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L’introduzione dei Piani di Risanamento nel risk management framework: quali relazioni con gli altri processi di analisi e gestione dei rischi in banca?
di Igor Gianfrancesco

Il presente contributo si propone di approfondire il legame esistente tra i piani di risanamento e gli altri processi di analisi e gestione dei rischi in banca quali, il RAF (Risk Appetite Framework), il Resoconto ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) / ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) e il LCP (Liquidity Contingency Plan). A tal fine, il contributo prima descrive, in generale, le ipotesi logiche e le disposizioni regolamentari alla base di tali processi. Successivamente, esso analizza, nel dettaglio, specifici aspetti comuni ai processi in questione quali: i) la scelta degli indicatori di rischio; ii) la calibrazione delle relative soglie di attenzione; iii) l’implementazione delle prove di stress e di reverse stress test; iv) l’identificazione delle opzioni di risanamento più appropriate; e vi) le procedure di escalation.
Un adeguato livello di cultura del rischio tre le varie funzioni aziendali commerciali e di controllo così come l’abilità della funzione di risk management ad interagire in modo proattivo con le stesse rappresenta il necessario prerequisito per una efficace ed efficiente implementazione dei processi sopra menzionati. Ciò consente, inoltre, di avere, allo stesso tempo, una visione integrata (in una prospettiva sia micro che macro) della complessiva esposizione al rischio della banca al fine di combinare, in modo appropriato, gli obiettivi di business definiti nel piano industriale con i vincoli propri della normativa di vigilanza prudenziale tenendo anche in considerazione il contesto di mercato a livello globale in continua evoluzione.

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L’introduzione dei Piani di Risanamento nel risk management framework: quali relazioni con gli altri processi di analisi e gestione dei rischi in banca?

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