Il Tax Control Framework e l’ingresso nel regime di Adempimento collaborativo sono elementi di affidabilità e valore per l’azienda: riducono il rischio fiscale, aumentano il valore percepito dell’impresa ed il suo grado di attrattività per gli investitori, contribuiscono al miglioramento della governance fiscale e al posizionamento ESG. Tutti i motivi per aderire
Il Tax Control Framework o TCF è l’insieme di strumenti, strutture organizzative, norme e regole aziendali volti a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi fiscali, anche in ordine alla mappatura di quelli derivanti dai principi contabili applicati dall’impresa, una conduzione della stessa tale da minimizzare il rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria, ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell’ordinamento tributario.
Le quattro aree di funzionamento del Tax Control Framework sono:
L’adozione di un Tax Control Framework certificato da parte di professionisti indipendenti è condizione necessaria per l’accesso al regime di Adempimento collaborativo di cui al decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 128.
Il Regime di Adempimento collaborativo o di Cooperative Compliance si pone l’obiettivo di instaurare un rapporto di cooperazione rafforzata e di reciproca fiducia tra Amministrazione finanziaria e contribuente, diretto a garantire un maggior livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti, tramite l’interlocuzione costante e preventiva su elementi di fatto e sostituendo le tradizionali verifiche ex post con una condivisione ex ante.
L’adesione al regime prevede diversi effetti di natura premiale, tra i quali, in particolare: la disapplicazione integrale delle sanzioni amministrative e la causa di non punibilità relativamente alle fattispecie di reato previste dall’art. 4 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (ad eccezione dei casi di violazioni fiscali caratterizzate da condotte simulatorie o fraudolente), per i rischi fiscali comunicati in modo tempestivo ed esauriente, prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali o prima del decorrere delle relative scadenze fiscali; la riduzione dei termini di decadenza per l’attività di accertamento di due anni (riduzione di un ulteriore anno se presente la certificazione tributaria di cui all’art. 36 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (c.d. “visto pesante”).
Oltre agli effetti di natura premiale, una valida gestione del rischio fiscale contribuisce ad una efficiente ed efficace conduzione dell’impresa, in coerenza con gli obiettivi aziendali definiti dagli organi di gestione, e garantisce l’affidabilità delle informazioni fornite agli stakeholder, nonché la salvaguardia del patrimonio e della reputazione aziendale.
Il regime di Adempimento collaborativo, assicurando alle imprese un dialogo preventivo e collaborativo con l’Amministrazione finanziaria, nonché certezza e stabilità delle regole in materia fiscale, costituisce anche strumento di attrazione degli investimenti esteri in Italia.
Il Tax Control Framework e l’ingresso nel regime di Adempimento collaborativo, infatti, rappresentano elementi distintivi di affidabilità e valore per l’azienda; gli stessi, oltre a costituire un valido strumento di presidio e riduzione del rischio fiscale, diventano un asset strategico in grado di aumentare il valore percepito dell’impresa ed il grado di attrattività per gli investitori, contribuendo al miglioramento della governance fiscale ed al rafforzamento del posizionamento ESG.
A tale riguardo, ad esempio, in ambito di operazioni di Merger & Acquisition (M&A), la presenza nell’azienda target di un sistema di controllo interno del rischio fiscale debitamente certificato ed il successivo accesso della stessa al regime di Adempimento collaborativo, assumono un ruolo centrale nella fase di due diligence fiscale, in cui la valutazione e quantificazione del rischio fiscale dell’azienda, o del compendio aziendale target, rileva nella definizione del prezzo di acquisto e nella previsione di clausole di garanzia (warranties) volte a tutelare l’acquirente da potenziali passività fiscali.
Per di più, nelle ipotesi di share deal, ossia di acquisizione societaria, il periodo oggetto di analisi si riduce a tre esercizi (in luogo di cinque) per l’effetto premiale di riduzione dei termini decadenziali del potere di accertamento previsto dal regime di Adempimento collaborativo; il controllo, poi, si riduce addirittura a due esercizi per le imprese in possesso del cosiddetto “visto pesante”.
Il Tax Control Framework, inoltre, favorisce un miglior posizionamento dell’impresa nei rating ESG (Environmental, Social, Governance), che tengono conto delle performance di sostenibilità, etica e responsabilità dell’azienda, basate su criteri ambientali, sociali e di governance. In tale ottica, il Tax Control Framework e l’accesso al regime rappresentano leve di vantaggio competitivo, atteso che la reportistica internazionale sulla sostenibilità pone attenzione alla gestione fiscale, evidenziandone l’impatto strategico e valorizzando il processo di presidio dei rischi, la qualità delle relazioni con le autorità fiscali e la trasparenza nella rendicontazione tributaria.
Da ultimo, si evidenzia che il regime di Adempimento collaborativo, favorendo il corretto adempimento fiscale da parte delle società senza che sorgano situazioni di conflittualità e contenziosi, consente una maggior efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa, nonché la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di dirottare le risorse verso il monitoraggio dei comportamenti di soggetti a elevata pericolosità fiscale. La qualità della pubblica amministrazione e della governance di un paese è un elemento determinante del suo rendimento economico e del benessere della collettività. In particolare, un sistema tributario che offre regole chiare e procedure semplici riduce i costi ed i rischi per le imprese, rendendo il paese più competitivo e attrattivo per capitali nazionali ed esteri.