new
PRIVATE BANKING
Cassa Lombarda: quando l'indipendenza è la leva per crescere

Intervista a Paolo Vistalli, Amministratore delegato e Direttore Generale di Cassa Lombarda

Investimenti in tecnologie, crescita della rete dei consulenti, soluzioni personalizzate per il cliente. Una strategia che ha già portato dei risultati in termini di aumento delle masse gestite e dell'utile. E il futuro è affidato a un ambizioso piano triennale

Giovanni Parrillo

Cassa Lombarda ha chiuso il 2025 con una notevole crescita. Le masse gestite (AUM) hanno raggiunto 7,4 miliardi di euro (+24,3%) e l’utile netto è stato pari a 5,8 milioni di euro. Quali sono stati i driver principali di questa crescita? Ne parliamo con l’amministratore delegato Paolo Vistalli (nella foto).

«Per Cassa Lombarda il 2025 è stato un anno di maturazione e di accelerazione al tempo stesso. La crescita delle masse a 7,4 miliardi di euro, con un incremento di circa il 25%, è il risultato di un percorso costruito nel tempo, non di una dinamica contingente. La raccolta commerciale netta ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, un dato per noi storico, sostenuto sia dalla fiducia della clientela consolidata sia dall’ingresso di nuovi professionisti che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo.

Un ruolo determinante è stato giocato dalle nostre soluzioni core. Le gestioni patrimoniali sono cresciute in maniera molto rilevante e la consulenza evoluta ha quasi raddoppiato le masse. Questo dimostra che i clienti apprezzano un modello che non si limita alla proposizione di prodotti, ma che costruisce strategie coerenti con obiettivi patrimoniali, familiari e imprenditoriali di lungo periodo.

L’utile netto di 5,8 milioni di euro va letto in una prospettiva più ampia: abbiamo sostenuto investimenti straordinari per 3,2 milioni destinati al rafforzamento della struttura, al rinnovamento del brand e allo sviluppo tecnologico. È stata una scelta consapevole. Senza questi investimenti, avremmo registrato il miglior risultato di sempre, ma abbiamo preferito privilegiare la solidità e la prospettiva futura, rispetto alla massimizzazione del risultato di breve termine».

Cassa Lombarda è una boutique indipendente di wealth management da oltre un secolo. Quali sono le ragioni di questa longevità in un panorama da anni orientato alla concentrazione delle istituzioni finanziarie? Qual è la vostra filosofia aziendale?

«Credo che la nostra storia dimostri come la coerenza e la chiarezza di posizionamento possano rappresentare un vantaggio competitivo anche in un sistema in profonda trasformazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito sempre più ad un progressivo consolidamento degli operatori. Noi abbiamo scelto di preservare la nostra identità. L’indipendenza ci consente, infatti, di mettere al centro l’interesse del cliente, costruire soluzioni personalizzate e mantenere rapidità decisionale, senza inseguire logiche di scala fini a se stesse. Questa impostazione si accompagna a una forte attenzione alla qualità della relazione: nel private banking la fiducia è un patrimonio che si costruisce nel tempo, attraverso competenza e trasparenza.

La nostra filosofia si fonda, dunque, su tre concetti precisi: fiducia, disciplina e competenze. La fiducia si costruisce con coerenza e risultati; la disciplina si traduce in prudenza patrimoniale e controllo dei rischi; le competenze si alimentano investendo sulle persone. È questo approccio che ci ha consentito di attraversare cicli economici complessi, mantenendo stabilità e credibilità».

Cassa Lombarda ha sostenuto investimenti importanti a supporto dello sviluppo del business e dell’evoluzione digitale. Quanto sono rilevanti, in questo percorso, le applicazioni di Intelligenza Artificiale?

«L’evoluzione digitale è un abilitatore centrale del Piano industriale 2026–2028. Nel 2025, come detto, abbiamo sostenuto investimenti tecnologici e organizzativi insieme al rinnovamento della corporate identity e a interventi di riorganizzazione: sono scelte che rendono la Banca più efficiente e più vicina alle esigenze dei clienti.

In questo percorso l’Intelligenza Artificiale è una leva concreta, soprattutto nel supporto alla consulenza (migliore analisi dei bisogni e maggiore personalizzazione), nell’efficienza operativa e nel presidio di rischi e compliance. Per una boutique di private banking, però, il punto è chiaro: la tecnologia non sostituisce la relazione, la potenzia. Vogliamo usarla per liberare tempo ai professionisti e aumentare la qualità del servizio, mantenendo al centro giudizio umano e responsabilità. L’equilibrio tra innovazione digitale e centralità della relazione umana è, a nostro avviso, la chiave per coniugare efficienza e personalizzazione».

La raccolta commerciale netta ha segnato un primato storico, pari a 1,1 miliardi di euro. Quali leve hanno permesso di conseguire questo risultato?

«Il record di raccolta commerciale netta, pari a 1,1 miliardi, è frutto di una convergenza di fattori. La prima leva riguarda la qualità dell’offerta core: gestioni patrimoniali e consulenza evoluta hanno dimostrato continuità e capacità di rispondere a bisogni diversi, soprattutto in un contesto di mercato caratterizzato da volatilità  e incertezza. Lo confermano i numeri: la consulenza evoluta è passata da 170 a 330 milioni mentre le gestioni patrimoniali da 1,2 a 1,7 miliardi (+37,5%).

La seconda leva ha a che fare con il rafforzamento della rete: nel 2025 sono entrati 12 nuovi private banker. L’ampliamento della squadra non è stato solo quantitativo, ma qualitativo: abbiamo selezionato professionisti in linea con la nostra cultura e con il nostro approccio consulenziale. La terza leva, poi, interessa il posizionamento: gli investimenti sul rilancio del brand e sulla corporate identity hanno reso più riconoscibile la nostra identità di boutique indipendente. Il risultato è una raccolta indiretta a 6,5 miliardi (+24,4%) e, soprattutto, una crescita che si traduce in aumento strutturale del business».

I risultati raggiunti mostrano che il 2025 è stato un anno cruciale per la banca. Può dirci qualcosa in più sul Piano industriale 2026–2028? Quali sono le principali aree strategiche di investimento?

«Il Piano industriale 2026–2028 rappresenta un percorso già avviato: rafforzare Cassa Lombarda come boutique indipendente di private banking, capace di coniugare crescita selettiva, innovazione tecnologica, efficienza operativa e preservazione della solidità patrimoniale.

Si fonda su quattro pilastri: crescita dimensionale, incremento strutturale della redditività, efficientamento dei processi operativi e buona capitalizzazione. Le aree di investimento seguono questi pilastri. In primis, continueremo a investire nelle persone, ampliando la rete con professionisti di comprovata esperienza e valorizzando i giovani talenti, imprescindibili per il futuro del nostro settore. Di pari passo, rafforzeremo le competenze nelle aree finanza, asset management e wealth management, affinché la nostra proposta sia sempre più distintiva. Proseguiremo, inoltre, nel programma di investimenti tecnologici e organizzativi, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la qualità del servizio.

La crescita del 2025 ci dice che le basi ci sono già: la sfida è consolidare il nostro posizionamento, mantenendo identità, prudenza e una capitalizzazione solida».

Condividi questo articolo