Caso Giappone: la maggiore concorrenza tra le banche ne aumenta l’instabilità

di Nemanja Radić

La prolungata crisi bancaria in Giappone ha evidenziato come la stabilità del settore bancario svolga un ruolo chiave per la solidità del sistema finanziario nel suo complesso. Attraverso l’analisi di un campione di dati di banche giapponesi, l’articolo si propone di: a) verificare se il sistema giapponese abbia ripristinato la propria competitività nell’ultimo decennio; b) identificare il legame tra concorrenza bancaria e stabilità degli operatori.

A tale fine, si presenta la stima di una misura di concorrenza a livello di banca, attraverso il Lerner Index of Monopoly Power che esprime il potere di mercato di un’impresa. Ossia la capacità di applicare un prezzo superiore al costo marginale. Inoltre, si propone una descrizione completa delle variabili utilizzate nella verifica empirica condotta.

Il periodo analizzato (2010-2016) copre i periodi successivi alla crisi mondiale (2007-2010). In tal modo, l’obiettivo è quello di valutare se le diverse politiche di intervento (ad esempio, Too-Big-To-Fail, Too-Important-To-Fail; Too-Many-To-Fail) abbiano influenzato il rapporto di rischio tra concorrenza e rischio.

I risultati ottenuti sostengono la competition-fragility view: una maggiore concorrenza diminuisce la stabilità delle banche e ne aumenta l’assunzione del rischio di credito e di liquidità.

La relazione tra rischio e stabilità è una relazione parabolica. In secondo luogo, la misura di diversificazione dei finanziamenti è significativamente e negativamente legata alla stabilità delle singole banche, mentre la diversificazione degli investimenti è un importante fattore determinante di altre misure di rischio.

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