Minerva Lab

Una bad bank conveniente non c'è
di Gianluca Chiorazzo

Il paper contribuisce al dibattito e alla letteratura sugli NPLs quantificando le dimensioni dei trade offs in gioco, e suggerendo che la bad bank avrebbe potuto contribuire alla soluzione del problema, ma probabilmente non si sarebbe configurata come la panacea contro “il male” delle banche italiane.

Il lavoro illustra alcune delle ragioni per le quali la soluzione della bad bank di sistema non si è di fatto materializzata.

Dopo una ricostruzione del dibattito che si è sviluppato in Italia sul tema della costituzione di una bad bank di sistema e sulla scorta dell’analisi delle caratteristiche (struttura proprietaria, strumenti finanziari emessi, ecc.) che essa avrebbe dovuto assumere nella fase di massima espansione degli NPLs, viene presentato un modello contabile che consente di stimare gli effetti dell’operazione sui diversi partecipanti (Stato, banche, investitori) alla Società di Gestione delle Sofferenze (SGS).

Il modello viene utilizzato per esercizi di simulazione (su prezzi di cessione degli asset, grado di efficienza nell’escussione delle garanzie, ecc.) che evidenziano come difficilmente la bad bank sarebbe stata in grado di offrire a tutti i partecipanti tassi interni di rendimento (TIR) in linea con il mercato, senza adeguati “sconti” da parte delle banche apportatrici dei crediti.

Haircuts in grado di creare favorevoli condizioni operative per la SGS sarebbero stati tra il 10 e il 15%.

Il testo è tratto dall'articolo pubblicato su:

Una <em>bad bank</em> conveniente non c’è