new
Libri

a cura di Filippo Cucuccio

Come superare il tabù della patrimoniale

Riccardo Staglianò “Tassare i milionari - Prendere ai ricchi per dare ai poveri”, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2026, pagg. 158, Euro 13,00

Le ragioni per superare le contrarietà a una imposta patrimoniale ridotta, applicata a una porzione molto limitata di contribuenti

Filippo Cucuccio

Tra gli obiettivi primari di uno Stato di diritto democratico vi è una politica fiscale, configurata secondo principi di equità e di redistribuzione dei proventi del gettito a beneficio delle classi reddituali meno abbienti.

Riccardo Staglianò, giornalista di lungo corso e docente per alcuni anni di Nuova Media all’Università di Roma Tre, con questo libro si propone di verificare l’esistenza di spazi di manovra per introdurre anche in Italia una patrimoniale di entità ridotta su una frazione molto limita di contribuenti (0,1%) applicando, così, concretamente quel criterio di giustizia contributiva che è consacrato nella nostra Carta Costituzionale.

L’itinerario intellettuale, delineato dall’A. è preceduto da un paio di pagine contenenti dati statistici, che con la crudezza delle cifre mettono in evidenza come nel corso degli ultimi due secoli la disuguaglianza tra classi di percettori di reddito si sia dilatata a tutto svantaggio di quelle collocate nella parte bassa della scala; anche a causa di un sistema fiscale, che si è rivelato nei fatti significativamente regressivo. Ad aggravare ulteriormente la situazione dei meno favoriti, vi sono, poi, le criticità che nel corso degli ultimi anni si sono manifestate in Italia negli ambiti della sanità pubblica, dell’istruzione e dell’accesso all’acquisto di abitazioni.

La refrattarietà del nostro Paese ad introdurre una nuova misura fiscale di tipo patrimoniale (basti pensare, secondo l’A., alle vicissitudini dell’imposta di successione) emerge da una rapida, ma incisiva rassegna storica, che inizia, mostrando alcuni esempi applicativi in altri contesti nazionali, riferiti all’età contemporanea, legati al tema della ricostruzione post bellica del Secondo conflitto mondiale; per, poi, approdare ad un’interessante proposta, formulata durante i lavori del G20 di Rio De Janeiro del 2024 da parte del Ministro delle Finanze brasiliano, Fernando Haddad, su suggerimento del noto economista francese, Gabriel Zucman docente presso l’Università di Berkeley.

Nelle pagine successive l’A. ricorda anche quanto avvenuto su questo versante in alcune realtà nazionali, Svizzera, Norvegia e Spagna, per poi analizzare la proposta avanzata dal think tank Oxfam per l’Italia, che, pur con una base applicativa contenuta, con il suo gettito stimato in 13 miliardi di euro potrebbe, comunque, apportare benefici su quegli aspetti di criticità prima accennati; e, ciò nonostante, non sembra, almeno per ora, avere prevalso su timori e ansie ideologiche pregiudiziali.

Un secondo aspetto paradossale, messo in evidenza da questo libro, concerne il tema dei poveri, che votano i ricchi e le politiche portate avanti dai ricchi, certamente, non concepite a loro svantaggio. Un aspetto, che, realmente, svolge un ruolo significativo di deterrenza nella diffusione e nella condivisione della possibilità di introdurre una patrimoniale su un’aliquota ristretta di super abbienti.

Per non considerare definitivamente chiusa in negativo tale questione l’A., pur accennando a quanto richiesto da alcuni circa la possibilità di contrapporre a quella svoltasi nel 1947 di marca neoliberista una “Mont Pelerin della sinistra”, vira con decisione su due aspetti. Il primo è legato all’utilità di introdurre nuove e più convincenti parole argomentative a favore dell’imposta patrimoniale, secondo i dettami di George Lakoff, docente di linguistica cognitiva presso l’Università Berkeley. È questi uno dei due cosiddetti santi patroni di questa battaglia condotta dall’A. per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana all’introduzione della patrimoniale. L’altro è Joseph P. Overton, che ha lavorato nel secolo scorso presso il Mackinac Centre for Public Policy, un think tank conservatore con sede a Midland nel Michigan con la sua dottrina delle finestre delle possibilità politiche. Ed è proprio questo il secondo aspetto, di momenti storicamente opportuni, che viene evocato dallo Staglianò per favorire l’introduzione di idee e misure applicative in tema di imposta patrimoniale.

In definitiva, va riconosciuto a questo libro e al suo autore il coraggio di aver toccato un tema particolarmente delicato, se non addirittura urticante, quale quello delle imposte patrimoniali, supportandone una possibile introduzione in Italia. Così, da favorire riflessioni che, al netto di negative e pregiudiziali impostazioni ideologiche, meriterebbero di trovare, oltre a una incoronazione sul piano scientifico – dottrinario, già ampiamente sviluppato da pensatori ed economisti di fama, come, tra gli altri, Thomas Piketty, Emmanuel Saez e il già ricordato Gabriel Zucman, un’allocazione propositiva concreta, nell’ottica di un sistema fiscale più equo e meno sbilanciato a danno dei più poveri.

Condividi questo articolo