Antonio Ortolani

Dottore commercialista e revisore legale.

Laureato alla Bocconi in Economia e commercio, è stato presidente dell’Unione giovani commercialisti di Milano e poi presidente nazionale dal 1978 al 1986.

Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Milano, coordinatore Ordini Lombardia, presidente di commissioni del Consiglio nazionale.

Fondatore (1991) di A.M.A. – Associazione internazionale revisori contabili area mediterranea e poi presidente della stessa; vicepresidente del Consiglio di disciplina presso l’ODCEC di Milano e presidente del 3° collegio dal 2013 al 2017.

È vicepresidente di sezione presso la Commissione tributaria provinciale di Milano.

Ha svolto incarichi societari, sia quale consigliere indipendente che quale presidente del Collegio sindacale di importanti società, banche, assicurazioni, Sim sgr, gruppi internazionali e società quotate tra cui: Banca Agricola Milanese, Cassa di Risparmio di Alessandria spa, Banca Popolare di Milano scral, Camfin spa, Zurich life insurance Italia spa, Camera di Commercio di Milano, Mirato spa, Davide Campari spa, Roche spa, Giuffrè spa, Gruppo Green, Same Deutz Far-SDF, nonché di fondazioni ed enti quali FAI, Mario Negri e Camera di Commercio di Milano.

Ha pubblicato su FCHub:

Politica Economica

Non rivoluzionare l’attuale sistema fiscale alla radice, ma razionalizzare per non mettere in pericolo il gettito per lo Stato. Riducendo il carico fiscale soprattutto per chi ne porta più il peso. Per questo la flat tax può essere utile. Ma dipende da come si fa. Ecco come l’ha disegnata Antonio Ortolani, in rappresentanza dei dottori commercialisti, nel suo intervento al convegno di “Economia Italiana” alla Sapienza il 29 marzo.