Giuseppe Zito

Banca d'Italia - LUISS CASMEF

Lavora in Banca d’Italia nel Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria. Ha trascorso periodi di lavoro presso la Banca Centrale Europea e presso altre Banche Centrali dell’area Euro.

Laureato alla LUISS Guido Carli, ha iniziato la sua carriera in Banca Nazionale del Lavoro, dove ha ricoperto diversi incarichi nella Divisione Corporate.

È membro del Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari (CASMEF) della LUISS e collabora con seminari ed interventi al corso di Economia Monetaria e Creditizia della stessa università.

I suoi interessi di studio e di ricerca riguardano la politica monetaria, l’economia politica, la regolamentazione degli intermediari finanziari.

Articoli pubblicati su FCHub:

Regolazione | 13-Nov-2017 | pdf

Il perno della moderna regolamentazione finanziaria sulle banche è il concetto di capital ratio: il rapporto tra una misura del capitale regolamentare e il volume delle attività ponderate per il rischio (Risk Weighted Assets - RWA). Esso non è l’unica misura possibile per valutare lo stato di salute di una banca. E, infatti, su questo punto si sta allargando il divario tra USA ed Europa nell’applicazione delle regole, in quanto, a differenza dei sistemi europei, i primi tendono a concentrarsi principalmente su una misura non RWA-based, quale, per esempio, un indice di leva finanziaria.
Gran parte dell’accordo di “Basilea 3” è dedicato alle regole per la stima degli RWA, che sono il risultato di una formula assai complicata. La complessità delle regole accresce il rischio di arbitraggi regolamentari e di azzardo morale, generando l’incentivo all’assunzione di rischi maggiori di quelli effettivamente catturati dalla formula degli RWA o all’ottimizzazione degli RWA volta a minimizzare l’assorbimento di capitale, mettendo così a rischio il cosiddetto level playing field.
L’avvio del Meccanismo Unico di Vigilanza in ambito europeo sta contribuendo senz’altro a uniformare la vigilanza sui principali gruppi bancari europei ma resta il problema della complessità delle regole e della difficile applicazione delle stesse. Come evidenziato più volte dallo stesso Governatore della Banca d’Italia, la valutazione e l’analisi dei criteri e dei modelli utilizzati dalle banche per calcolare gli RWA resta una delle principali sfide per il futuro della Vigilanza prudenziale, nonché uno dei punti più controversi e dibattuti sul tavolo di Basilea, nelle discussioni ad oggi in corso per l’approvazione del nuovo accordo sul capitale delle banche (cd. Basilea 4).

Politica Economica | 10-Jul-2015 | pdf

Gli avvenimenti che nelle ultime settimane stanno interessando la Grecia mostrano un’Ευρώπη che, lungi dall’implementare compiuti meccanismi di solidarietà tra i paesi, troppo spesso è arroccata su rigide ed inefficaci posizioni volte ad applicare tra stati nazionali le regole dei rapporti di debito/credito tipici di una transazione tra privati.
Il caso della Grecia sta mettendo in luce la debolezza dell’Ευρώπη che, se vuol sopravvivere, non soltanto dovrà provvedere all’immediato salvataggio della Grecia, ma dovrà anche impegnarsi a costruire meccanismi solidaristici che possano davvero fare in modo che le economie forti supportino le più deboli.

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