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OPEN BANKING

Sono Crif, risolvo problemi

P.P.

Una delle conseguenze innescate dalla Direttiva europea sull’Open banking è stata quella di mettere il sistema bancario sotto una forte pressione competitiva da parte di soggetti che non appartenevano al mondo del credito. Costruita con l’obiettivo di agevolare i consumatori nel loro rapporto con gli intermediari tradizionali, cioè le banche, la Direttiva ha di fatto aperto nuove praterie di business per chi alle banche offre servizi, sempre più evoluti e sempre più tecnologici, per gestire i propri clienti.

Lo dimostra il caso di Crif, la società bolognese nata trent’anni fa per offrire informazioni creditizie, e oggi un gigante da 560 milioni di fatturato e 5200 dipendenti, articolato in tutte le aree dei servizi a valore aggiunto per banche, utility, assicurazioni. Per esempio, il management della finanza personale e aziendale e la cybersecurity. 

Una crescita che ne ha fatto una multinazionale, presente in 40 paesi con una società propria (e in molti altri senza) da cui proviene quasi la metà del fatturato. Ma se oggi Crif si trova al top nel suo genere in Europa, e tra le prime 50 al mondo secondo la classifica IDC FinTech, lo deve soprattutto alla sua strategia di crescita. Costruita inseguendo le tecnologie di frontiera, sia investendo in startup proprietarie, sia nella ricerca di prede da acquistare. Una caccia che prosegue instancabile al ritmo di diverse acquisizioni l’anno.

L’ultima in ordine di tempo – e la seconda di quest’anno dopo quella di Inventia, specializzata nel riconoscimento facciale – è stata quella di Strands, società che attraverso i big data e l’intelligenza artificiale offre soluzioni su misura alle banche per consentire ai propri clienti la gestione digitale del denaro nel nuovo ambiente dell’Open banking.

«Questa operazione produrrà un significativo valore aggiunto», afferma Enrico Lodi, general manager di Crif: «ci consente di internalizzare la relazione con un provider chiave per alcune delle nostre soluzioni più innovative, e porta in dote un significativo portafoglio di clienti world-wide. Il fatto che Strands abbia una presenza in alcuni mercati di grande interesse, tra i quali l’America Latina dove Crif era presente solo marginalmente, ci fornisce ulteriori opportunità di crescita».

L’entità dello shopping per Strands non viene rivelato: è una informazione che può condizionare altre trattative in corso. Ma è chiara la direzione. «L’evoluzione del banking è destinato ad accelerare ulteriormente nei prossimi anni sia sulla spinta delle nuove tecnologie sia delle normative», afferma Maurizio Liuti, direttore della comunicazione di Crif, «ma già ora una quota significativa della clientela non mette più piede in banca per gestire tutta l’operatività da remoto. Questo è il target ideale, nel nuovo ambiente Open banking, al quale proporre servizi mirati e fortemente innovativi». Qualche esempio che le tecnologie di Strands agevolano: dare la possibilità al cliente di aggregare su un’unica piattaforma i diversi conti correnti posseduti, scegliendo quello su cui apoggiare il mutuo, o pagare le bollette, o fare gli investimenti. Ancora: permettere a banche, utility e assicurazioni di dialogare con questi clienti, offrendo loro nuovi prodotti mirati, o sconti personalizzati. 

«Grazie alle piattaforme di financial management di Strands, Crif ha avuto la possibilità di ampliare il proprio portafoglio di soluzioni nell’area della digital customer journey», spiega Lodi. «In particolare, si tratta delle soluzioni di personal e business finance manager (PFM e BFM) che andranno ad arricchire l’offerta digitale delle aziende di credito, mettendo a disposizione dei consumatori servizi innovativi in grado di fornire supporto per la gestione smart delle finanze e consigli personalizzati su come raggiungere obiettivi di risparmio o di spesa. Per le imprese, mettiamo a disposizione un utile strumento di monitoraggio del cash flow e di gestione dei pagamenti delle fatture. Il monitoraggio di questi aspetti sono oggi più che mai rilevanti, anche per valutare con maggiore consapevolezza come affrontare situazioni critiche come, ad esempio, quelle prodotte dall’emergenza sanitaria». 

Insomma Strand è un altro tassello di quel mosaico di prodotti che Crif raccoglie in un catalogo, chiamato Digital Next, che identifica le soluzioni più avanzate. Dentro, ci sono per esempio le tecnologie di Inventia, appena acquisita, che è leader nel riconoscimento biometrico. Con il riconoscimento biometrico si può allargare il cerchio dei contatti online, abilitando su questi la vendita di prodotti che oggi richiedono la presenza fisica. E può bastare un Pc o uno smartphone per permettere di attivare una sim o comprare prodotti finanziari.

La mission più promettente di Crif è in conclusione quella di permettere alle organizzazioni del mondo finanziario di fare il salto tecnologico che da sole non sarebbero in grado di fare o che richiederebbe tempo e ingenti investimenti. Un abilitatore verso gradi di evoluzione superiori. Vedremo, di salto in salto, dove ci porteranno.