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Le assicurazioni italiane tra nuove sfide e impatto della pandemia
di Dario Focarelli*, Antonio Nicelli**

L’eccezionale volatilità dei mercati finanziari ha effetti diretti sul settore assicurativo, dove gran parte delle attività investite è illiquida. Ma a preoccupare di più è il forte declino del nuovo business: nel mese di marzo 2020 la nuova produzione di polizze vita individuali si è
ridotta del 45,6% rispetto allo stesso mese del 2019ee si prevedono decrementi anche per quanto riguarda la raccolta premi nei rami danni.
A fronte del calo del volume di attività, le imprese assicuratrici sono chiamate, a rispettare gli impegni nei tempi previsti e a offrire supporto e liquidità ad agenti e clienti.
Al momento, l’industria assicurativa italiana si è dimostrata pienamente in grado di gestire queste criticità, ma non va trascurata la possibilità che in uno scenario di intensificazione della recessione globale possa verificarsi un aumento dei riscatti delle polizze vita. Per questi motivi, è necessaria per le imprese una pianificazione della liquidità realistica e completa.
Dal punto di vista regolamentare, andrà valutato a livello europeo se non permettere anche alle imprese di assicurazione di approvvigionarsi di liquidità direttamente presso la BCE, per evitare che la compressione della liquidità costringa le imprese alla vendita forzata di titoli.
Considerazioni altrettanto attente devono essere formulate con riguardo ai profili di solvibilità. Il calo del valore dei titoli azionari, tassi di interesse privi di rischio più bassi o negativi e spread creditizi più ampi creano rischi di scostamenti tra attivo e passivo particolarmente rilevanti per gli assicuratori
vita.
Il regime europeo Solvency II è ipersensibile alla volatilità dei mercati finanziari, come attestano le ampie fluttuazioni degli indici di solvibilità osservate nel mese di marzo.
Solvency II è attualmente in fase di revisione, una fase che originariamente si doveva concludere nel 2020 ma che invece, a causa della pandemia, subirà un ritardo di almeno un anno. È l’occasione per porre rimedio in tempi rapidi a quegli inconvenienti derivanti dalla sua configurazione.

* Direttore Generale ANIA
** Dirigente Servizio Ricerca e Studi ANIA

Il testo è tratto dall'articolo pubblicato su:

Le assicurazioni italiane tra nuove sfide e impatto della pandemia