Le regole dell’Agenzia delle Entrate sui rimborsi degli strumenti finanziari annullati: quando si tassa e quando no

di Maria Lembo

Perché l’Agenzia delle Entrate ritiene che le somme ricevute come ristoro in base al decreto “salvabanche” non debbano essere gravate dal prelievo fiscale e viceversa ritiene tassabili i rimborsi dei titoli argentini annullati? La risoluzione n. 3/E del 2017 dell’Agenzia delle Entrate che regola il primo caso è solo in apparente contraddizione con la circolare n. 30/E del 2016, che riguarda il secondo. In realtà le due ipotesi non sono assimilabili trattandosi di somme erogate in un caso a titolo di indennizzo, nell’altro a titolo di risarcimento del danno, sub specie di lucro cessante.

La tassabilità o meno delle somme percepite dagli investitori a fronte di titoli obbligazionari annullati/rimborsati dipende dal differente pregiudizio economico che le stesse tendono a riparare. In particolare, le somme percepite con funzione di sostituzione o integrazione di componenti reddituali (lucro cessante) costituiscono reddito della stessa categoria dei redditi sostituiti o integrati, mentre sono considerate non imponibili le somme corrisposte al fine di riparare, tutto o in parte, il danno emergente del soggetto che le percepisce.

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