I controlli di secondo livello sul credito: recenti mutamenti e implicazioni operative per le banche locali

di Federico Beltrame e Lamberto Masutti

Il XV aggiornamento della Circolare Banca d’Italia n. 263 del 2 luglio 2013 ha comportato una rivisitazione delle mansioni attribuibili al risk manager, con una conseguente ridefinizione del suo ruolo nell’ambito dell’attività di monitoraggio cui è deputato.

Prima delle recenti modifiche in tema di attività deteriorata, esistevano le seguenti classificazioni: i crediti in bonis, i crediti scaduti e deteriorati, gli incagli, le sofferenze e i crediti ristrutturati. Ora ne sono presenti quattro: i crediti in bonis, i crediti scaduti e deteriorati, le inadempienze probabili e le sofferenze. Questa nuova classificazione e le ultime novità in materia di procedure concorsuali comportano una serie di implicazioni nel monitoraggio e nell'analisi delle posizioni da parte dell'intermediario.

Spetta al risk managercontrollare che non vi siano mancanze nel processo di monitoraggio, mediante l’analisi del portafoglio creditizio complessivo o di porzioni di esso. Inoltre è necessario che egli valuti la coerenza delle classificazioni e la congruità degli accantonamenti. Nel lavoro si propongono dei criteri di segmentazione del portafoglio e un metodo per valutare gli accantonamenti.

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