Lug 2019
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Bankpedia

Mutuo bancario

Contratto con cui un istituto di credito concede un prestito a medio e lungo termine, con caratteristiche specifiche che lo distinguono da ogni altra forma di prestito. Si tratta di un prestito di danaro, accordato dalla banca con scadenza differita nel tempo, in base alla quale il beneficiario, ricevuta la somma in prestito, normalmente in un’unica soluzione, si obbliga alla restituzione graduale dell’intero importo e degli interessi maturati, attraverso rimborsi periodici aventi cadenza variabile (mensile, semestrale, annuale).

Le parti, all’atto della stipula del contratto, si accordano sulle modalità di restituzione concordando un piano di ammortamento (generalmente proposto dalla banca ed accettato dal mutuatario), nel quale viene stabilita la misura degli interessi, la sua incidenza sulle rate, la periodicità e l’ammontare di queste ultime.

Il rimborso viene generalmente effettuato sulla base di due procedimenti: rimborso a rate posticipate decrescenti oppure costanti. Il primo, più adatto ai mutui a tasso variabile, prevede una rata che si compone di una quota capitale costante e di una quota di interessi decrescente, calcolata sul debito residuo. Il secondo, adatto ai mutui a tasso fisso, prevede una rata comprensiva di una quota capitale che aumenta nel corso della durata del prestito e di una quota di interessi decrescente.

Il tasso di interesse può essere fisso o variabile, determinato in relazione a determinati parametri di indicizzazione quali l’Euribor, il tasso interbancario di riferimento, il prime rate ABI ecc. Il tasso di interesse praticato deve essere conforme ai dettami di cui alla l. 7.3.1996, n. 108 in materia di usura e deve essere, pertanto, al di sotto della soglia prefissata trimestralmente dal Ministero del Tesoro sulla base del tasso effettivo medio.

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