Investimenti a impatto sociale: proposta per valutarne la performancenei bilanci bancari

di Helen Chiappini

Le banche stanno mostrando un’attenzione crescente verso la responsabilità sociale e i social impact investment (SII). I SII hanno l’obiettivo di perseguire un impatto sociale misurabile e un ritorno finanziario. Cioè combinano l’obiettivo filantropico con aspetti decisionali più propriamente finanziari, impiegano i capitali in modo più efficace rispetto alla filantropia e creano un effetto leva.

L’intermediazione delle banche è considerata un fattore chiave per lo sviluppo del mercato dell’investimento ad impatto sociale. Tuttavia, per poter operare in tale mercato, senza ledere il vincolo della “sana e prudente gestione”, gli operatori bancari necessitano di strumenti atti alla valutazione della performance.

Tra i modelli di misurazione si rileva il Social Return on Investment (SROI), sviluppato a partire dal 1996, con l’obiettivo di misurare il ritorno di un investimento in ragione del beneficio sociale monetizzato, ovvero del valore socio-economico. La lettura dello SROI è similare a quella del più tradizionale Return on Investment (ROI), in quanto il risultato dell’indice evidenzia il ritorno generato da ogni euro di investimento, con la differenza che, nel caso dello SROI, il ritorno è di tipo socio-economico e non puramente economico come per il ROI.

Altri modelli di misurazione sono stati sviluppati in tempi più recenti. Si tratta, in particolare, dell’Impact Reporting and Investment Standard. Tale standard contiene una raccolta di indicatori – suddivisi per tipologia di impatto – che rappresentano più misure di “output”, piuttosto che di “outcome” e “impact”. Altre linee guida sono state prodotte da un panel di esperti e practitioner internazionali riuniti nella Global Reporting Initiatives (GRI). Tali Linee guida non sembrano essere completamente in grado di descrivere il “cambiamento” che si verifica nell’ambiente circostante. Per citare un esempio: il GRI richiede una disclosure sull’emissione di agenti inquinanti, ma non sull’effetto che questi generano sulla popolazione e sulle finanze pubbliche. Ciò probabilmente testimonia che a differenti definizioni di “impatto sociale” corrispondono classificazioni più o meno severe di tool e metodologie di misurazione.

L’obiettivo di questo lavoro è quello di effettuare una tassonomia delle attività impact-oriented e di costruire degli indicatori che consentano di valutare questo segmento di business, mutuando l’impianto metodologico dalla tradizionale analisi della performance bancaria.

Il testo è tratto dall'articolo pubblicato su:
vai all'articolo acquista il fascicolo

I nostri Partner

Banca Profilo
Cnpdac
Deutsche Bank Asset Management
Eurovita
EY
Mercer
Oasi

I più letti di marzo:

Raffaele Lener Luigi Rizzi Alfonso Parziale Maria Elena Salerno Daniela Sciullo Carloalberto Giusti Alfonso Parziale ON

Siamo anche:

logo Rivista Bancaria logo Editrice Minerva Bancaria logo Collana MOA logo Economia Italiana