Lorenzo Forni
Università degli Studi di Padova e Associazione Prometeia

È attualmente Professore di Politica Economica presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova e Segretario Generale di Prometeia Associazione.

Ha lavorato dal 2010 al 2016 al Fondo Monetario Internazionale a Washington e precedentemente al Servizio Studi della Banca d’Italia a Roma.

Si è occupato di vari temi macroeconomici, tra cui il ruolo della politica fiscale, l’impatto del debito pubblico e del debito privato sull’economia, le implicazioni dell’appartenenza all’unione monetaria europea.

È autore di pubblicazioni su importanti riviste scientifiche, tra le quali American Economic Review, International Journal of Finance and Economics, Journal of Economic Dynamics and Control, Journal of Public Economics, Macroeconomic Dynamics.

Ha conseguito un Master e un Ph.D. in Economics presso la Boston University nel 2001 ed è stato visiting scholar all’Università di Harvard nel 2005-2006.

Ha pubblicato su FCHub:

Maria Valentina Bresciani*, Lorenzo Forni** e Simone Passeri*
Politica Economica

L’elevato livello del debito pubblico italiano costituisce un serio fattore di vulnerabilità per l’economia nazionale, collocando il paese in una condizione di sorvegliato speciale all’interno del contesto normativo europeo e di mercato. La fiducia degli investitori è prioritariamente condizionata ad un impegno credibile a favore della riduzione del rapporto debito/PIL, impegno che dovrebbe essere accompagnato da politiche di gestione del debito che contribuiscano a mitigare l’incertezza e le preoccupazioni dei mercati finanziari.

L’analisi presentata in questo articolo tratta un aspetto legato appunto alla gestione del debito: la politica di emissione dei titoli di Stato. In particolare, si confrontano due strategie di allungamento della vita media dello stock di titoli con uno scenario di vita media mantenuta costante. L’obiettivo di queste strategie è ridurre il volume di emissioni annue, in modo da attenuare il rischio connesso al rifinanziamento dei titoli in scadenza e al finanziamento dei nuovi fabbisogni.