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Libri

a cura di Filippo Cucuccio

La finanza pubblica, questa sconosciuta

Massimo Baldini - Stefano Toso (a cura di ) “La finanza pubblica italiana- Rapporto 2021”, Il Mulino, Bologna, 2022, pagg. 327, Euro 30,00

Scientificità dell’approccio e semplicità stilistica consentono al lettore di rendersi conto degli interessi in gioco in ogni specifico capitolo dei conti pubblici, permettendogli di formarsi un’idea consapevole. Elemento essenziale per una partecipazione democratica allo sviluppo socio - economico del Paese

Filippo Cucuccio

È ormai prossimo al traguardo trentennale il consueto appuntamento annuale della pubblicazione del Rapporto sulla finanza pubblica italiana. È infatti dal 1994 che questo Rapporto analizza gli aspetti strutturali e contingenti dei nostri conti pubblici, sottolineandone le problematicità e le criticità ed indicando le possibili terapie da perseguire per uno sviluppo più equilibrato, nel segno di una maggiore efficienza complessiva del sistema Italia.

Anche in questa edizione, curata da Massimo Baldini, docente di Politica Economica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e da Stefano Toso, docente di Economia Pubblica presso l’Università di Bologna, e che, oltre a quello da loro scritto, comprende 12 contributi  forniti da autorevoli esperti, viene offerto un quadro complessivo della finanza pubblica italiana, che risulterà di sicuro interesse per il lettore sotto un duplice punto di vista. 

Da un lato, infatti, i diversi settori dei conti pubblici, passati al vaglio critico, non possono che suscitare adeguate riflessioni sui percorsi da seguire per introdurre eventuali correzioni di rotta e adeguate implementazioni. Dall’altro, poi, in questi contributi si mostrano gli effetti dell’impatto esercitato dalla diffusione della Pandemia da Covid’19 sul rallentamento economico globalizzato e, quindi, anche del nostro Paese. Uno scenario, in cui, purtroppo, ancora non cessata questa emergenza, se ne sta profilando una seconda, legata al conflitto russo ucraino, dagli esiti economici ancora difficilmente quantificabili, ma di segno sicuramente negativo.

Detto che la trattazione dei temi contenuti nei 13 contributi è arricchita da una bibliografia essenziale, utile per orientarsi nel settore, va anche sottolineato un secondo merito di questo volume: la scientificità dell’approccio, accompagnata da una semplicità stilistica, che consentono al lettore di rendersi conto degli interessi in gioco in ogni specifico capitolo dei conti pubblici, a seconda delle opzioni scelte o prefigurate, permettendogli di formarsi un’idea consapevole, elemento essenziale per una partecipazione democratica allo sviluppo socio – economico del Paese.

Passando, quindi, all’impianto del libro, si incontra inizialmente una panoramica di inquadramento complessivo dei conti pubblici, per poi passare al dibattito sulla riforma fiscale e, via via, toccare i delicati temi della sanità, della previdenza e della riforma dei trasferimenti alle famiglie con figli.

Adeguato spazio, inoltre, è dedicato agli aspetti delle misure di sostegno alle imprese durante l’emergenza del Covid’19, alla spesa per le infrastrutture, per l’istruzione e alle caratteristiche salienti e qualificanti del Piano Nazionale di Ricostruzione e Resilienza.

Completano questo volume, a parte l’appendice statistica finale, che offre al lettore un’indispensabile visione quantitativa d’assieme dei conti pubblici, tre approfondimenti su aspetti di ampio e costante interesse: l’impegno della sanità pubblica sul versante della prevenzione; le spese fiscali  associate all’IRPEF; e, infine, il federalismo fiscale e la sua configurazione legata alle province e alle città metropolitane, nell’inquadramento ad esse dato dalla nostra Carta Costituzionale.

La già ricordata modalità di esposizione, accessibile e di facile comprensione, anche per i non addetti ai lavori, potrebbe, in definitiva, favorire un’auspicabile diffusione della comprensione di questi temi presso le nuove classi generazionali; fermo restando che la lettura delle pagine di questo libro dovrebbe costituire il “sottostante ineludibile” di un’agenda governativa, che voglia affrontare seriamente i nodi strutturali del Paese.