Silvia Segnalini

Silvia Segnalini
Sapienza Università di Roma

Avvocato specializzato in diritto dell’arte e dei beni culturali, e docente universitario nell’Università Sapienza di Roma. Dopo una formazione come storica del diritto, comincia ad occuparsi di disciplina dei mercati dell’arte e del lusso. Da ultimo, sta dirigendo le sue ricerche scientifiche verso l’analisi dei meccanismi finanziari del mercato dell’arte.

Tra le sue pubblicazioni: “Art funds e gestione collettiva del risparmio” (Giappichelli 2016); “Dizionario giuridico dell’arte” (Skira 2010, in corso di aggiornamento), “Le leggi della moda” (Skira 2012).

Fintech | 26 Giugno 2018 | pdf

Il cd “sistema dell’arte” è una realtà decisamente consolidata, anche se nota soprattutto agli addetti ai lavori, dominata da regole scritte e ancor più da regole non scritte, che costituisce un vero e proprio sistema di potere – in grado di fare la differenza per la fortuna, e quindi le quotazioni, di un artista- con tutte le opacità che spesso caratterizzano i sistemi di potere: le stesse che forse hanno impedito finora alla finanza di avvicinarsi più decisamente al mondo dell’arte (pensiamo soprattutto agli art funds, sui quali cfr. per tutti: https://fchub.it/detail/news/art-funds-pronti-partenza-via ) considerato -per l’appunto -opaco, volatile, con troppi conflitti di interessi poco gestibili.

Mercato Finanziario | 27 Maggio 2015 | pdf

A seguito del completo recepimento della Direttiva AIFMD, c.d. Direttiva alternative, il quadro normativo sugli “art funds” appare oggi finalmente maturo anche nel nostro ordinamento.
A ben vedere dunque, la legislazione che disciplina i fondi d’arte si muove su una duplice direzione che accoglie, da un lato, la “detipizzazione” del sistema, in cui si è andato delineando una sorta di “archetipo” del fondo alternativo, dall’altro un modello di mercato di tipo privatistico anche se sottoposto alla vigilanza dell’autorità pubblica.

Mercato Finanziario | 30 Maggio 2014 | pdf

Si chiamano Art funds. Tra successi e insuccessi hanno più di un secolo. Ma sono poco conosciuti. Ora una nuova normativa ne ridefinisce i confini trasformando il “passion investment” in investimento razionale e strutturato

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