Non solo intelligenza artificiale, ma robot, auto elettriche, droni, farmaci antiobesità... tutti insieme hanno rappresentato metà della crescita globale degli ultimi tre anni, e generato 11 trilioni di dollari di nuova capitalizzazione. Lo scenario di una trasformazione travolgente
Dall’intelligenza artificiale allo spazio, passando per farmaci anti-obesità e veicoli elettrici: sono 18 le “arene del futuro” individuate da un recente rapporto di McKinsey, e stanno già ridisegnando gli equilibri dell’economia globale. Non si tratta di scenari lontani, ma di settori che oggi valgono complessivamente circa 33.000 miliardi di dollari di capitalizzazione e generano 5.000 miliardi di ricavi. E soprattutto crescono molto più velocemente del resto dell’economia .
Tra il 2022 e il 2025 queste arene hanno registrato una crescita media del valore di mercato del 29% annuo, contro appena l’8% degli altri settori. I ricavi sono saliti dell’11% all’anno, mentre il resto dell’economia è rimasto quasi fermo (+1%). In pratica, circa la metà della crescita globale recente arriva proprio da questi comparti ad alta innovazione.
Il cuore di questa trasformazione è l’ecosistema dell’intelligenza artificiale: semiconduttori, cloud e software AI. Da soli, questi segmenti hanno generato circa 11.000 miliardi di dollari di nuova capitalizzazione in tre anni, pari a circa il 60% della crescita totale delle arene.
Il caso più emblematico è quello di Nvidia, i cui ricavi sono passati da circa 27 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 200 miliardi stimati nel 2026. Parallelamente, il valore di mercato della società è cresciuto di circa 4.000 miliardi di dollari, diventando simbolo della corsa globale all’AI.
Nvidia non è sola. Colossi come Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta stanno investendo cifre senza precedenti. Nel 2025, solo le sette grandi aziende tecnologiche chiamate “le magnifiche sette” ((Apple, Microsoft, Alphabet/Google, Amazon, Nvidia, Tesla e Meta Platforms) hanno speso complessivamente circa 750 miliardi di dollari in ricerca e infrastrutture, una cifra paragonabile all’11% della spesa federale americana. E le previsioni indicano che nel 2026 si potrebbe arrivare a 1.000 miliardi di dollari.
Subito dopo l’AI, la seconda grande area di crescita è la digitalizzazione: e-commerce, pubblicità online, streaming, videogiochi e cybersecurity. Questi settori crescono a ritmi tra il 10% e il 20% annuo, ma soprattutto stanno cambiando natura.
Un esempio è lo streaming video: dopo anni di crescita basata sugli abbonati, piattaforme come Netflix o Amazon Prime stanno puntando su pubblicità e nuovi modelli di monetizzazione. Allo stesso tempo, social media e piattaforme di contenuti stanno entrando nel commercio digitale, mentre l’AI rischia di rivoluzionare il modo in cui gli utenti cercano e consumano informazioni .
Anche la cybersecurity è in pieno boom: l’aumento degli attacchi informatici e l’espansione dell’AI stanno spingendo le aziende a investire sempre di più per proteggere dati e infrastrutture.
Un’altra arena chiave è quella dell’elettrificazione, che include veicoli elettrici, batterie e energia nucleare. Qui la crescita è forte ma più complessa.
I veicoli elettrici, ad esempio, registrano un aumento dei ricavi del 18% annuo, con la Cina in posizione dominante: nel 2025 le vendite di auto elettriche hanno superato quelle tradizionali nel Paese. Tuttavia, la forte concorrenza ha compresso i margini, rendendo il settore meno profittevole per molti operatori.
Le batterie raccontano una storia simile: la domanda è esplosa – oltre 1,6 terawattora nel 2025, più del doppio rispetto a tre anni prima – ma i ricavi crescono lentamente a causa del calo dei prezzi e dell’eccesso di offerta.
Non solo digitale. Le cosiddette “hard tech” – robotica, spazio, droni e mobilità autonoma – stanno passando dalla fase sperimentale a quella commerciale.
I robotaxi, ad esempio, operano già in circa 30 città nel mondo. In California, i chilometri percorsi sono triplicati in un anno, arrivando a quasi 13 milioni . Waymo, controllata da Alphabet, ha moltiplicato per 25 le corse settimanali in due anni.
Nel settore dei droni, aziende come Zipline hanno raddoppiato le consegne, passando da un milione nel 2024 a due milioni nel 2026, soprattutto in ambito sanitario e logistico.
Anche lo spazio vive una nuova stagione: grazie alla riduzione dei costi di lancio e all’ingresso di operatori privati, il settore sta attirando investimenti crescenti, con prospettive di sviluppo legate anche alla difesa e alle telecomunicazioni.
Tra le sorprese più rilevanti c’è il settore dei farmaci contro l’obesità, che cresce a ritmi impressionanti: +30% annuo tra il 2022 e il 2025. Negli Stati Uniti, questi farmaci rappresentano ormai oltre il 6% delle prescrizioni totali.
Il mercato è dominato da pochi grandi gruppi, ma oltre 80 aziende stanno sviluppando nuovi trattamenti, segno di una competizione destinata ad aumentare. Nonostante il boom, la penetrazione resta ancora bassa: solo il 3% dei potenziali pazienti negli USA utilizza questi farmaci .
A trainare queste arene sono pochi grandi gruppi globali, definiti dal rapporto “omniscalers”: Amazon, Alphabet, Apple, Microsoft, Meta, Tesla, Alibaba, Huawei e Samsung.
Queste aziende operano contemporaneamente in più settori e investono cifre enormi. Nel 2025 hanno generato complessivamente 2.700 miliardi di dollari di ricavi e circa 640 miliardi di flussi di cassa, reinvestendo oltre il 30% dei ricavi in ricerca e sviluppo.
La loro forza non è solo finanziaria: possono sfruttare dati, infrastrutture e piattaforme per entrare rapidamente in nuovi mercati, creando un effetto rete difficile da replicare.
Dal punto di vista geografico, Stati Uniti e Cina dominano queste arene. Le aziende americane rappresentano oltre un terzo del valore nei settori emergenti, mentre la Cina sta guadagnando terreno soprattutto in ambiti come veicoli elettrici e batterie.
L’Europa resta più indietro, ma mantiene posizioni di leadership in nicchie strategiche, come i macchinari per semiconduttori o la robotica industriale.
Nonostante l’espansione, il rapporto McKinsey invita alla cautela. La crescita è trainata da tre fattori: innovazione tecnologica, investimenti massicci e mercati in espansione. Ma questo modello implica anche rischi elevati: competizione intensa, ritorni incerti e possibili bolle speculative.
Inoltre, circa metà della crescita economica globale continua a provenire da settori tradizionali, ricordando che la trasformazione è profonda ma non totale.
Il dato più significativo è forse un altro: queste arene rappresentavano solo il 5% del mercato globale nel 2005. Oggi valgono il 26% e, insieme ai settori già maturati, superano il 40% .
In altre parole, il futuro dell’economia non è più un’ipotesi. È già in corso. E si gioca su pochi grandi fronti tecnologici, dove innovazione, capitale e scala determinano vincitori e vinti.