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La strana coppia debitore creditore
di Emmanuel Caiazzo

Pubblichiamo la sintesi dell’articolo che ha vinto il Premio Parrillo-Prime pubblicazioni 2019, uscito su Rivista Minerva bancaria, N. 5-6

 

Il credito bancario è la principale fonte di liquidità per piccole e medie imprese, motivo per cui malfunzionamenti all’interno del mercato del credito hanno effetti diretti sulla loro attività. Le più comuni inefficienze scaturiscono da una errata valutazione da parte della banca del rischio di insolvenza dell’azienda: se quest’ultimo viene sovrastimato è possibile che all’impresa sia negato l’accesso al credito o siano offerte condizioni di prestito peggiori del dovuto, mentre una sottostima genera il rischio di finanziare imprese non meritevoli, sprecando risorse.

La valutazione del rischio d’insolvenza dipende dalla capacità della banca di elaborare correttamente le informazioni fornite dal debitore. Le banche di grandi dimensioni, o gerarchiche, raccolgono informazioni sulla qualità dei potenziali debitori attraverso la rete di filiali, trasmettendole poi ad un organo centrale incaricato di elaborarle e decidere se erogare il finanziamento. Al contrario, nelle banche di piccole dimensioni, o locali, l’impiegato incaricato di raccogliere le informazioni è lo stesso che deve elaborarle e decidere se accettare la richiesta di prestito. Di conseguenza, le banche gerarchiche tendono a specializzarsi nella gestione di informazioni facilmente trasmissibili a distanza ed impersonali (informazioni Hard), mentre le banche locali si specializzano nella raccolta e nell’elaborazione di informazioni basate sulle soft skills del debitore (informazioni Soft)[1]: pertanto, una banca gerarchica che elabora informazioni Soft commette in media più errori circa la stima rischio di insolvenza del debitore rispetto ad una banca locale.

Definiamo dunque opachi i debitori il cui rischio di insolvenza viene perfettamente identificato dalla tecnologia di screening delle banche locali, definiamo trasparenti i debitori il cui rischio di insolvenza viene perfettamente identificato dalla tecnologia di screening delle banche gerarchiche.  In altri termini, i debitori il cui rischio di insolvenza viene meglio descritto dalle informazioni Soft sono detti opachi, mentre quelli meglio definiti dalle informazioni Hard sono detti trasparenti. Si noti che, in genere, una banca non è in grado di distinguere tra debitori opachi e debitori trasparenti, risultando non in grado di sapere se il proprio processo di valutazione sia corretto.

Cosa accade se un debitore opaco ha rapporti con una banca gerarchica? Quando ciò accade si osserva una odd couple. L’inefficienza della banca gerarchica nel valutare il rischio di insolvenza del debitore opaco può generare una serie di effetti negativi[2].

Chiaramente, le odd couples riducono l’efficienza del mercato del credito. Difatti, gli economisti offrono due spiegazioni circa la loro esistenza, entrambe basate su un elemento di involontarietà. La prima giustificazione attribuisce la nascita delle odd couples ad un errore del debitore che, incapace di osservare in anticipo la specializzazione della banca, effettua la richiesta di prestito alla banca sbagliata. La seconda è più articolata e si basa sui cambiamenti nel livello di concentrazione del settore bancario: come ampiamente riportato dalla letteratura di settore, la concentrazione del sistema bancario è aumentata costantemente negli ultimi decenni. A seguito di ciò, è possibile che le banche abbiano modificato la loro organizzazione interna passando da una struttura locale ad una gerarchica. Ergo le aziende opache, già clienti delle banche prima del cambiamento di organizzazione, si sono ritrovate, a loro insaputa, in una odd couple.

È ragionevole supporre che, sotto alcune condizioni, un debitore opaco abbia incentivo a scegliere consapevolmente di avere rapporti con una banca gerarchica[3]. Le motivazioni sono intuitive: il debitore opaco scommette sull’inefficienza della banca gerarchica nel valutare il suo rischio di insolvenza.

Odd couples volontarie generano effetti nefasti sull’economia: per proteggersi dal rischio di sovrastima della qualità di una frazione della loro clientela, le banche tendono ad aumentare i loro tassi di interesse. Tale aumento provoca effetti eterogenei sulla clientela, gravando di più sui debitori meno rischiosi. Infatti, solo i debitori con un rischio di insolvenza sufficientemente alto avranno incentivo ad entrare in un rapporto odd. Maggiore è la qualità del debitore, minore è il suo incentivo a correre il rischio di un’errata valutazione: ad esempio, un debitore con un rischio di insolvenza pari a zero non ha nulla da guadagnare (e tutto da perdere) nel sottoporre la sua richiesta di prestito ad una banca che non è in grado di elaborare correttamente le informazioni fornite.

In conclusione, una banca gerarchica avrà due tipi di debitori: debitori trasparenti caratterizzati da un basso profilo di rischio e debitori opachi con alto rischio di insolvenza. Non essendo in grado di distinguerli, la banca si ritroverà a richiedere tassi di interesse che tengano conto della qualità media della clientela, attuando un tipo di politica svantaggiosa per i debitori la cui qualità è sopra la media. Se il problema delle odd couples diventa sufficientemente rilevante, i debitori con qualità più alta preferiranno rimandare la loro richiesta di prestito ed opportunità di investimento efficienti andranno perdute.

[1] Si noti che una banca locale potrebbe non avere la tecnologia adatta per processare alcune informazioni Hard e delegare a società esterne tale compito con il risultato di aumentare i costi accessori del prestito.

[2] Studi empirici evidenziano come la probabilità che il debitore subisca un razionamento del credito (totale o parziale) è significativamente più alta rispetto al caso in cui lo stesso debitore opaco sottoponga la richiesta di prestito ad una banca locale.

[3] Si noti che è ragionevole supporre che i debitori siano in grado di osservare, prima di effettuare la richiesta di prestito, quali banche siano locali e quali gerarchiche.

Il testo è tratto dall'articolo pubblicato su:

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