Enrico Maria Cervellati

Università Ca’ Foscari Venezia

È Professore Associato di Finanza aziendale presso il Dipartimento di Management dell'Università Ca' Foscari di Venezia. In precedenza è stato Ricercatore di Finanza aziendale all'Università di Bologna, docente del corso di Corporate Finance alla Johns Hopkins School di Bologna, Professore a contratto di Corporate Finance presso il Dipartimento di Economia e Finanza e Professore a contratto di Finanza Comportamentale all'Università di Tor Vergata e alla John Cabot University di Roma.

Laureato in Economia Politica a Bologna, ha conseguito il Master of science in Economics (ad Ancona) e in Finance (al Birkberck College-University of London) e il Dottorato in Economia Politica all'Università Politecnica delle Marche.

È affiliato ai seguenti enti di ricerca: Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari (CASMEF) LUISS; Centro Studi di Banca e Finanza (CEFIN) Università di Modena e Reggio Emilia; Osservatorio Bitcoin LUISS; Reggio Emilia Behavioral and Experimental Laboratory (R.E.B.E.L.) - Laboratorio di Studi Comportamentali e Sperimentali di Reggio Emilia.

Ha scritto numerosi libri, articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali, tra cui: Cervellati E. M., Pattono, A. (2017) Investire con testa e cuore. Come conciliare ragione e sentiment per decisioni di investimento migliori, Franco Angeli editore; Cervellati E. M. (2015) Financial Regulation & Supervision in Europe. How Banks, Insurers and Securities Markets are supervised at European level and in Member Countries, Virtus Interpress, Sumy, Ukraine; Cervellati E. M. (2012) Finanza comportamentale e investimenti. Oltre l’approccio tradizionale per comprendere gli investitori, McGraw-Hill Italy, Milano.

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News | 09-Oct-2017

Richard Thaler è considerato il primo economista comportamentale moderno. Sì, “moderno” perché l’economia alle origini era comportamentale, cioè considerava
i condizionamenti psicologici degli individui, in quanto scienza sociale. Negli anni Settanta l’economia e la finanza hanno cercato di assurgere
alle scienze esatte, diventando sempre più quantitative tramite l’ipotesi di individui perfettamente razionali e onniscienti e di mercati efficienti.
Paradossalmente, degli stessi anni sono i primi lavori di Daniel Kahneman, lo psicologo considerato padre dell’approccio comportamentale e premio
Nobel per l’economia nel 2002. Questo secondo Nobel all’economia comportamentale – forse il terzo se si aggiunge quello a Herbert Simon che per
primo ha introdotto il concetto di “razionalità limitata” – segna un’importante affermazione di questo approccio e al tempo stesso una sua evoluzione.

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