Il tasso di default delle imprese scende. Ecco l’outlook di Crif Ratings

di Davide Tommaso e Fabiana Marinelli

Migliora la rischiosità delle imprese non finanziarie italiane; è questo quanto emerge dalla riduzione dei tassi di default rilevati da CRIF Ratings che considerano sia i ritardi sui pagamenti e sui rimborsi bancari che le procedure di insolvenza e pregiudizievoli. A dicembre 2016, il tasso di default si è attestato al 4,3%, in lieve calo rispetto al 4,4% di settembre 2016; calo molto più evidente se raffrontato al dato di dicembre 2015 (5,3%).

L’Outlook per il biennio 2017-2018 è Stabile. CRIF Ratings ritiene che nel medio termine il tasso di default si assesterà intorno al 4%. In particolare, l’Agenzia anticipa che dopo il 4,3% del 4Q16 si assisterà a un’ulteriore riduzione della rischiosità finanziaria delle imprese italiane nei primi due trimestri del 2017 e una progressiva stabilizzazione dal 2018 al di sotto dei livelli pre-crisi (tasso di default tra il 5% e il 6% nel biennio 2007-2008).

A livello settoriale, risulta evidente come la riduzione dei default registrata tra dicembre 2016 e fine 2015 abbia trasversalmente coinvolto l’intera struttura produttiva nazionale, con maggiore intensità nei comparti delle Costruzioni, dei Trasporti e della Manifattura Leggera. Restringendo il campo di analisi all’ultimo trimestre disponibile, emerge come il calo rilevato tra il 4Q16 e il 3Q16 sia imputabile solo ad alcuni specifici settori ossia: Costruzioni, Trasporti, Utilities, Manifattura e ICT.

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