A. Carretta, D.Cucinelli, L. Fattobene, P.Schwizer, M. G. Soana “Il conduct risk nelle banche – Cause, effetti e mitigazione”, Giappichelli Editore, Torino, 2025, pagg. 121, Euro 23,00
Indagine sul fenomeno delle condotte di rischio nelle banche, sia sul piano della gestione degli errori, sia come elemento competitivo e reputazionale
Vale certamente la pena soffermarsi su questo libro, pubblicato nella parte finale del 2025 e riproposto all’attenzione lo scorso mese di ottobre nel corso di un evento promosso dal senatore Pierantonio Zanettin.
Infatti, il libro, scritto a più mani da alcuni docenti di Economia degli Intermediari Finanziari presso le Università di Roma Tor Vergata – Alessandro Carretta e Lucrezia Fattobene – e di Parma – Doriana Cucinelli, Paola Schwizer e Maria Gaia Soana -, affronta il delicato tema dei comportamenti scorretti nel mondo bancario, privilegiando un utile approccio multidimensionale, in un’ottica europea, sui piani normativi, istituzionali e della cultura organizzativa; per poi vagliarne l’impatto sugli aspetti della reputazione e della fiducia, condizioni imprescindibili per un corretto esercizio dell’attività creditizia.
Il percorso espositivo, offerto al lettore, inizia da un’opportuna e dettagliata illustrazione degli aspetti definitori e normativi di riferimento per questo tema, soffermandosi, poi, sulla declinazione dei numerosi fattori, che possono influenzare il rischio di condotta: dai fattori intrinseci, legati alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi finanziari, a quelli interni, relativi ai profili di governance, di organizzazione e di cultura, agli altri, infine, di natura esterna, economici ed ambientali.
Il passo successivo di questa interessante ricerca si incentra sulla necessità di offrire una dimensione quantitativa del fenomeno, analizzando i dati statistici riferiti a un campione di banche significative (secondo l’accezione classica della Vigilanza Europea), distinguendole in 4 raggruppamenti principali per individuarne gli aspetti comuni di maggiore evidenza.
L’attenzione e l’interesse del lettore vengono ulteriormente sollecitati nei due capitoli successivi: il primo è dedicato ad illustrare una possibile correlazione, da un lato, tra la condotta di rischio e gli aspetti istituzionali dei singoli Paesi, che possono esercitare su di essa un’influenza determinante; dall’altro, sul ruolo dei media, in particolare nella fase che precede l’applicazione delle sanzioni da parte delle autorità monetarie. Ne emerge un’evidenza di maggiore vulnerabilità al fenomeno dei comportamenti scorretti per le banche di maggiori dimensioni per le quali sarebbe, quindi, auspicabile un’intensificazione dei controlli.
Quanto all’altro capitolo, la focalizzazione concerne gli effetti dei comportamenti scorretti sulla reputazione aziendale e sulla stabilità del sistema, in un’ottica allargata alla prospettiva della sostenibilità, declinata nelle sue tre componenti contemplate nell’acronimo ESG. Un’analisi, che viene arricchita da un’interessante rassegna delle principali riflessioni finora svolte in questa materia dalla letteratura accademica.
Spazio ulteriore a riflessioni sul ruolo delle culture nazionali e su quello delle singole organizzazioni, in questo caso con una sottolineatura della pluralità di culture riscontrabili, si trovano, poi, nel quinto capitolo. Riflessioni che, da un lato ancor più rendono l’idea delle complessità che si affrontano nella gestione degli errori e nell’individuazione delle responsabilità; dall’altro, costituiscono un importante stimolo a ridefinire in modo coerente le forme di coordinamento interno e le logiche di governance aziendale.
La tappa conclusiva del libro consiste nelle riflessioni legate ai temi delle buone prassi da seguire da parte degli organi apicali delle singole aziende bancarie, con particolare riferimento al Consiglio di Amministrazione, del ruolo dei controlli interni e della compliance. Ne risulta una valorizzazione del fenomeno delle condotte di rischio, sia su un piano di prospettiva strategica da attribuire alla gestione degli errori, sia di significativo elemento di vantaggio competitivo per la banca.
In definitiva, la ricerca e i suoi principali esiti contenuti in questo libro si rivelano certamente utili per fare in modo metodologicamente rigoroso il punto della situazione sui diversi aspetti teorici, operativi e dimensionali suscitati dalla trattazione di un fenomeno complesso, quale quello delle condotte di rischio; inoltre, si pongono le basi per avviare negli anni futuri una discussione costruttiva, finalizzata all’approfondimento di questo fenomeno e allo sviluppo del suo inquadramento teorico ed operativo in modo coerente rispetto alle continue evoluzioni del mercato.