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Libri

a cura di Filippo Cucuccio

Servono nuove regole del gioco

Ignazio Visco “La crisi della globalizzazione”, Scholé, Brescia, 2026, pagg.73, Euro10,00

La lezione dell'ex governatore sulle incertezze del presente, dalla geoeconomia alla geopolitica, per la ricostruzione di un nuovo ordine globale

Filippo Cucuccio

Nell’attuale scenario internazionale, caratterizzato da eventi bellici di rilevanza non solo locale, a cui fa da contraltare una classe di governanti, che sembra ispirarsi, nella maggior parte dei casi, a logiche di cruda realpolitik, se non, addirittura, di esclusiva brutale violenza, si moltiplicano gli interrogativi sui futuri assetti geopolitici e sul ruolo degli Stati di maggior peso, anche sul piano economico, oltreché militare.

A questi interrogativi prova a fornire una risposta concreta questo piccolo libro di Ignazio Visco, attualmente Governatore Onorario della Banca d’Italia, da lui guidata nel dodicennio 2011 – 2023. Un libro che trae ispirazione dal testo di una sua Conferenza tenuta nel febbraio di quest’anno a Brescia per la Fondazione Clementina Calzari Trebeschi e che, pur nel rispetto di una metodologia scientifica e di un ragionamento economico inappuntabili, si presta alla lettura di un pubblico ben più vasto dei soli cultori della materia, per lo stile agile e accattivante.

Dopo le considerazioni introduttive, che mettono in evidenza come alcune certezze consolidate, in particolare un ordine economico internazionale basato sui principi della globalizzazione e della cooperazione internazionale, sono stati spazzati via, unitamente a elaborazioni teoriche che predicavano ”la fine della storia” e il graduale colmarsi delle differenze tra le diverse aree geopolitiche del mondo, l’A. si sofferma sugli eventi, che hanno contrassegnato questo primo quarto di secolo, in cui si è passati da una crisi finanziaria di dimensioni globali ad una conclamata crisi della globalizzazione.

Il lettore troverà poi, nel percorso espositivo, alcune pagine dedicate ad illustrare le difficoltà di integrazione della Cina, della Russia e di altri Paesi emergenti in un ambito dominato dai valori liberaldemocratici e da regole di mercato. Con il risultato, da un lato di assistere allo sviluppo di nuovi protezionismi e di fenomeni di frammentazione dell’economia in blocchi, dall’altro, focalizzandosi sugli squilibri economico finanziari degli Stati Uniti, Ignazio Visco ne osserva il loro aggravamento, soffermandosi sul suo ruolo internazionale, nonché sull’enorme potere di mercato assunto dalle Big Tech, le grandi imprese tecnologiche statunitensi, alle quali continua a contrapporsi, purtroppo, una debole presenza dell’Europa nei settori dell’innovazione.

Dopo questa ricognizione fattuale, supportata da un corredo di grafici significativi ed esplicativi dei fenomeni analizzati, Ignazio Visco si pone nell’ottica di interrogarsi su come ovviare a questa situazione, perseguendo l’obiettivo di minimizzare il rischio di arretramento rispetto alla piena libertà globale, sia di scambio di beni e servizi, sia di circolazione dei capitali e di mobilità delle persone, in uno scenario in cui, peraltro, altri aspetti problematici si affacciano in modo decisamente inquietante: dal cambiamento climatico, alle minacce sanitarie globali; dalla questione demografica, alla gestione complessa di flussi migratori dalle aree più svantaggiate.

Per giungere alla definizione di nuove “regole del gioco” e alla costituzione di un nuovo ordine economico mondiale – è questo il pensiero conclusivo dell’A. – la via obbligata da percorrere sarà, dunque, quella della riduzione della frammentazione cui finora si è assistito, attraverso adeguati cambiamenti istituzionali e operativi. In primo luogo, con un progressivo, reale rafforzamento del ruolo geopolitico dell’Unione Europea, sostenuto da un ottimismo della volontà, in grado di respingere l’idea, finora prevalente, che si tratti di una “mission impossible”. C’è, veramente, da augurarsi che questo appello non sia destinato a rimanere nel limbo delle espressioni di mera utopia!

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