Mario Deaglio (a cura di) “Scegliere la rotta”, Angelo Guerini & Associati, Milano, 2026, pagg. 290, Euro 24,50
Dal Centro Einaudi all'Assonime, dall'Istituto Bruno Leoni al Centro studi SRM, come guidare l'Italia tra gli scogli delle crisi internazionali
Al di là del titolo certamente evocativo, questo libro, alla ripresa dell’attività lavorativa di settembre, in uno scenario turbato da conflitti con impatti non banali sugli assetti geopolitici e sugli equilibri economici mondiali, si propone autorevolmente per stimolare un’adeguata riflessione nella prospettiva di un possibile riorientamento dei singoli e delle istituzioni.
Curato da Mario Deaglio, Emerito di Economia Internazionale presso l’Università di Torino, questo volume collettaneo, frutto della collaborazione tra il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi e il Gruppo Bancario Intesa San Paolo, come sottolineato dal Presidente Gian Maria Gros Pietro, sembra riflettere quanto scritto 90 anni fa da John Maynard Keynes, circa la difficoltà e la contestuale necessità di liberarsi delle vecchie idee. Marcando, inoltre, un segno di discontinuità rispetto al recente passato, nel nome di un ritorno alla materialità, con un riferimento evidente al ruolo cruciale delle nuove materie prime e, più in generale, dell’economia reale.
Il lettore nei primi due capitoli (entrambi scritti da Giuseppe Russo, Direttore del Centro Einaudi, il secondo con la collaborazione del giornalista Luca Jahier) potrà, così, beneficiare di una rassegna dei principali aspetti e relative criticità, che contraddistinguono lo scenario politico, economico e sociale mondiale, soffermandosi sui suoi principali protagonisti, USA, Giappone, Cina, India e Unione Europea. Una rassegna, che non si limita al dato economico, ma lo arricchisce con notazioni di tipo socio – politico, anche di stretta attualità, come nel caso del tema della difesa in chiave europea e del collegato modello italiano.
Il terzo capitolo (scritto, oltreché da Giuseppe Russo, dall’economista Giorgio Arfaras, dal Vice Direttore Generale di Assonime Marcello Bianchi e dal Direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni Carlo Stagnaro) si focalizza sui due fattori critici della produttività, l’energia e la finanza, analizzati sui piani mondiale, europeo e italiano. In questo ambito si segnalano le pagine dedicate al tema del sottofinanziamento delle piccole medie imprese in Europa e alle possibili modalità di intervento per ovviare a queste criticità.
Dopo i richiami alla realtà italiana, contenuti nei precedenti capitoli, il quarto (scritto, oltreché da Giovanni Russo, dal Condirettore Generale di Assonime Margherita Bianchini, dal Direttore Generale del Centro Sudi SRM Massimo Deandreis, dal Direttore Generale di Assonime Stefano Firpo, dall’economista Giovanni Foresti, dal ricercatore Ivan Lagrosa e dal Dottore di Ricerca in Diritto dell’economia e dell’impresa Valentina Miscischia) si occupa a tutto campo di quella che viene definita la trasformazione italiana, valutando le criticità, ma anche le eccellenze che emergono dal panorama economico nazionale. Oltre ai profili già esaminati in precedenza in altri contesti e calati nella realtà del nostro Paese, spiccano i tre temi dei distretti industriali e della loro competitività, delle potenzialità del nostro Mezzogiorno e della centralità di una riforma fiscale, volta a ristabilire condizioni di efficienza e di equità.
Come si può facilmente intuire da quanto finora esposto, ampio e ben supportato da un adeguato corredo grafico statistico è il materiale offerto al lettore da questo libro. Ma una sua valutazione non sarebbe completa, se non si ricordassero le Conclusioni stilate dal suo curatore, Mario Deaglio, che ci rammenta l’importanza in economia della categoria etico – morale fin dai temi del padre dell’economia moderna, lo scozzese Adamo Smith: autore del famoso saggio, “La Ricchezza delle Nazioni”, ma, anche, dell’opera “Teoria dei sentimenti morali”, pubblicata 17 anni prima.
È, quindi, l’ingrediente etico – morale, che deve permeare di sé qualsiasi modello di sviluppo socio – economico, che voglia concretamente tendere al benessere collettivo e non, soltanto, di poche categorie privilegiate. Un’opzione, che in Italia, questo il pensiero finale del Deaglio, intercetta, come rifermento d’obbligo, il modello delineato dalla nostra Carta Costituzionale, in larga misura, purtroppo, ancora inattuato. Un monito imprescindibile e significativo per scegliere la rotta futura del nostro Paese!