Le regole della Bce per gestire i Non performing loans

di Marco Giannantonio

Negli ultimi 18-24 mesi i temi legati alla crisi del settore bancario europeo hanno pesantemente caratterizzato l’attualità economica e, fra i vari hot topics, la gestione dello stock di crediti deteriorati è stato un argomento oggetto di forte dibattito - sia su scala europea che italiana - fra politici, regulator, accademici, banchieri e professionisti a vario titolo coinvolti (es. manager bancari, consulenti, sindaci, revisori dei conti, ecc.).

In tale quadro, la Banca Centrale Europea ha pubblicato il 20 marzo 2017 la “Guidance to banks on non-performing loans” contenente linee guida non vincolanti in ambito credito deteriorato destinate alle banche “significant”. Il documento in esame costituisce una “monografia” della BCE e tocca puntualmente tutti gli ambiti oggetto di intervento per garantire il presidio dell’intero ciclo di vita del credito in quanto effettua una forte opera di moral suasion sulle banche affinché ripensino, re-ingegnerizzino e rendano più efficiente il modello di gestione dei non performingloans in chiave evoluta e proattiva.

Gli effetti per le banche italiane sono tutt’altro che banali in quanto tali linee guida richiedono di standardizzare ed industrializzare prassi operative, logiche e metodologie sottostanti la gestione dei NPLs mediante l’esplicitazione e la successiva formalizzazione sia di una strategia per la gestione delle partite deteriorate (c.d. asset strategy template) che di piani operativi (c.d. operational plan) al fine di diminuire l’attuale consistenza degli stock in essere nel medio termine.

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