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Covid shock, debito pensionistico e debito pubblico
di Ignazio Visco

Il debito pubblico e quello pensionistico, già elevati in rapporto al PIL in molti paesi, sono destinati a crescere ancora per effetto della crisi pandemica. Nel valutare la sostenibilità delle finanze pubbliche, un ruolo importante è svolto dalle previsioni macroeconomiche che, anche per la pandemia, appaiono oggi particolarmente complesse. Indicatori quali quelli prodotti dalla Commissione europea forniscono per l’Italia valori confortanti, riflesso del passaggio del nostro sistema pensionistico a uno schema a ripartizione con contribuzione definita. Resta però necessario continuare a promuovere la previdenza complementare. Nel medio periodo, inoltre, l’azione di politica economica deve porsi l’obiettivo di una correzione dei saldi di bilancio, da attuarsi con decisione quando le condizioni macroeconomiche saranno più favorevoli. La questione cruciale resta, tuttavia, quella della crescita: il ritorno, dopo la crisi, a tassi di espansione stabili ed equilibrati consentirà anche di ridurre il peso del debito pubblico senza operare consolidamenti di bilancio eccessivamente onerosi.

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Covid shock, debito pensionistico e debito pubblico

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