Silvano Carletti

Da oltre trenta anni al Servizio Studi di una maggiori gruppi bancari italiani con l'incarico di monitorare le problematiche del credito in Italia e nei maggiori paesi avanzati.


Nel suo percorso di formazione professionale l'Istituto Adriano Olivetti (ISTAO, Ancona), la University of Pennsylvania (Filadelfia, Stati Uniti) e l'Institute of International Finance (IIF, Washington DC, Stati Uniti).

Articoli pubblicati su FCHub:

Banche | 03-Nov-2017 | pdf

Numerosi osservatori italiani ritengono che la Spagna stia raccogliendo i frutti di molti interventi di riforma completati negli anni delle crisi (quella del 2008-09 e poi quella del debito sovrano nel 2012), interventi invece non realizzati (o depotenziati) in Italia. Chi formula questa valutazione appare decisamente colpito dalla recente brillante performance macroeconomica. Al tempo stesso però non coglie l’ancora non risolto problema del risanamento del circuito bancario, obiettivo che gli eventi recenti hanno di nuovo dimostrato non essere stato affatto raggiunto.

Banche | 14-Aug-2017 | pdf

L’ampio e inevitabile processo di ristrutturazione del sistema bancario europeo non sembra troppo lontano dalla sua conclusione. Il ridimensionamento degli aggregati contabili e delle strutture avvenuto in questi anni è stato decisamente intenso. L’ondata di operazioni di M&A da molti pronosticata non si è però verificata.

Politica Economica | 19-Apr-2017 | pdf

La decisione della Federal Reserve americana di rivedere al rialzo i tassi di riferimento lascia intravedere una nuova fase nella congiuntura economico-finanziaria internazionale. L’impatto della decisione della Fed è in ampia misura legato alle scelte delle altre banche centrali e in particolare della Bce, i cui passi devono considerare uno scenario interno molto complesso e differenziato.

Banche | 21-Mar-2017 | pdf

In Italia la relazione rimane molto stretta, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato. E le novità sono importanti. Non decisive tuttavia per garantire al nostro sistema economico un grado di resilienza adatto ad affrontare congiunture così negative come quella recente.

Politica Economica | 08-Dec-2016 | pdf

È possibile che la Brexit evidenzi ulteriormente aspetti di debolezza dell’attuale costruzione europea. È però decisamente più alta la probabilità che penalizzi le prospettive economico-finanziarie del Regno Unito. Gli elementi per ora a disposizione sembrano decisamente orientati in questa direzione.

Banche | 25-Oct-2016 | pdf

Le banche tedesche versano in una condizione di evidente debolezza. Non tutte e non da oggi. La stampa economica dedica molto spazio alla temperatura segnata dal termometro, di volta in volta individuato nell’andamento dei corsi azionari, nella quotazione dei CDS, etc. Assai meno spazio viene dedicato alla diagnosi dei problemi profondi. Non facile è comunque indicare terapia e prognosi.

Politica Economica | 25-Jul-2016 | pdf

Una larga parte del circuito finanziario internazionale è da tempo caratterizzata da tassi d’interesse negativi. Questo scenario ha assunto una dimensione veramente internazionale da quando (giugno 2014) la Bce ha posizionato in territorio negativo il tasso corrisposto sui depositi overnight. Più recentemente (febbraio 2016) anche il Giappone ha condiviso questa posizione. Tra i paesi che non hanno adottato tassi monetari negativi ci sono gli Stati Uniti.
Combinandosi con le politiche di Quantitative Easing i rendimenti negativi dominano una parte significativa del mercato globale dei titoli pubblici ($11 trilioni a fine giugno, con la prospettiva di ulteriore incremento).
La politica monetaria accomodante crea un temporaneo disincentivo per il risparmio e al contempo stimola fortemente gli investimenti; ma questo sforzo produce pochi risultati se non si individuano programmi di spesa produttiva.

Banche | 25-Jun-2016 | pdf

Malgrado gli straordinari interventi di politica monetaria, la dinamica economica si conferma insoddisfacente, a livello mondiale ma ancor più nell’area europea
Le possibili cause di questo andamento sono molteplici. Tra esse, molta attenzione viene dedicata a quella che fa riferimento al funzionamento del circuito finanziario, e in particolare alle difficoltà delle banche di significativa dimensione.
Esiste certamente una interazione tra insoddisfacente condizione delle banche e debole congiuntura economica, un circuito causa-effetto che sembrerebbe agire in entrambe le direzioni. Inoltre, sia nell’ambito macroeconomico che in quello bancario esistono nodi strutturali il cui superamento si sta dimostrando più difficile di quanto inizialmente pronosticato.
Due altri importanti punti fermi possono considerarsi acquisiti. In primo luogo, le difficoltà tanto di carattere economico quanto di natura bancaria sono di respiro globale ma la loro intensità risulta ampiamente maggiore nel caso europeo. In secondo luogo, nell’ambito bancario, esiste una specificità problematica che riguarda le banche di maggiori dimensione, un aspetto cui non è evidentemente estranea l’ampia riscrittura della regolamentazione internazionale avvenuta dopo lo scoppio della crisi del 2008-09.

Politica Economica | 11-Apr-2016 | pdf

La violenta tempesta economico-finanziaria che per circa sei anni ha investito il nostro Paese ha provocato l’espulsione dal circuito produttivo (fallimento, procedura concorsuale non fallimentare, liquidazione volontaria) di circa un quinto delle PMI attive nel 2007. A quelle che sono riuscite ad attraversare un periodo così difficile il contesto attuale (graduale miglioramento della congiuntura economica e condizioni finanziarie particolarmente accomodanti) offre l’opportunità per attenuare la fragilità finanziaria evidenziatasi durante gli anni della crisi.
Nel prossimo futuro la dialettica competitiva tra canale bancario e mercato dei titoli dipenderà in misura non secondaria anche dalle ricadute delle decisioni assunte dalla Bce il 10 marzo scorso.
Novità si scorgono sia sul versante della dotazione patrimoniale, sia per quanto riguarda il profilo dell’indebitamento. Nel complesso, però, la dimensione del problema sembra poco mutata.

Banche | 19-Jan-2016 | pdf

Un recente rapporto dell’EBA ha messo in evidenza un complessivo miglioramento del sistema bancario europeo, che ha raggiunto un assetto più solido ed equilibrato.
In 11 paesi (tra essi, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Germania) le nuove risorse patrimoniali avrebbero superato quelle necessarie al semplice adeguamento dei coefficienti patrimoniali, lasciando spazio ad un aumento delle attività. Non mancano però paesi (tra essi, Austria, Belgio, Irlanda, Svezia e Ungheria e, anche se con un’intensità molto limitata, Francia e Italia) in cui al rafforzamento patrimoniale ha contribuito significativamente la contrazione dell’attività.
I rilevanti progressi realizzati sul piano patrimoniale autorizzano un prudente ottimismo sulle prospettive del sistema bancario europeo. Non sono poche, però, le zone d’ombra, tra l’effetto negativo sui margini bancari della discesa in territorio negativo di larga parte dei rendimenti finanziari.

Politica Economica | 02-Dec-2015 | pdf

Nei suoi primi cinque appuntamenti (l’ultimo a fine settembre 2015) il Targeted Longer-Term Refinancing Operations: (TLTRO) ha messo a disposizione del sistema bancario europeo 400 miliardi di euro, dei quali 111 miliardi affluiti alle banche italiane. L’ammontare di risorse aggiuntive effettivamente immesso nel circuito bancario è tuttavia inferiore a questi due importi poiché una parte dei nuovi fondi è servita a rimborsare precedenti finanziamenti della Bce. Da parte sua, il Quantitative Easing:, arrivato all’ottavo mese, ha prodotto evidenti riflessi per le attività economiche, indebolendo il rapporto di cambio dell’euro e spingendo al ribasso l’intera struttura dei rendimenti finanziari.
Uno degli aspetti su cui è opportuno concentrarsi riguarda l’impatto degli interventi espansivi della Bce sul finanziamento delle imprese italiane, con riferimento non solo al circuito bancario ma anche a quello extra-bancario.

Banche | 17-Sep-2015 | pdf

Negli ultimi due anni il sistema bancario spagnolo ha registrato un importante aumento degli utili grazie anche alla favorevole congiuntura economica. La crescita è stata tale da indurre Moody’s a rivedere la sua opinione su 20 importanti istituti di credito spagnoli stabilendo (raccolta depositi) 12 e 5 upgrading, rispettivamente, sul lungo e sul breve termine.
A pensare che solo tre anni fa il sistema bancario spagnolo è stato salvato da un imponente intervento finanziato dall’Europa, ci si chiede come sia stata possibile una ripresa così rapida. All’osservatore attento però non sfugge che si sia trattato di un “congelamento”, non già di una risoluzione, dei più gravi focolai di crisi: banche nazionalizzate e non ancora riprivatizzate, foreclosed assets di dubbia liquidabilità ma soprattutto un rapporto fra circuito creditizio e mercato immobiliare non ancora normalizzato.

Banche | 19-Jul-2015 | pdf

Una condizione economica favorevole può nascondere la debolezza del sistema bancario: ne sono la dimostrazione l’Austria e il Regno Unito.
Il sistema bancario austriaco è sovradimensionato, ha un’ampia esposizione verso l’Est Europa ed ha subito grosse perdite per effetto del realizzarsi del rischio di cambio relativo ai prestiti denominati in valuta estera.
Il Regno Unito ha un sistema bancario ancora convalescente dalla crisi internazionale del 2008-09. Nel complesso gli interventi pubblici di ricapitalizzazione del sistema bancario hanno superato i 110 miliardi di sterline, un impegno che ha contribuito non poco all’accresciuta importanza del problema del debito pubblico nel Regno Unito.
Tutti i principali gruppi bancari inglesi sono impegnati in complessi processi di ristrutturazione, secondo strategie di rilancio basate sui seguenti elementi: i) rifocalizzazione sul mercato domestico, ii) con conseguente ridimensionamento della proiezione internazionale, iii) nell’ambito di una significativa diminuzione dello stato patrimoniale; nel portafoglio attività iv) accresciuta preferenza per il profilo di banca commerciale e v) parallelo disimpegno dall’attività di intermediazione nel mercato finanziario globale.

Banche | 23-Feb-2015 | pdf

Ogni tanto si sente ripetere che saranno le non-banche a prevalere nell’intermediazione creditizia. Ma i dati dicono altro. E il futuro del banking without banks sembra sempre più lontano

Banche | 18-Nov-2014 | pdf

La prova degli stress test si è conclusa. E il patrimonio delle banche italiane ha superato l’esame della Bce. Salvo due eccezioni. Che non giustificano tuttavia il pessimismo ancora diffuso

Politica Economica | 28-Oct-2014 | pdf

Elevate riserve liquide delle imprese rendono sterili gli interventi espansivi di politica monetaria. A rilevarlo recenti studi condotti da istituzioni private. Che mostrano come soprattutto i gruppi americani siano inclini al fenomeno. Talvolta per prudenza, talaltra per sottrarsi alla tassazione

Banche | 11-Jul-2014 | pdf

L’emergenza si può considerare finita. Ma in Germania i bilanci dei gruppi bancari registrano forti riduzioni dell’attivo e una redditività poco soddisfacente. Pesano i bassi rendimenti e la pesante struttura dei costi

Banche | 19-Jun-2014 | pdf

Per aumentare il credito alle imprese e rilanciare la domanda interna, la Bce rilancia le operazioni di rifinanziamento di lungo termine. Che si aggiungono ad altri strumenti come le immissioni settimanali di liquidità. Così per i banchieri è arrivato il momento di importanti decisioni sulla composizione del funding e degli impieghi

Banche | 01-Jun-2014 | pdf

La vigilanza unica è un passo avanti. Ma l'integrazione del mercato resta al palo. Come dimostra questa sorprendente analisi dei dati Bce sulle operazioni cross border

Banche | 02-Apr-2014 | pdf

La borsa ha apprezzato la forte svalutazione dei crediti. Ma la rete distributiva è da ridimensionare, senza poter cedere sportelli per assenza di compratori. Con ricadute significative su personale e immobili. Poi ci sono i titoli illiquidi, finiti sotto la lente della Bce. Per le due maggiori banche italiane gli esami non sono ancora finiti

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