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OCF: partiti gli esami online per l'iscrizione all'albo

Mille consulenti al via

Mille candidati in attesa da mesi. Il Covid ha bloccato anche il mondo dei consulenti finanziari, mettendo in lockdown tutti gli aspiranti a esercitare l’attività, visto che l’Ocf, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico professionale ha dovuto rinviare lo svolgimento degli esami. 

Finalmente, dal 15 giugno il meccanismo delle prove si è avviato, e si dovrebbe concludere entro la prima settimana di agosto, ora al ritmo di 20 esaminandi alla volta, poi di 35 a regime.

Mascherine e distanziamento sociale? Niente affatto. Per non tenere ancora i mille al palo, e non rischiare contagi, l’Ocf ha scelto di farsi costruire una app su misura che si istalla sui computer di tutti i candidati, e che dà tutte le garanzie della correttezza della prova anche da remoto, proprio come se si fosse in presenza. 

Come? «I membri della commissione, ognuno connesso via computer, non solo vedono tutte le facce dei candidati durante lo svolgimento delle prove», spiega il segretario generale Alessandro Paralupi, «ma possono anche accertarsi che siano proprio loro a rispondere ai test: con questo applicativo si bloccano tutte le altre attività del computer di chi risponde, si possono fare ruotare le telecamere e tenere delle tracce audio per scoprire, tramite le anomalie, la presenza di suggeritori».

I promossi tra questi mille si andranno ad aggiungere alla popolazione di consulenti che è già sotto la vigilanza dell’Ocf, fatta dei 54 mila che esercitano all’interno delle banche, e dei tremila slegati dagli istituti e che lavorano a parcella. Il dubbio se il mercato sia in grado di assimilare questa nuova infornata viene fugato da Paralupi con due argomenti: «Nei momenti di shock finanziari e di incertezza sul futuro come questo, gli investitori rischiano di reagire in modo scomposto», dice, «e chi se ne rende conto decide di rivolgersi a un consulente, anche se prima non lo faceva». Insomma, i consulenti finanziari in questo momento “tirano”.

Dal lato dell’offerta, poi, c’è un altro fenomeno. Con la riduzione delle filiali, la presenza delle banche sul territorio si fa sempre più asciutta, quindi il contatto con il cliente si sta spostando sempre di più a domicilio. E per andare a domicilio occorre essere iscritti all’albo tenuto dall’Ocf. Non è un caso infatti che la maggioranza dei candidati che si stanno sottoponendo alla prova abilitativa sia proprio un dipendente di banca. Il che vuol dire che c’è un futuro anche per quelli che le banche ritengono ridondanti.