I project bond finora sono stati sottutilizzati. Eppure sono una leva per il rilancio delle infrastrutture. A patto che si riformino così.

di Francesco Baldi

L’articolo tratta dei project bonds (PB) quale forma innovativa di capitale di debito per il finanziamento degli investimenti in infrastrutture, muovendo da una rassegna della letteratura italiana su dette tipologie di obbligazioni e da un esame degli elementi distintivi ad esse assegnati dalla disciplina del 2012-2014.

È poi condotta un’analisi comparativa (di tipo empirico) tra le emissioni di PB realizzate nel mercato domestico e quelle condotte nei mercati internazionali nel periodo 2000-2016, avendo riguardo a numerosità, volumi e caratteristiche (es. settoriali).

Viene inoltre descritto il meccanismo di miglioramento del merito di credito degli emittenti disegnato dalla European Investment Bank con lo scopo di favorire gli impieghi di capitale istituzionale per il finanziamento degli investimenti infrastrutturali nell’Unione Europea. Il lavoro si conclude fornendo indicazioni al policy- maker per rimuovere le criticità che hanno finora ritardato il pieno sviluppo del mercato italiano dei PB.

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