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Libri

a cura di Filippo Cucuccio

L'esercizio del potere incontra l'AI

Luisa Torchia “Potere digitale” , Ed. Il Mulino, Bologna,  2026, pagg.192, Euro 19,00

L'impatto dell'innovazione tecnologica sui modelli capitalistici, sulla società e le strutture statuali. La sua regolamentazione. E l'impatto sulle scelte collettive

Filippo Cucuccio

Nel susseguirsi incessante di notizie, varia pubblicistica e riflessioni di segno diametralmente opposto (dal catastrofismo esasperato all’euforia più sfrenata) che caratterizzano i processi di diffusione della digitalizzazione e dell’applicazione dell’intelligenza artificiale, questo libro scritto da Luisa Torchia, Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma Tre, si propone all’attenzione per la serietà metodologica di ricerca, per una modalità di comunicazione scritta efficace e chiara e per la pacatezza dei toni stilistici utilizzati.

Oltre a questi tre aspetti colti da chi si pone alla lettura del libro, certamente, il motivo base di forte richiamo rimane il tema scelto, il potere digitale, esaminato criticamente nei suoi molteplici aspetti, conseguenza immediata della sua natura poliedrica.

Il lettore viene, così, condotto per mano nel mondo del digitale e, più in generale, dell’innovazione tecnologica, attraverso 6 tappe, che costituiscono altrettanti capitoli del volume, partendo da una riflessione sulle differenze riscontrate rispetto alla tradizionale nozione di potere. Una chiave di lettura che mette subito in evidenza la sua specifica caratteristica riduzionista, ossia di essere vocato all’aggregazione dei dati per ridurre il più possibile le eventuali differenze.

Nei tre capitoli successivi l’A. passa, poi, ad analizzare l’impatto dell’innovazione tecnologica, rispettivamente, sui modelli capitalistici, sulla società nei suoi aspetti lavorativi e professionale (con una specifica attenzione ai mondi della sanità e della giustizia) e, infine, sulle strutture statuali; toccando su quest’ultimo versante, anche, il delicatissimo profilo della sovranità digitale.

I restanti due capitoli del volume sono dedicati ai controversi e complessi aspetti di regolamentazione con un’importante puntualizzazione, legata alle ragioni che la richiedono e agli strumenti utilizzabili; per, poi, allargare il campo di analisi critica agli scenari prossimi futuri, connessi al potere digitale e al suo impatto sulle scelte collettive, sulle diseguaglianze e sulla sua concentrazione, a beneficio di pochi e a svantaggio di una larga maggioranza di categorie sociali.

Si farebbe torto al lettore interessato a queste tematiche dell’innovazione tecnologica, se, però, si passasse sotto silenzio il contenuto delle 4 pagine conclusive del libro (Epilogo) ove Luisa Torchia confessa di aver testato le opportunità offerte da ChatGPT di OpenAI, di Claude di Anthropic e di Gemini di Google, raffrontandole con quelle messe a disposizione dai giudizi critici elaborati dopo la lettura del suo testo da un paio di studiose esperte della materia, Barbara Marchetti e Giulia Taraborrelli.

L’utilità degli strumenti di innovazione tecnologica – nella valutazione conclusiva dell’A. – è risultata preziosa nella ricerca di alcuni tipi di informazione, ma, già, assai meno nella ricerca bibliografica ragionata. Ancor più deludente è, infine, risultato l’aver chiesto agli strumenti di intelligenza artificiale di prestare un contributo nel senso di una revisione critica del testo elaborato e che costituisce la sostanza di questo volume. La risposta  ottenuta dagli strumenti di intelligenza artificiale ha portato all’acquisizione di elenchi meccanici di articoli e libri.

Niente di paragonabile, in definitiva, a quanto prodotto dal giudizio delle due studiose interpellate in merito, a conferma di una comprensione nel senso pieno del termine, che appartiene (per fortuna, ancora – è il caso di sottolinearlo!) all’intelligenza naturale e non a quella artificiale. Un giudizio, forse, tranchant, ma che sinceramente, almeno in parte, ci rassicura sulla prospettiva della continuità della specie umana.

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