, Litcoin.

Difficile fornire una misura della dimensione del mercato, data la forte volatilità dei prezzi delle criptovalute; vi sono circa 200.000 transazioni giornaliere in BitCoin.

Leonardo Morlino

Il Principe | 30-Mar-2018

Nell’esperienza delle democrazie parlamentari degli ultimi settanta anni, circa un quarto dei governi non avevano la maggioranza parlamentare, erano governi di minoranza. Se si considerano comparativamente quelle esperienze, le condizioni essenziali che hanno consentito l’esistenza e l’operatività di quei governi sono state due.
La prima - ad esempio, in Danimarca – è stata l’assenza di divisione profonde e soprattutto di una radicalizzazione a livello di élite, ma anche di elettorato, con conseguente comportamento responsabile dell’opposizione che in modi diversi ha consentito l’approvazione dei provvedimenti proposti dall’esecutivo. La seconda condizione, più rara, è stata propria di momenti di emergenza e contraddistinta da astensioni concordate. L’Italia ne ha avuto esperienza negli anni del terrorismo, culminati con il governo Andreotti, che si presentò alle Camere quel noto16 marzo 1978, quando fu rapito Aldo Moro e uccisa la sua scorta.

Leonardo Morlino

Il Principe | 09-Mar-2018

Che il PD avrebbe perduto lo si sapeva. Ai dati pubblicati dai sondaggi si aggiungevano i commenti unanimi di quelli che si incontravano negli ambienti più diversi. Dopo il 4 marzo, del 40,8% delle ultime elezioni europee (2014) resta solo il ricordo e le illusioni coltivate. Ma alla fine perché il PD ha perduto in modo così netto? Con il senno del poi non è difficile richiamare subito quattro ragioni, connesse, ma ciascuna da sola sufficiente a spiegare la sconfitta e, quindi, se viste insieme in grado di spiegarne la gravità, oltre a darci qualche prospettiva sguardo sul possibile futuro che ci aspetta.

Leonardo Morlino

Il Principe | 27-Feb-2018

A campagna elettorale finita, sono emerse ancora più nettamente le peculiarità di questo periodo storico. La radicalizzazione, latente nell’elettorato da anni, è stata strumentalizzata dai gruppi più estremisti. Tuttavia, malgrado questi ritorni di partecipazione di piazza con le attese conseguenze in termini di tafferugli e feriti, l’astensione rimarrà molto alta, sulla base di tutte le previsioni della vigilia. È emersa anche e con maggiore nettezza un’altra, probabilmente la più importante, particolarità di questa fase politica italiana. Quale?
Oggi è diffuso uno scontento, che è composto sia da una tradizionale insoddisfazione molto italiana sia da tutto il disagio sociale ed economico, specie giovanile, prodotto della Grande Recessione di questi anni. Un tale scontento sarebbe superabile, anche se solo in parte, se vi fossero speranze nel futuro ovvero se un leader, un gruppo riuscisse a creare le speranze, che ad esempio Berlusconi nel 1994 e Renzi nel 2014 erano riusciti a suscitare. Siamo invece in una fase storica in cui le alternative politiche, coltivate magari per anni, si sono chiuse. Hanno dimostrato di non esistere più o di non essere credibili, chiudendo anche le residue speranze.

Bankpedia | 27-Feb-2018

Differenza tra prezzo di emissione e valore nominale delle azioni ed obbligazioni nel caso di emissioni sopra la pari. Nelle emissioni obbligazionarie l’aggio costituisce un ricavo pluriennale, che può essere portato annualmente in detrazione degli interessi passivi del prestito; nelle emissioni azionarie, invece, confluisce al fondo sovrapprezzo azioni, che rappresenta una particolare riserva. Più frequentemente, tuttavia, si verifica il caso contrario di emissioni obbligazionarie sotto la pari, le quali (eventualmente con l’ausilio di altri strumenti, come la corresponsione di un saggio di interesse superiore a quello corrente o l’estrazione periodica di premi) costituiscono per i risparmiatori un incentivo a sottoscrivere titoli a reddito fisso, particolarmente in tempi di difficoltà di collocamento sul mercato obbligazionario. In riferimento alle emissioni sotto la pari si parla di disaggio di emissione.L’art. 2346 c.c. vieta l’emissione di azioni per somma inferiore al loro valore nominale: è evidente lo scopo di tutelare l’effettività del capitale sociale, dal momento che, in caso di emissioni azionarie sotto la pari, al valore nominale corrisponderebbe minor valore dei beni conferiti.Per le obbligazioni l’emissione sotto la pari è consentita ed è molto usata per adeguare il rendimento effettivo dei titoli al tasso di mercato.

Leonardo Morlino

Il Principe | 16-Feb-2018

A circa metà della campagna elettorale, fermiamoci un momento e guardiamoci indietro. Ci accorgeremo subito che questa campagna elettorale ha alcuni aspetti peculiari che la differenziano dalle precedenti di questo secolo e degli ultimi decenni di quello precedente. Quali sono questi aspetti e che cosa ci suggeriscono in prospettiva? Qui ne evidenzio solo due all'interno di un quadro non semplice.

L'effetto di disposizione

Fabrizio Ghisellini

Finanza comportamentale | 12-Feb-2018 | pdf


  • Avete finalmente acquistato le scarpe che desideravate da tanto. Al negozio sembravano perfette, ma già il primo giorno che le indossate iniziano a farvi male. Aspettate qualche giorno, ci riprovate, ma niente da fare: fanno male da morire. Che fate a quel punto?

  • Vi siete iscritti al circolo del tennis con un abbonamento annuale che costa 300 euro. Dopo 2 settimane vi è venuto il “gomito del tennista”, e solo alzare la racchetta vi provoca dolore. Abbandonate e vi date alla lettura di "Guerra e pace"?

Bankpedia | 12-Feb-2018

L'interesse è il corrispettivo in denaro del godimento di una somma, il capitale, anch’essa di denaro maturato in un determinato periodo di tempo ed è percepito per un anno diviso per il capitale ed espresso solitamente in percentuale. È detto anche saggio d’interesse e, nel linguaggio legale, misura degli interessi. L’indicazione corrente universale è ormai quello percentuale e, nei calcoli, quello corrispondente in centesimi. Un tasso di interesse, se non è diversamente specificato in modo esplicito, si intende sempre come tasso posticipato in ragione d’anno. Il tasso d’interesse può però essere anticipato o dovuto per periodi inferiori o superiori all’anno, essere cioè per esempio semestrale, trimestrale ecc. ovvero corrisposto in ragione di più anni. In questi casi il ragguaglio col tasso annuale, che è la misura standard di riferimento, viene compiuta col computo del tasso equivalente.

Leonardo Morlino

Il Principe | 27-Jan-2018

Quello che rende credibile ed accettabile la democrazia rappresentativa è la corrispondenza tra ciò che promette chi vuole essere eletto e ciò che fa quando è stato eletto e va al governo. Ma proprio questo è stato sempre un punto di discussione e di critica, ed è diventato ancora più problematico in questi ultimi anni nelle democrazie contemporanee, in generale, e in alcune democrazie più che in altre. Perché?

Leonardo Morlino

Il Principe | 13-Jan-2018

La campagna elettorale, già iniziata, presenta alcuni elementi di incertezza sia per i fattori contestuali che per le scelte che i leader politici dovranno fare per cogliere al meglio le opportunità offerte dalla situazione. Lasciando da parte le incertezze dovute alla nuova legge elettorale e al parziale cambiamento dell’offerta partitica rispetto al 2013, il terzo e importante fattore di incertezza viene dal fatto che le elezioni si terranno in un periodo che porta ancora i segni della crisi economica più lunga dal secondo dopoguerra ad oggi.

Bankpedia | 09-Jan-2018

Dal 2009 la legge di Stabilità (l. n. 196/2009) sostituisce ufficialmente la legge Finanziaria (l. n. 468/1978).
La legge di Stabilità insieme alla legge di Bilancio, costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e rappresenta lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di Finanza Pubblica (DFP).

Leonardo Morlino

Il Principe | 05-Jan-2018

Analizzando più a fondo la legge, che sperimenteremo per la prima volta in marzo, ci sono regole che possono avvantaggiare alcuni partiti rispetto ad altri? Sulla base di quello che sappiamo su altri sistemi elettorali, due regole di questa legge possono favorire in certe condizioni i candidati moderati. Si tratta della spinta a formare coalizioni e della presenza dei seggi uninominali per poco più di un terzo del totale (232 su 630 alla Camera e 116 su 315 al Senato). Vediamole prima nei loro ipotetici effetti e poi in quali condizioni possono favorire i partiti moderati.

Leonardo Morlino

Il Principe | 28-Dec-2017

Ormai, lo sappiamo, fra qualche mese dobbiamo decidere se votare e nel caso per chi. Ma a questo scopo è bene capire come funziona effettivamente la legge elettorale che tradurrà le nostre preferenze in seggi. Finora, infatti, la legge non sembra sia stata ben spiegata nei suoi effetti. La domanda essenziale é: alla fine abbiamo una legge con effetti proporzionali ovvero un sistema con più o meno forti spinte maggioritarie?

Ancoraggio

Fabrizio Ghisellini

Finanza comportamentale | 14-Dec-2017 | pdf


  • Avete trovato in un vecchio baule in soffitta il pennello con il quale Leonardo ha dipinto la Gioconda. Pensando che valga una fortuna, vorreste venderlo.
    Ma per quanto? Non c'è nulla a cui il pennello si possa paragonare, e quindi non avete la più pallida idea di quale potrebbe essere un prezzo giusto.Vi
    capita però di leggere che il pennello usato da Picasso per dipingere Guernica è stato venduto per un milione di euro. E a quel punto vi convincete
    che il pennello di Leonardo come minimo vale dieci milioni!

  • Siete al ristorante e, anche se di vini non capite nulla, vorreste ordinare un buona bottiglia senza però rovinarvi. Scorrete la carta dei vini pregiati
    che vi porta il cameriere e restate piuttosto intimorito dai prezzi, che oscillano fra i 30 e i 50 euro. Quando state ormai per decidere di ripiegare
    sul solito vino della casa, ecco che trovate un rosso toscano a 25 euro. A quel punto non avete più dubbi, e lo ordinate soddisfatti della scelta
    ottimale che avete fatto!


Bankpedia | 14-Dec-2017

Volume dei mezzi finanziari di cui l’azienda deve disporre, a titolo di capitale proprio e/o di credito, per acquisire i fattori produttivi necessari
per le operazioni di gestione. II fabbisogno finanziario, nella maggior parte dei processi aziendali, deriva dal normale ciclo delle operazioni,
che impone l’acquisto dei fattori produttivi specifici (costi) prima che si realizzi la vendita dei prodotti (ricavi), per cui in parte le uscite
monetarie precedono le correlative entrate. Il fabbisogno di finanziamento riguarda il ciclo di operazioni cui dà luogo la combinazione economico-tecnica
dei fattori produttivi. In tal senso, essendo connaturale alla vita dell’azienda che mentre un ciclo termina altri inizino, di modo che dal loro
sovrapporsi permane sempre in atto un certo numero di operazioni, il fabbisogno finanziario è determinato dal valore delle operazioni in corso
di svolgimento e dai programmi di rinnovo e di ampliamento delle infrastrutture aziendali. In relazione alla natura e alla durata, il fabbisogno
finanziario si suole suddividere in una parte a carattere costante e in un’altra a carattere variabile. La prima componente è condizionata alla
necessità dell’azienda di mantenere in essere costantemente un certo livello di operazioni, mentre la seconda trae origine soprattutto da eventi
di natura stagionale o speculativa, i cui effetti cessano solitamente nel breve termine.

Bankpedia | 29-Nov-2017

Interesse (ossia ogni corrispettivo in denaro del godimento di una somma, il capitale, anch’essa di denaro maturato in un determinato periodo) percepito per un anno (o riferito ad anno) diviso per il capitale ed espresso solitamente in percentuale. È detto anche saggio d’interesse e, nel linguaggio legale, misura degli interessi.

Nella notazione computistica il tasso d’interesse è indicato nell’uso italiano con la lettera i, sempre più soppiantata dall’universale r, iniziale dell’inglese “rate” (da interest rate). L’indicazione corrente universale è ormai quello percentuale e, nei calcoli, quello corrispondente in centesimi (p.es. un 7,5% viene immesso nel programma di computo come 0,075).

Avversione alle perdite

Fabrizio Ghisellini

Finanza comportamentale | 16-Nov-2017 | pdf


  • Uscite per una passeggiata e trovate per terra una banconota da 50 euro. Tornati a casa, vi accorgete di averla persa. Secondo l'economia convenzionale, i due eventi si compensano e quindi l'impatto sulla vostra utilità dovrebbe essere neutro. Ma è davvero così?

  • Ricevete un'offerta commerciale riguardante un qualsiasi oggetto (un telefono, un aspirapolvere, ecc.). L'offerta consiste nel fatto che potete usare l'oggetto gratis per un mese e poi decidere se restituirlo (senza costi) o acquistarlo. Perché nella maggior parte dei casi lo acquistate?

  • Vi propongono la seguente scommessa: potete tirare in aria una moneta e, se esce testa, vincete 200 euro, mentre se esce croce ne perdete 150. Nonostante che la probabilità di guadagnare sia maggiore di quella di perdere, rifiutate la scommessa. Perché?

  • Avete investito in un'azione, pagandola 10 euro, che non ha fatto altro che deprezzarsi e vale ora 5 euro. La vendete o la tenete, sperando che il suo prezzo torni sui livelli di partenza?

Bankpedia | 07-Nov-2017

Operazione di acquisizione temporanea di quote di partecipazione al capitale di società, generalmente non quotate, da parte di un intermediario specializzato, finalizzata alla dismissione in un arco temporale medio/lungo al fine di realizzare un guadagno in conto capitale.
Gli investimenti di private equity sono anche definiti come investimenti istituzionali in capitale di rischio, per differenziarli dall’acquisizione di quote di capitale effettuata da imprese o soggetti privati, e vengono classificati come apporti di risorse da parte di intermediari specializzati, sotto forma di partecipazione al capitale azionario o sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili.

Leonardo Morlino

Il Principe | 30-Oct-2017

I giornali hanno riportato con il dovuto rilievo la notizia dell’approvazione definitiva della legge elettorale. Ma è questa la vera notizia su cui porre l’accento? Che cosa sia effettivamente accaduto lo capiamo quando constatiamo che la legge approvata indubbiamente porta a un risultato importante, diminuire la probabilità che ci siano due maggioranze diverse tra Camera e Senato, ma soprattutto è una legge sostanzialmente proporzionale con correzioni in senso maggioritario molto parziali e con scarso effetto. Dunque, la notizia è un’altra: dopo 25 anni ovvero dopo il 1992 si è scritta la parola fine ai tentativi di trasformare in senso maggioritario la democrazia italiana.

Leonardo Morlino

Il Principe | 23-Oct-2017

Dopo tanto inchiostro versato (come si sarebbe detto una volta), possiamo cercare di capire meglio come mai ci ritroviamo di fronte al risorgere di una domanda di autonomia in Italia, evidenziata dai risultati dei due referendum consultivi tenuti domenica scorsa, e in Spagna con un conflitto assai radicalizzato e apparentemente senza uscita, che si spinge fino alla richiesta di indipendenza della Catalogna.

Bankpedia | 19-Oct-2017

Caratteristica strutturale dei mercati finanziari in base alla quale il prezzo di equilibrio di una attività finanziaria non riflette in modo completo e continuo tutta l’informazione disponibile, posseduta in modo disomogeneo dai diversi agenti del mercato. Grossman e Stiglitz (1980) mostrano come l'equilibrio sia raggiungibile abbandonando l'ipotesi di efficienza: i prezzi sono sempre veicolo di trasmissione d'informazione solo che il processo di trasmissione è imperfetto. In questo modo si ripristina l'incentivo a raccogliere informazione perché l'agente informato determinerà un profitto superiore rispetto al non informato. Se i prezzi riflettono tutta l'informazione disponibile non potrà determinarsi un punto di equilibrio: in questo caso viene meno l'incentivo a raccogliere informazione e il meccanismo di trasmissione della stessa...

Bankpedia | 09-Oct-2017


È una misura del rischio di mercato di una attività finanziaria. Rappresenta cioè la perdita massima ipotizzabile derivante dalla detenzione di un certo prodotto finanziario, su un dato orizzonte temporale (solitamente pari ad 1 giorno o a 10 giorni) e con un dato livello di probabilità statistica (solitamente pari al 95% o al 99%).
La perdita riflette l’interagire di una serie di fattori che il modello ipotizza essere correlati tra loro nel determinare il aleatorio dell’attività. L’orizzonte temporale scelto per il calcolo del VaR riflette il tempo minimo necessario a smobilizzare l’investimento in caso di perdita (che può essere appunto pari ad 1 giorno su mercati molto liquidi, o a 10 giorni se si ipotizza un maggior tempo necessario allo smobilizzo).
Il Value at Risk viene utilizzato anche per determinare i requisiti minimi di capitale per la copertura di perdite su attività finanziarie generate dai rischi di mercato...

Leonardo Morlino

Il Principe | 29-Sep-2017

In questi ultimi anni pochi casi di cronaca sono stati tanto coperti da falsa retorica e voglia di illudersi quanto quello dell'assassinio in Egitto del giovane ricercatore italiano, Giulio Regeni. Qui mettiamo da parte qualche responsabilità morale del supervisor di Regeni. Con il senno del poi è troppo facile parlare e criticare. In realtà, potremmo mettere da parte anche la notizia che occupa i quotidiani in questi giorni, il ritorno dell'ambasciatore italiano a Il Cairo. Senza negarne l'importanza, non solo formale, non è questo il punto essenziale: rapporti anche proficui con l'Egitto si possono avere con o senza ambasciatore, specie quando non vi è un apprezzabile presenza di italiani nel paese (ad oggi circa 5.000). Le domande reali da porsi sono: che cosa ha portato all'assassinio di Regeni e quali sono le conseguenze più rilevanti per noi?

Le conoscenze finanziarie degli italiani e la domanda di consulenza. Il caso italiano

M. Gentile , N. Linciano , P. Soccorso

Problemi e Analisi | 13-Jan-2017 | pdf

Numerose rilevazioni empiriche, domestiche e internazionali, attestano il basso livello di conoscenze finanziarie degli italiani. A tale deficit si associano, ovviamente, una scarsa capacità di adottare scelte economiche e di investimento corrette. L’Osservatorio Consob su ‘L’approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane‘ mostra che in media il risparmiatore italiano non è in grado di riconoscere i passaggi fondanti del processo di investimento, ricorre più frequentemente al consiglio di amici e parenti piuttosto che a quello di un professionista, mostra bassa conoscenza delle caratteristiche di un servizio di consulenza personalizzata e dei livelli di tutela a esso associati.
I temi analizzati toccano due aspetti di interesse rilevanti per le possibili implicazioni di policy. Il primo concerne l'eventualità che la consulenza finanziaria possa sopperire ai bassi livelli di financial literacy dei risparmiatori italiani. Il secondo profilo riguarda il ruolo delle percezioni individuali, che qualora si traducano in sopravvalutazione delle proprie capacità generano la cosiddetta overconfidence, ossia un'attitudine che può avere effetti distorsivi importanti sulle scelte di investimento (incentivando, ad esempio, un'eccessiva assunzione di rischio).

La politica monetaria non convenzionale della BCE – tra scenari attesi ed incertezza sul futuro

Marco Rotili

Problemi e Analisi | 04-Dec-2016 | pdf

Il tema delle decisioni di politica monetaria, nonostante la formale piena autonomia della banca centrale rispetto ai “vincoli di governo”, risulta fortemente interrelato con lo scenario di una (sperata) ripresa della crescita dell’economia reale. La strategia ultra-espansiva, infatti, accomuna oggi la Banca Centrale Europa e le altre grandi banche centrali mondiali, nel deciso tentativo di porre fine al periodo di perdurante stagnazione che, a partire dal biennio 2007-2008, sta affliggendo, seppur con tenore differenziato, la maggior parte delle economie occidentali.

Rapporto banche CER e credito non performing: a che punto siamo?

Daniele Previtali

Problemi e Analisi | 21-Oct-2016 | pdf

Lunedì 19 settembre è stato presentato alla Luiss il Rapporto Banche CER (Centro Europa Ricerche) che ha fotografato lo stato del sistema bancario italiano delineandone profili di criticità e tendenze in atto. Ogni Rapporto, oltre a fornire un quadro generale sulla struttura del sistema bancario italiano e sulle principali variabili descrittive di settore, prevede anche una sezione monografica, questa volta dedicata al tema delle sofferenze. Le analisi proposte in questo Rapporto dagli economisti del CER mettono in rilievo numeri, temi e proposte per arginare il peso dei NPLs sui bilanci delle banche italiane. Questo articolo prende spunto dal contenuto del Rapporto CER al fine di offrire alcuni spunti di riflessione sul tema dei NPLs nelle banche italiane, contribuendo così al dibattito sul tema senza nessun obiettivo di essere esaustivo.

La politica della BCE riduce il rapporto Deficit/Pil dei Paesi più indebitati. (oltre il 2% per Italia in tre anni). Ma da sola non basta per uscire dalla crisi

Giovanni Parrillo

Problemi e Analisi | 02-Oct-2016 | pdf

L’espansione monetaria attuata dalla BCE riduce il rapporto deficit/PIL dei paesi più indebitati, si calcola del 2,2,% per l'Italia nel periodo 2025-2017, ma da sola non basta per uscire dalla crisi e (se protratta) crea rischi di instabilità finanziaria. L'interim Economic Outlook OCSE dà l'allarme sulla crescita mondiale: il calo del commercio frena la crescita mentre alla politica monetaria espansiva non fa riscontro una politica fiscale per lo sviluppo e le riforme.

L'Equity crowdfunding. Normativa e aspetti operativi: un position paper di Consob e CNDCEC

Giovanni Parrillo

Problemi e Analisi | 11-Sep-2016 | pdf

Il “Gruppo di lavoro sulla finanza innovativa” creato da Consob e dal Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili (CNDCEC) ha pubblicato di recente un Position Paper sull’equity-crowdfunding . L’obiettivo è favorire la comprensione e la consapevolezza delle caratteristiche e delle peculiarità di un’operazione di equity-crowdfunding e il suo utilizzo da parte dei diversi attori della filiera produttiva. L’apertura delle imprese al mercato dei capitali attraverso l’uso di strumenti di finanza innovativa e il miglioramento della trasparenza di queste operazioni potranno così determinare evidenti benefici per il sistema produttivo nazionale. Il Paper si distingue per il linguaggio limpido e per l’esaustiva trattazione dei vari aspetti dell’equity- crowdfunding e rappresenta una vera guida operativa per imprenditori e professionisti, cogliendo appieno l’obiettivo di divulgazione e crescita della cultura finanziaria che si è posto.

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

La campagna elettorale è ormai alla fine. Abbiamo anche gli ultimi sondaggi pubblicabili. Al di là delle numerose dichiarazioni di questo periodo è importante capire alcuni aspetti strutturali di fondo, propri di queste elezioni, iniziando dal voto. Come si sa, il voto è l'unica occasione formale in cui l'elettore è chiamato a giudicare l'eletto (e il suo partito). E' un voto “retrospettivo” in quanto è il risultato di un giudizio positivo o negativo su quanto l'eletto ha fatto negli anni precedenti. Se quel giudizio è positivo voterà di nuovo o anche per la prima volta per il leader e il partito che stando al governo hanno fatto bene. Ma se vi è stata crisi economica e, di conseguenza, gli elettori sono insoddisfatti, che succede? E' inevitabile che sia premiata l'opposizione, anche quella radicale ed espressione di protesta fine a se stessa?

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

A chiusura del congresso della Cgil e dopo diversi e vivaci scambi, non solo tra la Camusso e Renzi, è il caso di riflettere meglio sul possibile ruolo del sindacato nell’uscire dalla crisi, lontana dall’essere effettivamente superata. Per rispondere alla domanda se e come il sindacato possa contribuire a questo scopo, possiamo partire da un ‘mistero’ e da un richiamo al recente passato.

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

Lo straordinario risultato elettorale del 25 maggio richiede un supplemento di analisi. I diversi commenti di questi giorni, compreso quello già immediatamente pubblicato in questa rubrica, hanno contribuito ad esplicitare le ragioni dei risultati. Due punti hanno provocato molte reazioni e discussioni e meritano di essere ripresi: il Pd (R), dove R sta per Renzi, è una nuova Democrazia Cristiana, o a qualcosa del genere? E che cosa ha sbagliato Grillo della sua campagna elettorale?

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

E’ noto quanto sia difficile analizzare un fenomeno complesso come le elezioni in qualunque paese democratico, anche per la cronica mancanza di dati più precisi ed approfonditi sulle ragioni del comportamento elettorale dei cittadini. Ma rispetto ai risultati del secondo turno di domenica scorsa ci si può porre una domanda più semplice: questo turno suggerisce qualcosa di nuovo rispetto a due settimane fa? Oppure conferma solo la straordinaria affermazione del Pd, lo scorso 25 maggio?

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

Le attese. Anche sulla base degli ultimi sondaggi ufficialmente disponibili, si aspettava Forza Italia in discesa sia rispetto alle precedenti europee che alle ultime elezioni del 2013. Se avesse ottenuto il 20%, sarebbe stato un netto successo. Una forte affermazione di Grillo e del Movimento 5 stelle si dava quasi per scontata. Dunque, almeno il 26/27 %, magari anche senza aumentare di molto i voti assoluti del 2013. In ogni caso, un risultato molto vicino percentualmente al PD, che a sua volta avrebbe avuto successo se superava il risultato del 2013 e si attestava di almeno 5 punti sopra i 5 Stelle. Nel complesso i partiti anti-europei sarebbero stati vicini al 30%, o di poco sotto, e la partecipazione elettorale sarebbe stata spinta in alto da quei sentimenti anti-europei. Dunque, si sarebbe andati molto vicini alla precedente del 2009 (66%).

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

Il progetto governativo sulla Assemblea delle Autonomie ha avuto reazioni diverse, ma tutte forti. Come mai? Perché è tecnicamente sbagliato, cioè incoerente rispetto agli stessi fini che si pone? Perché pone le basi di una deriva autoritaria?

Leonardo Morlino

Il Principe | 25-Jan-2015

Le elezioni europee si avvicinano, e la campagna per conquistare i voti è iniziata. Sappiamo già che sarà diversa da tutte le altre che l'hanno preceduta e simile a quelle che seguiranno. In breve, con questa campagna e le successive elezioni vi è stato un punto di svolta: per la prima volta in questi giorni non si parlerà di temi nazionali, ma di Europa. Non solo, ma malgrado il fatto che ci siano in concomitanza diverse elezioni locali, delle tematiche ad esse collegate si parlerà assai poco. Perché? Come è stato possibile un cambiamento così forte?

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