La nuova definizione di default: principali novità normative, processo di implementazione e possibili effetti

di Rosamaria Crescitelli, Vincenzo Vitale

Per le banche autorizzate all’utilizzo dei modelli interni ai fini del calcolo del requisito di capitale, la definizione di default rappresenta il cardine su cui ruotano tutti i sistemi di rating e l’intero mondo delle segnalazioni prudenziali. Infatti, il capitale allocato per il rischio di credito dipende dalla qualità del portafoglio e, in ultima analisi, da come il default è definito, identificato, storicizzato e previsto in ciascuna organizzazione bancaria.

A Giugno 2018 la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato la execution phase della nuova definizione di default ed ha pubblicato le linee guida di dettaglio per il self-assessment da parte delle banche rispetto ai requisiti contemplati dalla normativa. L’obiettivo della BCE è stato quello di far fronte alla roadmap prevista dall’EBA per la revisione dei sistemi IRB tenendo in considerazione le esigenze delle banche di seguire un processo il più possibile razionale e gestibile per agevolare la transizione ed arrivare alla effettiva implementazione dei nuovi criteri di default entro gennaio 2021.

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