Sostegno alle Pmi: perché il sistema britannico è più efficace del nostro

di Gianfranco A. Vento e Paolo Agnese

Oggi le banche non hanno più alcuna convenienza a ottenere la garanzia dei Confidi, al fine di ridurre i propri accantonamenti patrimoniali. Ciò potrebbe determinare una situazione di “spiazzamento” per i Confidi, in quanto lebanche possono ottenere il medesimo beneficio chiedendo al Fondo una garanzia diretta sul singolo finanziamento.

Tutto ciò conduce ad una inevitabile riflessione sul futuro delle garanzie creditizie per le Pmi in Italia. In questo quadro, può risultare interessante l'analisi di altri schemi di garanzia a copertura dei crediti a favore delle Pmi, in particolare quello britannico, in cui i prestatori di garanzia privati

sono assenti e si è in presenza di un sostanziale monopolio pubblico.

Da tale analisi emerge, tra l’altro, che la Gran Bretagna si colloca all’ultimo posto, tra i Paesi esaminati dall’Ocse, in termini di rapporto tra crediti garantiti e Pil. Tuttavia, l’andamento dei fallimenti fatto registrare negli ultimi anni dalle imprese del Regno Unito è migliore rispetto alla mediana degli altri Paesi considerati.

Resta dunque aperto un interrogativo: se e in quale misura sistemi di garanzia basati su una rete diffusa e capillare di intermediari – come quello italiano – siano in grado di creare un reale valore aggiunto per le banche e per le Pmi rispetto a un contesto in cui i prestatori di garanzia privati sono assenti e si registra un sostanziale monopolio pubblico.

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