Conosci le sofferenze e migliora i processi, primo comandamento della Banca d'Italia

di Marco Giannantonio

Nel 2016 la Banca d’Italia ha introdotto la rilevazione statistica delle esposizioni in sofferenza con l’obiettivo di indurre le banche ad accrescere il patrimonio informativo quale condizione propedeutica alla massimizzazione del recupero delle partite a sofferenza.
L’intervento può quindi essere letto secondo una duplice chiave di lettura: da un lato, può esser visto come un intervento introdotto per innescare un circolo virtuoso di adeguamenti su processi, competenze e procedure IT nelle banche italiane (chiave di lettura “micro”); dall’altro lato, si può considerare un intervento per contribuire a catalizzare lo smaltimento dell’ingente stock di credito deteriorato nell’ottica di riattivare un adeguato flusso di finanziamenti all’economia (chiave di lettura “macro”).

Tale intervento normativo ha posto l’industria bancaria del paese davanti ad una sfida, in quanto l’adeguamento ha richiesto interventi sull’architettura informativa e di reporting dedicata al credito a sofferenza e tali interventi potrebbero innescare una revisione del processo operativo di gestione di tali partite.

È auspicabile, pertanto, che le banche italiane approccino l’adeguamento imposto dalla nuova rilevazione statistica approfondendo i molteplici risvolti multidisciplinari (su tutti, si pensi alle molteplici interconnessioni con AnaCredit) al fine di integrare tali interventi in quella che è la vera scommessa a cui sta rispondendo l’industria bancaria del Paese, ovverosia la ristrutturazione della catena del valore del credito.

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