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L’Italia dopo il Next Generation eu: scenari a confronto
di Lucia Cossaro, Lorenzo Forni, Stefania Tomasini

Quanto possono contribuire i fondi del NGEU alla ripresa dell’economia italiana? La risposta non dipende solo dall’ammontare dei fondi disponibili. A questo riguardo, ovviamente, i trasferimenti potranno finanziare spese senza creare disavanzo aggiuntivo e quindi gli 80 miliardi previsti rappresentano certamente un contributo alla domanda interna, anche se nell’arco di sei anni e sotto l’ipotesi che vengano interamente utilizzati. Ma tre “se” più di altri determineranno il successo del NGEU nel caso italiano. Il primo è se la disponibilità di questi fondi permetterà di avviare alcune delle riforme strutturali che l’Italia ha a lungo rimandato. Il secondo è se le imprese italiane saranno in grado di cogliere l’opportunità data dai programmi di spesa NGEU per supportare la transizione verde e tecnologica. Il terzo, se il NGEU condurrà a un rafforzamento della governance europea e a una capacità fiscale federale. Questi tre elementi si intrecciano e determineranno il successo del NGEU italiano e con esso quello a livello europeo. Il lavoro proietta l’economia italiana avanti di dieci anni, al 2030, sotto l’ipotesi che le opportunità indicate vengano colte, e lo confronta con uno scenario in cui queste opportunità rimangono solo sulla carta.

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L’Italia dopo il Next Generation eu: scenari a confronto

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