Nov 2018
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 CONVEGNO 14 novembre, Unicredit-Palazzo de Carolis, via Lata 3

L’EDUCAZIONE FINANZIARIA IL MESE DOPO

Giovanni Parrillo

Ottobre è stato il mese dell’educazione finanziaria in Italia. Si sono tenuti 350 eventi in 120 città, un ennesimo convegno a breve distanza può sembrare ridondante, ma in realtà più che illustrare le iniziative avviate dai vari protagonisti, con il Convegno di Minerva* bancaria vogliamo tenere aperto il dibattito su cosa si fa e cosa si può fare nel nostro paese su un tema così importante, presentando lo studio pubblicato da Editrice Minerva Bancaria (EMB). 

L’obiettivo dunque è quello di presentare il volume di Fabrizio Ghisellini, QUANTA E QUALE EDUCAZIONE FINANZIARIA PER L’ITALIA? Un’analisi comportamentale. Si tratta di un lavoro che offre un taglio e un approccio diverso al tema e apre il campo a utili riflessioni su come impostare l’educazione finanziaria. 

C’è indubbiamente necessità di sviluppare ulteriormente l’educazione finanziaria in Italia. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Giornata Mondiale del Risparmio, il 31 ottobre scorso, “Acquisire nozioni in materia finanziaria consente ai risparmiatori di gestire in maniera appropriata le loro scelte, sia nel credito sia nel debito, esercitando così una cittadinanza attiva su questo fronte”.

Gli organizzatori 

Gli organizzatori di questo incontro sono tre enti senza finalità di lucro che hanno in comune la divulgazione della cultura finanziaria.  

Rivista Bancaria – Minerva Bancaria è una testata di proprietà dell’Istituto di Cultura Bancaria che partecipa al capitale dell’Editrice. L’Istituto è una associazione sorta esattamente 70 anni fa, nel 1948, che – come recita il suo Statuto, immutato in questi 70 anni – “escluso qualsiasi fine di lucro, ha per scopo di provvedere alla pubblicazione della rivista e di promuovere e diffondere la cultura bancaria”. 

Assonebb, Associazione Nazionale per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa, è l’erede della Società per azioni creata dalla Banca d’Italia e da un centinaio di banche negli anni Sessanta per realizzare appunto l’Enciclopedia della Banca e della Borsa; direttori dell’opera furono eminenti personaggi della cultura economica e del diritto finanziario come Francesco Parrillo, Franco Piga, Guido Ruta. 

FCHub, Financial Community Hub, è il giornale on-line di Editrice Minerva Bancaria, un sito che si propone di animare un dibattito costante sui temi economici e del diritto dei mercati finanziari, dando libera voce al confronto di opinioni. 

La situazione dell’educazione finanziaria in Italia

L’Italia si sta muovendo per colmare il divario che registra nella cultura finanziaria rispetto agli altri paesi europei. Lo scorso anno è stato varato il Comitato Nazionale che ha censito circa 400 iniziative pubbliche e private per lo sviluppo dell’educazione finanziaria.  Tuttavia, anche se ci sono progressi, le analisi internazionali mostrano che persiste ancora un gap rispetto agli altri paesi industrializzati. Come ricorda il Comitato per l’educazione finanziaria, la quota di rispondenti con un livello adeguato di conoscenze di base è in Italia di poco superiore al 30 percento, a fronte del 62 percento registrato nella media OCSE. In altre parole, gli italiani sanno la metà degli altri cittadini OCSE.

Dall’ultima Indagine Consob sulle Conoscenze e le scelte finanziare delle famiglie emerge che “la cultura finanziaria delle famiglie italiane rimane contenuta”. Il 50% degli intervistati non è in grado di definire correttamente i 5 concetti di base e cioè: relazione rischio-rendimento; interesse composto; inflazione, mutui, diversificazione. Solo il 20% individua correttamente concetti “più avanzati” come la rischiosità delle azioni o la relazione fra prezzi e tassi di interesse per le obbligazioni. Infine, solo il 10% risponde correttamente a domande giudicate più complesse, come: è più rischioso un fondo azionario o una singola azione? un’azione o una obbligazione? 

Altro dato preoccupante che emerge dall’indagine Consob è quella che si può definire la “beata ignoranza” degli intervistati: infatti nonostante questo livello delle risposte, il 40% degli intervistati aveva dichiarato ex ante di avere un livello di conoscenze finanziarie “elevato”. Inoltre, indagine ha approfondito due aspetti comportamentali delle famiglie: a) la tendenza ad accrescere le proprie competenze finanziarie e b) il controllo delle spese familiari. Solo il 20% degli intervistati ha detto che ha un’“elevata” volontà di accrescere le proprie competenze; allo stesso tempo ben il 40% degli intervistati ritiene di avere un controllo del budget “basso” o “molto basso”. Sono risultati che lasciano dunque ampi spazi di miglioramento. 

Cosa si fa e cosa si dovrebbe fare 

Non occorrono solo nozioni, ma – come giustamente indica la legge n. 15/2017, che ha definito l’educazione finanziaria e promosso il comitato nazionale – è necessario un processo mirato di acquisizione della consapevolezza in tema finanziario per esercitare poi meglio le proprie scelte. Consob, Banca d’Italia, le singole banche e assicurazioni hanno fatto opera di formazione in centinaio di scuole e coinvolto decine di migliaia di studenti. Si tratta di un’operazione di alfabetizzazione finanziaria importante e che darà i suoi frutti se proseguita con costanza e coerenza. 

Il volume pubblicato da EMB e che sarà dibattuto mercoledì 14 novembre offre una prospettiva diversa rispetto alle iniziative correnti. Indubbiamente, i mercati finanziari globali, la grande crisi, la numerosità e complessità crescente degli strumenti finanziari impongono conoscenze sofisticate per fare delle scelte. Ne esce valorizzato il ruolo della consulenza, anche di quella automatizzata che sta prendendo piede. 

Ghisellini si interroga su chi è veramente in grado di compiere scelte finanziarie importanti nel nostro paese. Dal lato degli investitori, si tratta di una minoranza, considerata la concentrazione della ricchezza.  Verso queste persone non basta l’alfabetizzazione finanziaria, ma ci vuole la consulenza just in time, cioè nel momento delle scelte. Ci vogliono conoscenze di finanza comportamentale per suggerire le scelte più appropriate alle persone. Si tratta di scelte e consulenze che si svolgono in un contesto realistico. In un contesto cioè dove non ci sono né l’informazione completa, né la razionalità perfetta delle scelte descritte nei modelli dei neoclassici. Occorre tener conto inoltre dell’incidenza dei fattori di tipo psicologico sul processo decisionale. 

Il legislatore e le autorità di controllo sono chiamati ad un ruolo importante. Occorre quella spinta gentile, il “nudge” di Richar Thaler, premio Nobel per l’economia nel 2017, per orientare le scelte verso un sentiero virtuoso, verso la previdenza integrativa, verso un orizzonte temporale molto lungo, rafforzando gli incentivi fiscali a questo scopo.  

Occorre anche più tutela. Sia per evitare il sovra indebitamento, l’educazione finanziaria serve anche per quello! Sia per compiere scelte migliori. In questo senso, la MIFID 2, entrata in vigore dall’inizio del 2018, è destinata a segnare una nuova frontiera nel rapporto fra risparmiatori/investitori e intermediari. A prescindere dalla necessità per gli intermediari di fornire un’informazione, sempre più chiara e corretta sui rischi e più trasparente sui costi, la direttiva delinea ulteriormente a priori il campo di cosa può essere offerto e cosa no agli investitori individuali; li protegge dall’incorrere in rischi sproporzionati per le comuni conoscenze. 

 

 * L’incontro, gentilmente ospitato dal Gruppo UniCredit, si terrà mercoledì 14 novembre in Roma, a Palazzo de Carolis,

Via del Corso con ingresso da via Lata 3. La partecipazione è libera fino ad esaurimento dei posti, registrandosi presso redazione@rivistabancaria.it

Leggi la locandina dell’evento

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