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Asset opachi vs qualità dell’attivo: un confronto sulle determinanti delle esposizioni sovrane
di Niccolò Silicani

Nel presente lavoro proponiamo un’analisi con dati panel imperniata sulle determinanti delle esposizioni sovrane delle banche europee. Nella prima parte dell’elaborato analizziamo i possibili effetti della presenza di titoli pubblici nei portafogli delle banche sugli indici di liquidità e di performance. Le nostre risultanze mostrano che, considerando le banche con un’elevata incidenza di asset illiquidi (L2 e L3), esse presentano un indice di liquidità migliore se detengono una quota maggiore di titoli di debito sovrano. Di converso, comparando imprese bancarie con una significativa presenza di crediti deteriorati (NPL), quelle con un’esposizione nei confronti di titoli pubblici maggiore sembrano ottenere migliori performance reddituali.

Nella seconda parte della nostra indagine adottiamo un approccio di erente, concentrando l’attenzione sul livello di specializzazione dell’attività svolta dall’ente creditizio. Testiamo l’ipotesi che la domanda di titoli sovrani per le banche maggiormente esposte verso asset illiquidi sia in#uenzata positivamente dalla presenza di strumenti L2 e L3, mentre le esposizioni sovrane degli istituti caratterizzati da un modello di business tradizionale presentino una relazione positiva con il tasso di crescita degli NPL. Le nostre evidenze mostrano un possibile legame tra titoli di Stato, qualità dell’attivo e asset opachi. Per questo motivo, prima di discutere una riforma finalizzata a limitare i bond sovrani nei bilanci delle banche europee, sarebbe opportuno che il regolatore superasse le attuali asimmetrie regolamentari, formalizzando un piano congiunto orientato a ridurre sia i margini di discrezionalità nella conta- bilizzazione degli asset opachi che la mole di crediti deteriorati.

Il testo è tratto dall'articolo pubblicato su:

Asset opachi vs qualità dell’attivo: un confronto sulle determinanti delle esposizioni sovrane

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