Giovanni Parrillo
Banche | 04-Apr-2017 | pdf

Le dimissioni del rappresentate Usa confermano la clamorosa battuta d’arresto su Basilea IV. La nuova proposta per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di credito è un tentativo molto importante per omogeneizzare e rendere più trasparenti i sistemi di rating; tuttavia non è priva di rischi e controindicazioni e rischia di imporre requisiti patrimoniali non facilmente compatibili con gli obiettivi di ripresa economica e finanziamento delle imprese. Pur non negando l’assoluta importanza di misurare i rischi, le distorsioni che possono derivare da un ulteriore incremento dei requisiti patrimoniali attraverso le modifiche proposte al sistema dei rating interni potrebbero superare i vantaggi attesi.

Silvano Carletti
Banche | 21-Mar-2017 | pdf

In Italia la relazione rimane molto stretta, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato. E le novità sono importanti. Non decisive tuttavia per garantire al nostro sistema economico un grado di resilienza adatto ad affrontare congiunture così negative come quella recente.

Zeno Rotondi
Banche | 20-Dec-2016 | pdf

Recentemente le banche svedesi hanno costituito oggetto di studio approfondito da parte del FMI e sono state considerate come benchmark da seguire per l’aggiustamento dei modelli di business delle banche europee.
Mentre le banche europee registravano in media ROE inferiori al 6%, ben al di sotto del costo del capitale stimato in media intorno al 9%, le banche svedesi registravano livelli di ROE sopra al 12%, nonostante i tassi di policy fossero addirittura diventati negativi in Svezia.
Come è possibile un tale gap di redditività? Il modello di business delle banche svedesi è esportabile nell’Area Euro e in Italia? Quali potrebbero essere le implicazioni del modello di business delle banche svedesi per l’efficienza e la stabilità del sistema bancario europeo qualora tale modello risultasse quello prevalente nel “new normal”?

Giorgio Di Giorgio
Banche | 19-Dec-2016 | pdf

In un contesto di generale difficoltà, che ha scosso l’iniziale ripresa della fiducia dei consumatori, nel 2016 il settore bancario italiano ha visto consolidarsi e aumentare le conclamate difficolta’ di alcune banche, sfociate in vere e proprie situazioni di emergenza e crisi, come nel caso delle banche venete e di MPS.
La ridotta profittabilità dell’intero sistema bancario, ancora molto concentrato sul modello tradizionale di intermediazione creditizia, che soffre della compressione nei tassi di interesse indotta dalla politica monetaria ultra espansiva, e la scarsa apertura alla digitalizzazione e all’affermarsi di nuovi canali distributivi meno costosi ha reso evidenti l’insostenibilita’ di reti sovradimensionate in termini di filiali e personale.
A tali fenomeni macro, che interessano in modo simile i sistemi bancari di tutta l’Europa, si è aggiunto il problema domestico di un livello eccessivo delle sofferenze e dei crediti deteriorati.
In questa situazione, per il sistema bancario italiano si prospetta un violento, ma rapido, processo evolutivo per traghettare il Paese verso la crescita economica.

Gloria Colantoni
Banche | 21-Nov-2016 | pdf

Il 19° aggiornamento delle Disposizioni di Vigilanza ha dato seguito all'iter di riforma del sistema del Credito Cooperativo che dovrà concludersi con la nascita dei Gruppi Bancari Cooperativi (GBC). Banca d'Italia entra nel complesso meccanismo di riforma, cercando di coniugare il rispetto del principio di mutualità e territorialità con l'esigenza di garantire solidità e stabilità al sistema del credito cooperativo.
Le disposizioni attuative fissano la normativa di dettaglio in merito ai requisiti minimi ed organizzativi, nonché al procedimento di costituzione ed adesione ai GBC, al contenuto minimo del “contratto di coesione” ed alle caratteristiche delle garanzie in solido.

Silvano Carletti
Banche | 25-Oct-2016 | pdf

Le banche tedesche versano in una condizione di evidente debolezza. Non tutte e non da oggi. La stampa economica dedica molto spazio alla temperatura segnata dal termometro, di volta in volta individuato nell’andamento dei corsi azionari, nella quotazione dei CDS, etc. Assai meno spazio viene dedicato alla diagnosi dei problemi profondi. Non facile è comunque indicare terapia e prognosi.

Silvano Carletti
Banche | 25-Jun-2016 | pdf

Malgrado gli straordinari interventi di politica monetaria, la dinamica economica si conferma insoddisfacente, a livello mondiale ma ancor più nell’area europea
Le possibili cause di questo andamento sono molteplici. Tra esse, molta attenzione viene dedicata a quella che fa riferimento al funzionamento del circuito finanziario, e in particolare alle difficoltà delle banche di significativa dimensione.
Esiste certamente una interazione tra insoddisfacente condizione delle banche e debole congiuntura economica, un circuito causa-effetto che sembrerebbe agire in entrambe le direzioni. Inoltre, sia nell’ambito macroeconomico che in quello bancario esistono nodi strutturali il cui superamento si sta dimostrando più difficile di quanto inizialmente pronosticato.
Due altri importanti punti fermi possono considerarsi acquisiti. In primo luogo, le difficoltà tanto di carattere economico quanto di natura bancaria sono di respiro globale ma la loro intensità risulta ampiamente maggiore nel caso europeo. In secondo luogo, nell’ambito bancario, esiste una specificità problematica che riguarda le banche di maggiori dimensione, un aspetto cui non è evidentemente estranea l’ampia riscrittura della regolamentazione internazionale avvenuta dopo lo scoppio della crisi del 2008-09.

Christopher O’Malley
Banche | 23-Mar-2016 | pdf

I comportamenti dei consumatori sono stati rivoluzionati dal rapido avanzamento della tecnologia e gli istituti finanziari si sono rapidamente trasformati per tenere il passo con questa evoluzione.
Dall’internet banking ai pagamenti tramite mobile, i modi in cui vengono forniti e usufruiti i servizi bancari guidano l'innovazione digitale.
Secondo KPMG, il mobile è già il canale bancario principale per la maggior parte delle banche dal punto di vista del volume delle transazioni e "il mobile banking si è evoluto da un semplice approccio reattivo, con servizi basati su SMS, verso offerte personalizzate di fascia alta, come i dispositivi wearable e le app biometriche”.
Come si traduce questo profondo cambiamento nell’infrastruttura IT, è possibile conciliare l’agilità che oggi il mercato richiede con la sicurezza e l’affidabilità?

Alfonso Parziale
Banche | 01-Feb-2016 | pdf

Italia ed Unione Europea hanno trovato un accordo per la gestione dei non-performing loans. Una notizia buona, anzi ottima, che probabilmente affronta una delle questioni di maggior rilievo emerse negli ultimi anni e dovrebbe aiutare le banche nostrane nel processo di “pulizia” dei propri bilanci. Lo Stato sosterrà le banche a condizioni di mercato assumendo, questa volta, un ruolo di “supplente” del settore privato.

Silvano Carletti
Banche | 19-Jan-2016 | pdf

Un recente rapporto dell’EBA ha messo in evidenza un complessivo miglioramento del sistema bancario europeo, che ha raggiunto un assetto più solido ed equilibrato.
In 11 paesi (tra essi, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Germania) le nuove risorse patrimoniali avrebbero superato quelle necessarie al semplice adeguamento dei coefficienti patrimoniali, lasciando spazio ad un aumento delle attività. Non mancano però paesi (tra essi, Austria, Belgio, Irlanda, Svezia e Ungheria e, anche se con un’intensità molto limitata, Francia e Italia) in cui al rafforzamento patrimoniale ha contribuito significativamente la contrazione dell’attività.
I rilevanti progressi realizzati sul piano patrimoniale autorizzano un prudente ottimismo sulle prospettive del sistema bancario europeo. Non sono poche, però, le zone d’ombra, tra l’effetto negativo sui margini bancari della discesa in territorio negativo di larga parte dei rendimenti finanziari.

Sergio Lugaresi
Banche | 05-Jan-2016 | pdf

Per la gestione delle crisi bancarie la Bank Recovery and Resolution Directory (BRRD) ha introdotto un sistema di ripartizione delle perdite tra azionisti e creditori in modo da ridurre i rischi per i contribuenti (il cosiddetto bail-in).
Il bail-in è strettamente legato al Resolution Planning. Una volta che l’autorità di supervisione (nell’Unione Bancaria la BCE) abbia dichiarato lo stato di crisi irreversibile di una banca, l’autorità di risoluzione propone un Piano di Risoluzione (PR) sulla base di un Piano già predisposto in base a criteri generali stabiliti nella BRRD. Il Piano di Risoluzione deve essere approvato dalla Commissione Europea entro 24 ore. L’idea sottostante è che l’autorità di risoluzione, sulla base del PR e con gli strumenti a disposizione (soprattutto il bail-in), possa risolvere la banca nel giro di un week-end (quando i mercati sono chiusi).
Questi strumenti manifesteranno la propria efficacia anche quando verranno messi alla prova di una vera crisi bancaria sistemica?

Silvano Carletti
Banche | 17-Sep-2015 | pdf

Negli ultimi due anni il sistema bancario spagnolo ha registrato un importante aumento degli utili grazie anche alla favorevole congiuntura economica. La crescita è stata tale da indurre Moody’s a rivedere la sua opinione su 20 importanti istituti di credito spagnoli stabilendo (raccolta depositi) 12 e 5 upgrading, rispettivamente, sul lungo e sul breve termine.
A pensare che solo tre anni fa il sistema bancario spagnolo è stato salvato da un imponente intervento finanziato dall’Europa, ci si chiede come sia stata possibile una ripresa così rapida. All’osservatore attento però non sfugge che si sia trattato di un “congelamento”, non già di una risoluzione, dei più gravi focolai di crisi: banche nazionalizzate e non ancora riprivatizzate, foreclosed assets di dubbia liquidabilità ma soprattutto un rapporto fra circuito creditizio e mercato immobiliare non ancora normalizzato.

Simona D'Amico
Banche | 23-Jul-2015 | pdf

Il riposizionamento della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ha da poco rinnovato la sua brand identity, fornisce lo spunto per una riflessione sul ruolo del marketing nel settore bancario.
Per lungo tempo l’impresa bancaria ha considerato il marketing una funzione assolutamente secondaria rispetto alle altre, forte com’era della convinzione che fossero sufficienti le competenze tecnico-specialistiche per avere successo.
Un orientamento al “prodotto”, questo, che ha mostrato tutta la sua fragilità durante la recente crisi finanziaria, quando è crollata la reputazione dei più noti Gruppi bancari e si è acquisita la consapevolezza che, per sopravvivere nel lungo periodo, occorre porre il cliente al centro delle scelte strategiche e commerciali implementate.

Silvano Carletti
Banche | 19-Jul-2015 | pdf

Una condizione economica favorevole può nascondere la debolezza del sistema bancario: ne sono la dimostrazione l’Austria e il Regno Unito.
Il sistema bancario austriaco è sovradimensionato, ha un’ampia esposizione verso l’Est Europa ed ha subito grosse perdite per effetto del realizzarsi del rischio di cambio relativo ai prestiti denominati in valuta estera.
Il Regno Unito ha un sistema bancario ancora convalescente dalla crisi internazionale del 2008-09. Nel complesso gli interventi pubblici di ricapitalizzazione del sistema bancario hanno superato i 110 miliardi di sterline, un impegno che ha contribuito non poco all’accresciuta importanza del problema del debito pubblico nel Regno Unito.
Tutti i principali gruppi bancari inglesi sono impegnati in complessi processi di ristrutturazione, secondo strategie di rilancio basate sui seguenti elementi: i) rifocalizzazione sul mercato domestico, ii) con conseguente ridimensionamento della proiezione internazionale, iii) nell’ambito di una significativa diminuzione dello stato patrimoniale; nel portafoglio attività iv) accresciuta preferenza per il profilo di banca commerciale e v) parallelo disimpegno dall’attività di intermediazione nel mercato finanziario globale.

Giuseppe Leonardo Carriero
Banche | 08-Jun-2015 | pdf

In Europa la disciplina civilistica dell’usura non è armonizzata. Se alcuni paesi sono del tutto privi
di restrizioni ai tassi d’interesse praticati dagli intermediari creditizi; altri individuano un tasso
soglia rilevante nei rapporti tra privati e diverse conseguenze a fronte della relativa violazione.
Negli U.S.A, fin dalla metà dell’ottocento, è in essere una consolidata regolazione dell’interesse
usurario tesa alla tutela della parte debole dei contratti di finanziamento. Tale disciplina fa registrare
continui aggiustamenti nel suo perimetro di applicazione tanto soggettivo quanto oggettivo.
In Italia, la disciplina applicativa dell’usura sconta, sotto il versante civilistico, importanti
scostamenti indotti dal più generale assetto normativo che regola il “secondo” contratto o,
equivalentemente, il contratto del consumatore.
In particolare, è nota la divergenza tra Cassazione e Arbitro Bancario Finanziario sulla rilevanza
degli interessi moratori ai fini della valutazione di usurarietà del prestito. La Cassazione riconosce
l’idoneità anche di questi interessi ad essere calcolati per la valutazione dello sforamento del tasso
soglia mentre l’Arbitro Bancario Finanziario ne esclude l’idoneità.
In attesa di un eventuale intervento del legislatore domestico, è auspicabile un compiuto dialogo tra
tribunali, Arbitro Bancario Finanziario e dottrina al fine di individuare soluzioni stabili e non
distanti da altre similari realtà economiche.

Filippo Fiordiponti
Banche | 05-Jun-2015 | pdf

La riforma delle banche popolari introduce un indicatore quantitativo quale discriminante per regolare la possibilità di esercizio dell’attività creditizia per il modello «popolare» (sul punto l’intervento di Ferri su FCHub).
Il metodo adottato, basato su un numero di sintesi (con individuazione non motivata), appare
insufficiente a spiegare l’esigenza di una trasformazione delle banche popolari in società per azioni.
È discutibile elevare un numero ad indicatore di adeguatezza della forma societaria laddove, per
quanto la dimensione dell’attivo sia di sicuro un indicatore di complessità, non è il solo.
Secondo il ragionamento del legislatore sembrerebbe quasi che la mutualità si manifesti appena
sotto gli otto miliardi, per scomparire oltre questo limite.

Giovanni Ferri
Banche | 06-Mar-2015 | pdf

Il decreto sulle banche popolari, che prevede la trasformazione delle banche popolari, con un patrimonio superiore agli 8 miliardi, in società per azioni, inciderà sul modello di business degli istituti di credito interessati, che ridurranno la loro capacità di finanziamento di famiglie e piccole imprese

Chiara Petronzio
Banche | 06-Feb-2015 | pdf

Il governo punta a scardinare l’assetto proprietario delle maggiori banche popolari costringendole a trasformarsi in spa. E trova l’opposizione dell’associazione di categoria

Anna Maria Bentivegna
Banche | 16-Dec-2014 | pdf

Dalla Banca d’Italia nuove norme su remunerazioni e incentivi negli istituti di credito. Per adeguarsi a regole e meccanismi di vigilanza comunitari. Così variano struttura della remunerazione, ruolo dell’assemblea e retribuzioni. Secondo un principio di proporzionalità che distingue su scala banche e compensi del personale

Silvano Carletti
Banche | 18-Nov-2014 | pdf

La prova degli stress test si è conclusa. E il patrimonio delle banche italiane ha superato l’esame della Bce. Salvo due eccezioni. Che non giustificano tuttavia il pessimismo ancora diffuso