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La Mifid II protegge davvero l'investitore?
di Aldo Fittante

Con la Mifid II si anticipa il livello di tutela dell’investitore, passando da un sistema che impone di parametrare l’investimento alle informazioni carpite in sede informativa dall’intermediario

tipico della Mifid I – ad un sistema chiamato know your product, in cui il prodotto finanziario viene creato e nasce preliminarmente destinato ad un determinato target di investitori, in base alla tipologia, all’oggetto e al tasso di rischio insito catalogato tramite il rating, voluto invece dalla Mifid II.

Malgrado i ripetuti interventi sul correttivo informativo apportati dal legislatore, dalla accurata analisi del contesto di mercato attuale e delle decisioni giurisprudenziali di settore, emerge che il flusso di informazioni nella fase pre-contrattuale non sempre sia sufficiente a far trasparire

l’an ed il quomodo dell’investimento, e sia quindi idoneo ad attenuare, e tantomeno ad eliminare, la debolezza contrattuale dell’investitore.

Giurisprudenza e dottrina si sono interrogarrogate, in particolar modo, in merito alle conseguenze che una violazione degli obblighi informativi da parte degli intermediari finanziari può determinare sull’intera operazione investitoria, individuando una dicotomia di soluzioni a seconda che la violazione dei doveri avvenga nella fase precontrattuale o nel corso del contratto stesso.

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La Mifid II protegge davvero l’investitore?