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MERCATI / COSA C'È ALL'ORIZZONTE

I megatrend su cui puntare

Paola Pilati

In un suo recente report Morgan Stanley analizza quali saranno i megatrend che plasmeranno in positivo il mercato in un orizzonte di 5-10 anni. A interessare qui non sono i consigli per gli acquisti di questa o quella società quotata (anche se nel report delle indicazioni ci sono, e si concentrano nel settore delle Tic, le società che fanno test, ispezioni e certificazioni), ma l’analisi di come l’evoluzione di nuove tecnologie, nuove abitudini dei consumatori, nuove regolamentazioni, possono aprire filoni di business che operatori esistenti o nuovi soggetti possono acciuffare per crescere e produrre valore anche per chi investe su di essi. 

Ecco dunque su quali scenari puntare.

5G

Il primo turbo-trend è l’entrata in funzione del 5G, che sarà un tonico per i consumi tecnologici, perché porterà con sé l’obsolescenza di tutti i device legati agli standard precedenti (3G e 4G). Oltre a cannibalizzarli, innescherà una raffica di ricadute, legate alla “interoperabilità” dovuta alla possibilità di una connessione privata e pubblica molto articolata ed estesa, sia attraverso nuovi hardware che nuovi software. Naturalmente le aree del mondo non si trovano tutte allo stesso punto di partenza per il dispiegamento degli effetti di questo trend, ma il suo sviluppo, con la necessità di creare una rete di stazioni molto più fitta di quella del 4G, è considerato un “game changer”.

Cybersecurity

Tutto quello che attraversa Internet è esposto al rischio Cyber, persino i giochi per bambini che funzionano con la connessione – soprattutto quelli con il bluetooth – e possono immagazzinare dati sui loro utilizzatori. Nel 2019 la Commissione europea ha adottato laCybersecurity Regulation, che stabilisce la necessità di una certificazione volontaria per i prodotti ICT, il Covid poi ha accelerato questo trend, perché l’aumento del lavoro e dello studio da casa ha fatto crescere anche la necessità di accrescere la cybersecurity.

La regolamentazione nei mercati emergenti

Maggiore qualità e garanzia di sicurezza caratterizzano la domanda crescente dei consumatori nei paesi emergenti. Quanto potrà essere colmata dall’offerta è difficile dirlo, in un mercato abituato ai prodotti contraffati ai quali il boom dei canali internet offre un’immensa via di diffusione. Ma certamente lo stigma sempre più forte che colpisce gli scandali a danno dei consumatori farà sì che il mercato verrà via via regolamentato.

La certificazione ESG

La domanda di trasparenza degli stakeholder rispetto ai criteri ESG è in aumento. Questo richiederà una crescente certificazione sulle scelte che le imprese fanno. Oltre alla certificazione dei conti sarà quindi necessario un report ESG: mercato che, per dare un ordine di grandezza, può essere comparato a quello delle Big4 dell’accounting, cioè 56 miliardi di dollari, a cui aggiungerne altri 55 da auditing e assicurazioni. La “metrica” ESG e gli obiettivi Esg saranno sempre più al centro delle scelte strategiche delle imprese.

La transizione energetica e la misurazione delle emissioni

È uno dei trend in maggiore accelerazione. La riduzione delle emissioni diventerà sempre più un tema su cui gli stakeholder – soprattutto nelle imprese quotate in Borsa – cercheranno di spingere le imprese a cercare miglioramenti anche oltre i parametri richiesti dalle leggi nazionali. Lo sforzo maggiore per arrivare agli obiettivi che i paesi hanno concordato (emissioni zero per il 2050) lo dovrà fare la Cina, che quell’obiettivo lo dovrà raggiungere entro il 2060. Questo vuol dire che, poiché la Cina è responsabile del 28 per cento dei gas serra globali, dovrà ridurre le sue emissioni di CO2 del 90 per cento mettendo in campo anche tecnologie in grado di assorbire più CO2 di quanta ne viene emessa. Il solare e la generazione eolica hanno dunque grandi prospettive, offrendo il maggiore incremento del tasso di crescita soprattutto a partire dal 2030.

Tracciabilità e gestione alimentare

Si stima che la catena dei rifornimenti alimentari valga 13 trilioni di dollari. Altri tre ne vale la parte sommersa. C’è dunque un grosso problema legato alla contraffazione alimentare, che può infiltrarsi anche nella parte autentica del business. Sul fronte della difesa della catena dei rifornimenti c’è quindi molto da fare, considerando anche il rischio che corrono le grandi imprese alimentari di fronte ai propri clienti in termini di immagine quando scoppia uno scandalo legato al cibo: sedici casi di vulnerabilità del sistema di rifornimenti alimentari avvenuti dal 1993 in società quotate in borsa hanno provocato un terremoto sulle quotazioni con perdite anche del 10 per cento rispetto all’indice di settore. Ingenti investimenti andranno quindi a costruire le difese su questo fronte.

Edilizia verde e ristrutturazioni

In Europa sono gli edifici i primi responsabili dei consumi di energia, non le auto (40 per cento dei consumi e 36 per cento delle emissioni). È quindi agli edifici che la strategia europea del Green Deal dovrà pensare prima di tutto il resto. Ma per fare cosa? Il 90 per cento degli edifici, ha stimato la Commissione Ue, dovrà essere ristrutturato per consentire all’Europa di raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione. Secondo la Commissione, tra il 2020 e il 2022 il tasso di ristrutturazione dovrà interessare l’1,5 per cento del parco case, per poi raddoppiare il passoal 2,5-3 per cento verso il 2030. Questo vorrà dire introdurre sistemi di isolamento termico, riduzione dei consumi elettrici e di riscaldamento in modo massivo nel patrimonio immobiliare europeo.

Trasporti verdi e veicoli elettrici

Il cammino verso i target di riduzione delle emissioni prevede anche un forte ruolo del parco veicoli. Molti dovranno essere sostituiti con veicoli elettrici, e la conversione delle case produttrici verso questa tipologia ne è la prova. Morgan Stanley prevede che per il 2030 il tasso di penetrazione delle auto alimentate con un batteria sarà del 31 per cento, ma sarà tutto il comparto industriale a esserne rivoluzionato, con la moltiplicazione di test per la guida autonoma e la ricerca di nuovi sistemi di sicurezza, mentre le auto verranno modificate per essere più performanti sul fronte energetico.

Interoperabilità

L’Internet of Things entrerà prepotentemente nelle auto: se oggi un’auto Volkswagen possiede 95 milioni di linee in codice, già nel 2025 aumenteranno di cinque volte. Il fatto che la complessità del software di un’auto cresca così in fretta dipende non solo dal bisogno di sicurezza legato alla guida sempre più autonoma, ma anche al fatto che l’auto dovrà colloquiare sempre più con il mondo esterno – dando informazioni sul traffico e sui semafori per esempio – e con le altre auto. Non basterà più equipaggiarle con il bluetooth, ma dovranno avere sistemi di infotainment di tipo 5G, e di informazione reciproca tra le varie parti del veicolo. Secondo la Ericsson il network delle connessioni nel mondo dell’Iot, che già raggiunge i 10 miliardi di connessioni cellulari, esploderà e raddoppierà entro il 2025 rendendo questo settore molto interessante per gli investimenti.

Monitoraggio da remoto

Prima del Covid la sicurezza degli ambienti di lavoro comportava ispezioni fisiche nei luoghi. Con il Convid non solo è aumentata la domanda da parte delle aziende di ispezioni e interventi per conservare la sicurezza dei propri dipendenti di fronte al virus, ma le ispezioni per verificare le certificazioni delle condizioni di lavoro sono diventate virtuali. Un segmento di mercato tutto nuovo si apre per le società del settore, anche se molta incertezza resta sui margini di profitto.

Catene di distribuzione, e-Commerce

Anche qui con il Covid lo scenario è in rapido cambiamento. Alcune catene di distribuzione sono fallite, altre sono in difficoltà. E in vista dell’arrivo dei vaccini ci si chiede come sarà organizzata e quanto sarà efficiente la catena di distribuzione che li dovrà far arrivare in condizioni di assoluta sicurezza ai cittadini. Non solo, sulla catena di distribuzione – vedi il caso dell’e-commerce – si gioca anche la reputazione di molti produttori. Di qui la sfida a renderle sempre più certificate, impermeabili alle infiltrazioni di prodotti non autentici, e altamente performanti. Chi lavora in questo settore quindi può contare sullo sviluppo anche in tempi brevi di questo megatrend.