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Libri

a cura di Filippo Cucuccio

Anche l'Europa ha un'anima tecnologica

Alberto Quadrio Curzio, Marco Fortis e Alberto Silvani (a cura di) “Euro-piattaforme: scienza tecnologia ed economia“, Il Mulino, Bologna, 2020, pagg. 399, Euro 30,00

Filippo Cucuccio

L’emergenza sanitaria da Covid ’19, oltre ai suoi drammatici e tragici effetti, sta sicuramente rappresentando un elemento di spinta formidabile per il ripensamento del modello di sviluppo della nostra società nel terzo decennio di questo secolo, delineando scenari profondamente innovativi e nuovi stimolanti percorsi.

In questo ambito spicca il tema delle infrastrutture tecnologiche e quello ad esse collegato delle piattaforme tecnologiche condivise a livello di Unione Europea. Un tema che costituisce l’asse portante di questo bel volume collettaneo, curato da Alberto Quadrio Curzio, Marco Fortis e Alberto Silvani nell’ambito della Collana della Fondazione Edison.

L’impianto del libro risulta suddiviso in tre parti. Nella prima la ricognizione condotta sulle piattaforme scientifiche tocca vari temi, spaziando dal ruolo del Consiglio Europeo di Ricerca Nucleare (CERN) a quello delle infrastrutture di ricerca in Europa e dei risultati finora conseguiti nei diversi settori; da un riferimento alle ricadute concrete e al diffondersi delle cosiddette isole della conoscenza e agli strumenti innovativi negli appalti per la ricerca, a  sottolineature particolari legate all’ambito biomedico; dalla citazione di quanto finora fatto per l’attività spaziale nell’ambito del modello dell’Agenzia Spaziale, agli sviluppi legati all’industria farmaceutica nei suoi aspetti innovativi. Non manca, infine,  un contributo centrato sulla crucialità dell’eurosinergia, che fotografa crudamente il gap consolidato tra Paesi dell’area centro settentrionale europea  e gli altri dell’area mediterranea.

Passando, poi, alla seconda parte del libro, spiccano altri contributi di alto livello, come quello dell’ illustrazione delle specificità delle reti in fibra ottica, che costituiscono un’infrastruttura mondiale che collega realtà industriali, centri di ricerca e individui di ogni continente, in cui spazio è anche dedicato alle reti italiane e ai futuri sviluppi della tecnologia quantistica. Molto interessante anche quanto detto sia a proposito di quello che può essere considerato un pilastro fondamentale per il supercalcolo scientifico dell’intero sistema italiano di ricerca, con un’attenta analisi delle strutture di ricerca disseminate sul territorio dell’Emilia Romagna; sia dell’infrastruttura di ricerca per la “high performance microelectronics”, legata allo sviluppo del mercato mondiale dei semiconduttori. 

Pagine importanti sono, infine, dedicate alla descrizione dell’Human Technopole, nato dalla riconversione dell’area originariamente dedicata all’Expo di Milano del 2015 e a quelle dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’European Institute of Tecnology con le sue 8 piattaforme dedicate ciascuna a un aspetto essenziale per lo sviluppo. La sfida dei dati e l’impatto socio economico da un lato, il trasferimento di conoscenza favorito e coordinato dal CERN e la sua influenza positiva sulla crescita del capitale umano dall’altro arricchiscono ulteriormente questa interessante seconda  parte della pubblicazione. 

Nella terza e ultima parte di questo libro si mostra l’interazione tra le tecnoscienze e le euroinfrastrutture, soffermandosi sul valore strategico del programma Horizon Europe, che da quest’anno sostituirà il suo precedente Horizon 2020, sull’importanza determinante degli investimenti pubblici in questo ambito e sulla necessità di un ulteriore impulso alla capacità di coordinamento dell’Unione Europea per favorire il progresso scientifico e il rilancio economico della nostra società dopo l’afflizione pandemica.

Una lettura importante, ancor più, in questi mesi in cui vengono prese decisioni strategiche nei singoli Paesi dell’Unione Europea, mettendo mano ai diversi piani di rilancio economico e che conferma, in definitiva, ancora una volta quanto è importante lo studio del percorso compiuto in passato per sviluppare una progettualità di successo per il prossimo futuro.