Anticorruzione e imprese

4cLegal, la piattaforma per i servizi legali

Come si può creare valore all’interno delle aziende e degli enti pubblici tramite comportamenti virtuosi, in sostanza promuovendo delle best practice che contrastino la corruzione? 

Anche se il primo approccio non può che essere affidato al fattore umano, cresce l’importanza  della digitalizzazione per facilitare l’adozione di pratiche trasparenti all’interno di enti pubblici e privati. Sono questi i fili conduttori del convegno “Lotta alla corruzione: volontà, metodi e strumenti. Case history e best practice italiane”, che si è svolto giorni fa al Cnel.

La rappresentante dell’Anac, Giuliana Gresia, ha parlato del rating reputazionale digitale per le imprese che ANAC sta mettendo gradualmente a punto. L’idea originale era quella di impostare un sistema di premialità e penalità, ma queste ultime sono state eliminate in corso d’opera perché dissuadevano le imprese dal sottoporsi volontariamente al rating. 

I criteri che vengono valutati includono la gestione della documentazione relativa ai contratti, il rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro e i rapporti con i subappaltatori.

Dal 2018, l’ANAC ipotizza che il rating possa essere utilizzato come qualificazione in gara d’appalto per servizi e forniture e per lavori di importo inferiore a 150.000 euro.

Tommaso Ventre (Università Vanvitelli di Caserta) e Alessandro Renna (ceo di 4cLegal) hanno presentato il Protocollo d’Intesa per il Mercato Legale 4.0. 

Lanciato ufficialmente l’1 ottobre da 4cLegal (la piattaforma che offre un beauty contest alle imprese sui servizi legali), ANUTEL e AIGA, il protocollo ha l’ambizione di affermare i principi di un mercato legale sostenibile – basato su trasparenza, tracciabilità e concorrenza – e gli strumenti digitali che 4cLegal ha sviluppato per rendere i principi del Protocollo stesso prassi effettivamente operative tra gli operatori pubblici e privati. 

Questi strumenti sono essenzialmente due: un albo digitale (e quindi costantemente aggiornato), in cui l’ente di turno raccoglie i professionisti accreditati a cui potenzialmente rivolgersi per l’acquisto di servizi legali; una piattaforma online su cui effettuare confronti concorrenziali tra i professionisti accreditati stessi per affidare gli incarichi – secondo criteri oggettivi e con un processo completamente documentato e documentabile. 

Albo e piattaforma vengono incontro agli orientamenti della giurisprudenza in materia, così come sono stati espressi recentemente da ANAC, Corte dei Conti e Consiglio di Stato.