“As simple as possible, but not simpler”. Con questo motto la BCE ha presentato l'agenda di riforme per razionalizzare la vigilanza bancaria europea. Il programma “Next level supervision” fa parte di questa riforma e punta a semplificare il processo di autorizzazione alle modifiche dei modelli interni per il rischio di credito
Il panorama bancario europeo sta attraversando una fase di crescente complessità. Nuovi fattori di rischio, l’accelerazione della trasformazione digitale e, al contempo, risorse di vigilanza limitate, impongono ad autorità e istituti finanziari di rivedere i propri processi. In risposta, la Banca Centrale Europea (BCE) e le Autorità Nazionali Competenti (ANC) nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM) hanno avviato un programma multidimensionale, denominato Next‑level supervision, lanciato nel 2025.
L’iniziativa, articolata in sei aree di riforma (decision‑making, internal models, stress testing, capital‑related decisions, reporting, on‑site inspections) e sostenuta da un forte impulso all’uso di strumenti digitali avanzati (c.d. SupTech), punta a rendere la vigilanza più efficace, efficiente e guidata dal rischio.
Cambio di paradigma nella valutazione dei modelli interni
Il punto focale del programma è la trasformazione del processo di approvazione dei modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di credito. Risale proprio allo scorso 30 Marzo l’annuncio della BCE sui cambiamenti ai criteri adottati per approvare le modifiche ai sistemi di rating interni delle banche. Fino ad oggi il processo richiedeva che la BCE svolgesse una valutazione ex‑ante di ogni modifica materiale, al fine di concedere una autorizzazione preventiva. Dal 1 ottobre 2026, il processo si baserà su una valutazione ex‑post, previa attestazione della funzione di controllo interno.
La funzione di controllo interno dovrà dimostrare, in maniera credibile e documentata, che il modello revisionato soddisfi tutti i requisiti normativi e che l’infrastruttura IT sia pronta per l’implementazione. Questo spostamento di responsabilità consente alla banca di procedere più rapidamente nel processo autorizzativo, ma introduce un nuovo meccanismo di salvaguardia: il floor sugli attivi ponderati per il rischio (RWA) al fine di non indebolire il presidio di rischio.
In particolare, quando una modifica ai modelli riduce gli RWA, la BCE concederà comunque l’autorizzazione all’implementazione, ma il beneficio di capitale sarà limitato dall’applicazione di un floor pari al 98 % degli RWA attuali. Tale limitazione rimarrà in vigore fino al completamento di un’ispezione on‑site (OSI) dedicata, che verificherà la robustezza delle modifiche ai modelli e la loro corretta implementazione. Solo dopo l’esito positivo dell’ispezione il floor potrà essere rimosso, autorizzando la banca a beneficiare della riduzione di capitale.
Se la modifica consiste in una estensione del perimetro di applicazione del modello, il floor sarà più restrittivo, pari al 100 % degli RWA attuali.
Per le modifiche ai modelli considerate non materiali, le banche continueranno a non necessitare di una autorizzazione preventiva da parte della BCE ma sarà sufficiente una notifica.
Il nuovo Standard dell’EBA
Parallelamente, l’European Banking Authority (EBA) ha pubblicato la versione definitiva dello Standard Tecnico Regolamentare (RTS) sulla valutazione della materialità delle modifiche ai modelli interni. Il nuovo criterio definisce principi più chiari per identificare i cambiamenti “materiali”, riducendo le casistiche in cui è necessaria una autorizzazione preventiva da parte della BCE e ampliando, per contro, la possibilità di gestire le modifiche minori con semplice notifica.
Questa armonizzazione tra BCE ed EBA crea un quadro più coerente e meno gravoso dal punto di vista procedurale, favorendo al contempo una vigilanza più focalizzata sui rischi reali con benefici attesi sia per le banche che per il supervisore. In particolare:
Prospettive future
La riforma “Next‑level supervision” rappresenta un passo decisivo verso una supervisione più agile e mirata. Tuttavia, la sua attuazione dipenderà dalla capacità delle banche di rafforzare le funzioni di controllo interno e di adeguare i propri sistemi IT. Le future ispezioni on‑site diventeranno strumenti di verifica più incisivi, con un ruolo critico nella rimozione del floor sugli RWA.
Restano ancora molti dubbi sulle effettive modalità implementative dei nuovi processi e, soprattutto, per quelle richieste di modifica che sono state già sottomesse alla BCE e le cui visite ispettive sono già state pianificate. La novità, comunque, è stata accolta favorevolmente dal sistema bancario ed è forse anche indice di un tentativo delle autorità di vigilanza di rivitalizzare il framework dei sistemi interni di valutazione del rischio di credito che risulta snaturato da una ingessatura eccessiva dei processi a supporto.
In conclusione, la BCE sta puntando a un equilibrio tra semplificazione procedurale e rigore prudenziale: riducendo gli oneri amministrativi, concentrandosi sui rischi più significativi e utilizzando le tecnologie emergenti per una vigilanza più tempestiva. Se gli attori del settore sapranno cogliere queste opportunità, la nuova architettura di supervisione potrà tradursi in una maggiore competitività delle banche europee e in una più solida tutela della stabilità finanziaria.
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