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UN NUOVO STRUMENTO DI LAVORO PER STUDIOSI E PROFESSIONISTI
Il Diritto dell'economia in un solo Codice

Il Codice, a cura di Pierre De Gioia Carabellese e Biancamaria Raganelli, rappresenta il tentativo ambizioso di rendere sistematiche le fonti normative del diritto dell’economia contenendole in un unico volume fruibile dal mercato. 

Un settore in progressiva espansione, trasversale rispetto alle tradizionali branche del diritto pubblico e privato, che coinvolge ambiti distinti, riconducibili tra gli altri al diritto commerciale, amministrativo, dei mercati finanziari, comparato. L’indice del volume ruota intorno a temi fondamentali tra i quali i mercati finanziari, la disciplina bancaria, le crisi di impresa, l’azione amministrativa, l’ambiente, la concorrenza, la finanza pubblica, il procurement, la trasparenza.

L’Opera ambisce a fungere da strumento operativo per coloro chiamati a confrontarsi – per ragioni professionali, di studio, di approfondimento e di lavoro in generale – con questo settore del diritto, che sta conoscendo in questi anni un indiscutibile incremento di interesse, come spiega in questa intervista la professoressa Raganelli.

Lei insegna Diritto dell’economia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Si tratta di una materia relativamente nuova che rappresenta una risposta alla crescente complessità dei mercati. Può aiutarci a capire le ragioni di questa evoluzione?

«L’intreccio tra economia e diritto si impone alla storia più recente e con esso l’esigenza di interpretare adeguatamente la direzione dei mutamenti in corso. Il diritto dell’economia segna la convergenza di due aree del diritto, il diritto privato/commerciale e il diritto pubblico/amministrativo, tradizionalmente considerate separate. Oggi rappresenta un settore in progressiva espansione, che coinvolge ambiti riconducibili tra gli altri al diritto societario, amministrativo, dei mercati e degli intermediari finanziari, comparato e dell’ambiente, con fonti multilivello anche di rango sovranazionale». 

Biancamaria Raganelli

Perché è nato il Codice del Diritto dell’Economia? 

«Mancava un testo che tentasse di rendere sistematiche le fonti della materia de qua. Due professori universitari, appassionati della materia, provenienti dalle due aree originariamente tenute distinte in settori disciplinari separati, quella pubblicistica (amministrativa) nel mio caso e quella privatistica nel caso di Pierre De Gioia Carabellese, hanno pensato di accettare con entusiasmo l’idea di un publisher ben noto in questo settore, la Tribuna. Di qui il Codice del Diritto dell’economia».  

A chi è destinato il Codice? 

«Il Codice è destinato a professionisti (dipendenti della pubblica amministrazione e di imprese, avvocati, commercialisti), a studenti universitari, studiosi e ricercatori, oltre a chi si prepara per sostenere un concorso». 

Qual è, secondo lei la regolamentazione che ha inciso maggiormente sull’evoluzione del diritto dell’economia negli ultimi anni? 

«È difficile rispondere, considerato che sono diversi i settori coinvolti. Senz’altro la regolamentazione finanziaria (bancaria, assicurativa e di investimento) è stata fortemente incisa a livello europeo e nazionale in risposta alla crisi finanziaria del 2007/2008. Il procurement e rapporti pubblico-privati sono sicuramente un altro settore in evoluzione, come pure l’ambiente e il settore dell’Information and Communication Technology e in generale il ricorso alle intelligenze artificiali nel settore privato e pubblico rappresentano una sfida per il Diritto dell’economia e per gli studiosi e operatori del diritto in generale». 

G.P.