Maddalena Marchesi
Regolazione | 12-Oct-2015 | pdf

L’attuazione della Direttiva 2014/17/UE, nota come Direttiva MCD (Mortage Credit Directive), è l’occasione per l’ulteriore modifica dell’articolato regime giuridico degli intermediari del credito.
Secondo quanto contenuto nella relazione al Disegno di legge di delegazione europea del 2015, con il recepimento della Direttiva MCD, in particolare, si potrebbero apportare modifiche volte a superare problemi emersi in sede di applicazione di tale disciplina. Tali modifiche riguarderanno: gli agenti in attività finanziaria, per il profilo del cd. “monomandato per prodotto”; i mediatori creditizi e l’individuazione del cd. mediatore creditizio “indipendente”; gli agenti assicurativi e i promotori finanziari, in relazione alla distribuzione di prodotti bancari e servizi di pagamento; il riconoscimento della cd. segnalazione.
In merito a quest’ultimo punto, il legislatore europeo sembra aver intrapreso una strada di senso essenzialmente inverso rispetto a quella nazionale portata dal D.Lgs. 141/2010 e s.m.i. L’auspicio è che la direzione intrapresa sia quella della chiarezza e semplificazione dell’articolato regime esistente.

Edoardo Rulli
Regolazione | 05-Oct-2015 | pdf

Nuovi attori entrano nel mercato della moneta elettronica. La competizione tra banche e non-banche si gioca ormai soprattutto in rete. Con i social network il fenomeno delle non-banche si amplia e si radicalizza: queste piattaforme possono intermediare contemporaneamente beni, servizi e il denaro per acquistarli. In più hanno informazioni “privilegiate” e non devono competere con le banche tradizionali per acquisire clienti perché li hanno già, anche se per il momento si chiamano utenti. L’ordinamento europeo è pronto a disciplinare il fenomeno?

Fabio Colavecchi
Giurisprudenza | 25-Sep-2015 | pdf

Nell'applicazione del Regolamento sul Procedimento Sanzionatorio (delibera n. 18750 del 2013), la Consob è stata accusata di non rispettare il principio del contraddittorio. Tale accusa fu inizialmente respinta dalla Corte di Cassazione, in seguito accolta prima dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e poi dal Consiglio di Stato. Il dirompente effetto della Sentenza Grande Stevens della CEDU impone una riflessione sul ruolo da riconoscere agli organi a cui è demandato l’esercizio dei diversi poteri.

Silvano Carletti
Banche | 17-Sep-2015 | pdf

Negli ultimi due anni il sistema bancario spagnolo ha registrato un importante aumento degli utili grazie anche alla favorevole congiuntura economica. La crescita è stata tale da indurre Moody’s a rivedere la sua opinione su 20 importanti istituti di credito spagnoli stabilendo (raccolta depositi) 12 e 5 upgrading, rispettivamente, sul lungo e sul breve termine.
A pensare che solo tre anni fa il sistema bancario spagnolo è stato salvato da un imponente intervento finanziato dall’Europa, ci si chiede come sia stata possibile una ripresa così rapida. All’osservatore attento però non sfugge che si sia trattato di un “congelamento”, non già di una risoluzione, dei più gravi focolai di crisi: banche nazionalizzate e non ancora riprivatizzate, foreclosed assets di dubbia liquidabilità ma soprattutto un rapporto fra circuito creditizio e mercato immobiliare non ancora normalizzato.

Giuseppe Curtò
Regolazione | 15-Sep-2015 | pdf

Il Regolamento Congiunto adottato nel 2007 da Banca d’Italia e Consob disciplina il sistema di controllo interno degli intermediari finanziari.
A tal proposito, ci si chiede se per gli intemediari la costituzione di un OdV non rischi di rappresentare una inefficace sovrapposizione di competenze con gli altri organi con funzione di controllo.
Nella Circolare n. 263/2006 del 27 dicembre 2006 la Banca d’Italia prevede, con riferimento alle banche, che di norma le funzioni dell’OdV siano svolte dall’organo con funzione di controllo. Sarà possibile istituire un OdV separato ed autonomo rispetto all’organo con funzione di controllo soltanto “dandone adeguata motivazione”.
Sebbene la suddetta Circolare faccia esplicito riferimento alle sole banche, nulla sembra impedire che tale disciplina possa applicarsi anche agli altri intermediari finanziari.

Mario Cistaro
Giurisprudenza | 05-Aug-2015 | pdf

La concorrenza sul mercato può essere ridimensionata impedendo al mercato dei capitali di operare liberamente. Il caso Ryanair/AerLingus materializza il legame in questione e rivela un gap nella normativa europea in materia di concentrazioni. Tuttavia, spingendo i temi che il caso solleva verso un orizzonte più ampio rispetto alla constatazione della lacuna normativa emersa, sono le considerazioni in relazione alla struttura del market for corporate control che meritano più ampia riflessione. È evidente, infatti, che se le restrizioni al ricorso al mercato dei capitali possono costituire uno strumento di riduzione del grado generale di concorrenza dei mercati non finanziari rilevanti, il tema della definizione della struttura del primo diviene ineludibile. Resta soltanto da verificare l’intersezione tra gli strumenti normativi di cui avvalersi e le loro finalità, e quindi tutela della concorrenza e del risparmio.

Vittorio Mirra
Regolazione | 26-Jul-2015 | pdf

Attraverso il Decreto Legge n. 179/2012, convertito, con modifiche, nella Legge n. 221/2012, l’Italia ha adottato una regolamentazione ad hoc per l’equity crowdfunding, lo strumento che permette di investire in piccole società, startup o PMI innovative attraverso piattaforme web autorizzate.
Il legislatore ha mirato a creare condizioni e strumenti favorevoli per la nascita di nuove start-up semplificando l’iscrizione al Registro delle Imprese, riducendo gli oneri e prevedendo una disciplina specifica dei rapporti di lavoro nonché deroghe al diritto societario e fallimentare. In particolare, con la predisposizione di incentivi fiscali per gli investimenti in start-up e per gli incubatori, il decreto ha voluto favorire la progressiva crescita delle start-up innovative.

Simona D'Amico
Banche | 23-Jul-2015 | pdf

Il riposizionamento della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ha da poco rinnovato la sua brand identity, fornisce lo spunto per una riflessione sul ruolo del marketing nel settore bancario.
Per lungo tempo l’impresa bancaria ha considerato il marketing una funzione assolutamente secondaria rispetto alle altre, forte com’era della convinzione che fossero sufficienti le competenze tecnico-specialistiche per avere successo.
Un orientamento al “prodotto”, questo, che ha mostrato tutta la sua fragilità durante la recente crisi finanziaria, quando è crollata la reputazione dei più noti Gruppi bancari e si è acquisita la consapevolezza che, per sopravvivere nel lungo periodo, occorre porre il cliente al centro delle scelte strategiche e commerciali implementate.

Carloalberto Giusti
Regolazione | 19-Jul-2015 | pdf

La materia dei controlli nelle srl è stata oggetto negli ultimi anni di importanti interventi normativi, finalizzati a semplificarne gli oneri burocratici e di spesa delle piccole e medie imprese.
In questa prospettiva, il D.L. n. 91/2014, convertito in l. 116/2014, ha previsto che nelle srl, con un capitale sociale uguale o maggiore a quello minimo stabilito per la costituzione di una società per azioni, non sia più obbligatoria, se non in alcune particolari ipotesi, la nomina né dell’organo di controllo nè del revisore legale.
Con la conversione in legge del decreto, il legislatore ha stabilito che “la sopravvenuta insussistenza della nomina dell’organo di controllo o del revisore legale dei conti” costituisce giusta causa di revoca dell’organo di controllo (intenso quale collegio sindacale) o del revisore legale dei conti.
Quali gli effetti sulle cariche in essere?
Sul punto sono intervenuti, con due differenti risultati, il Consiglio Nazionale del Notariato e il Ministero della Giustizia.

Silvano Carletti
Banche | 19-Jul-2015 | pdf

Una condizione economica favorevole può nascondere la debolezza del sistema bancario: ne sono la dimostrazione l’Austria e il Regno Unito.
Il sistema bancario austriaco è sovradimensionato, ha un’ampia esposizione verso l’Est Europa ed ha subito grosse perdite per effetto del realizzarsi del rischio di cambio relativo ai prestiti denominati in valuta estera.
Il Regno Unito ha un sistema bancario ancora convalescente dalla crisi internazionale del 2008-09. Nel complesso gli interventi pubblici di ricapitalizzazione del sistema bancario hanno superato i 110 miliardi di sterline, un impegno che ha contribuito non poco all’accresciuta importanza del problema del debito pubblico nel Regno Unito.
Tutti i principali gruppi bancari inglesi sono impegnati in complessi processi di ristrutturazione, secondo strategie di rilancio basate sui seguenti elementi: i) rifocalizzazione sul mercato domestico, ii) con conseguente ridimensionamento della proiezione internazionale, iii) nell’ambito di una significativa diminuzione dello stato patrimoniale; nel portafoglio attività iv) accresciuta preferenza per il profilo di banca commerciale e v) parallelo disimpegno dall’attività di intermediazione nel mercato finanziario globale.

Luigi Rizzi
Regolazione | 12-Jul-2015 | pdf

Le Società di Investimento a Capitale Fisso (SICAF) rappresentano una delle principali novità della direttiva AIFM. Si tratta di uno schema di investimento qualificato come Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) chiuso, costituito in forma di società per azioni a capitale fisso. Le SICAF possono investire il patrimonio non solo attraverso l'emissione di azioni, ma anche tramite l'emissione di altri strumenti finanziari partecipativi, con il solo divieto degli strumenti obbligazionari.
Inoltre, non sono soggette in generale ai regimi tributari propri delle società commerciali per la tassazione dei redditi di natura societaria. Essendo dotate, rispetto alle SGR, di una maggiore flessibilità operativa è possibile ritenere che le SICAF avranno, nell'ambito della gestione del risparmio e della strutturazione di nuovi schemi di investimento, un discreto successo.

Giuliano Lemme
Regolazione | 12-Jul-2015 | pdf

Nel nostro ordinamento il Codice del Consumo del 2005 tutela il consumatore prevedendo una serie di informazioni, che siano chiare e comprensibili, al fine di renderlo consapevole durante il processo di acquisto e di consumo.
Spesso però il legislatore ha prescritto, sia nelle norme del codice sia nella normazione, primaria e secondaria, che le ha attuate, un eccesso informativo poco efficace.
In questo quadro, il caso dei prodotti vitivinicoli costituisce una incomprensibile eccezione poiché, rispetto ai prodotti alimentari, per i quali sono previste ampie e rigorose indicazioni obbligatorie da apporre sulle confezioni, per i vini non è in alcun modo necessario che vengano specificati gli ingredienti, né le informazioni nutrizionali, né, soprattutto, la presenza di additivi.
Qual è la logica sottesa a questa impostazione normativa?

Giuseppe Zito
Politica Economica | 10-Jul-2015 | pdf

Gli avvenimenti che nelle ultime settimane stanno interessando la Grecia mostrano un’Ευρώπη che, lungi dall’implementare compiuti meccanismi di solidarietà tra i paesi, troppo spesso è arroccata su rigide ed inefficaci posizioni volte ad applicare tra stati nazionali le regole dei rapporti di debito/credito tipici di una transazione tra privati.
Il caso della Grecia sta mettendo in luce la debolezza dell’Ευρώπη che, se vuol sopravvivere, non soltanto dovrà provvedere all’immediato salvataggio della Grecia, ma dovrà anche impegnarsi a costruire meccanismi solidaristici che possano davvero fare in modo che le economie forti supportino le più deboli.

Edoardo Rulli
Giurisprudenza | 08-Jul-2015 | pdf

A quindici anni dall’abolizione del giudizio di omologazione, alcune recenti decisioni dei giudici del registro sembrano aprire il campo a forme di controllo più intense sugli atti societari soggetti a pubblicità.

Giorgio Di Giorgio
Politica Economica | 06-Jul-2015 | pdf

Nel Rapporto dei 5 Presidenti del giugno 2015 è contenuto l’annuncio di voler procedere a definire anche il terzo pilastro della Banking Union, attraverso la costituzione di uno schema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS). Data la forza delle attuali spinte centrifughe, alimentate dalle vicende relative al negoziato con la Grecia e dalla gestione del problema dell’immigrazione, sarebbe utile raccogliere immediatamente le reazioni informate dei singoli governi e parlamenti nazionali alla proposta, per comprendere al meglio la sua realizzabilità in tempi ragionevoli. L’adozione di EDIS aumenterebbe la complessità dell’architettura di regolamentazione e vigilanza finanziaria. Inoltre, con maggior forza si avverte la necessità di disporre di una sola Autorità in grado di gestire in modo unitario le diverse fasi di vita (nascita, sviluppo, crisi, morte) di una banca.

Alfonso Parziale
Regolazione | 25-Jun-2015 | pdf

Dal 23 maggio scorso è in vigore il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 aprile 2015, n. 53, che ha autorizzato le società di recupero stragiudiziale dei crediti ad investire direttamente nei medesimi. Tuttavia, l’imprecisione della tecnica legislativa e lo scarso coordinamento con le norme preesistenti impongono di ricostruire con attenzione il quadro delle regole applicabili.

Edoardo Rulli
Giurisprudenza | 19-Jun-2015 | pdf

Le Outright Monetary Transactions sono compatibili con il diritto dell’Unione: il programma di acquisto di titoli di Stato annunciato dalla BCE nel 2012 si guadagna il sostegno della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Ma la battaglia riprende sul fronte del Quantitative Easing…

Giuseppe Leonardo Carriero
Banche | 08-Jun-2015 | pdf

In Europa la disciplina civilistica dell’usura non è armonizzata. Se alcuni paesi sono del tutto privi
di restrizioni ai tassi d’interesse praticati dagli intermediari creditizi; altri individuano un tasso
soglia rilevante nei rapporti tra privati e diverse conseguenze a fronte della relativa violazione.
Negli U.S.A, fin dalla metà dell’ottocento, è in essere una consolidata regolazione dell’interesse
usurario tesa alla tutela della parte debole dei contratti di finanziamento. Tale disciplina fa registrare
continui aggiustamenti nel suo perimetro di applicazione tanto soggettivo quanto oggettivo.
In Italia, la disciplina applicativa dell’usura sconta, sotto il versante civilistico, importanti
scostamenti indotti dal più generale assetto normativo che regola il “secondo” contratto o,
equivalentemente, il contratto del consumatore.
In particolare, è nota la divergenza tra Cassazione e Arbitro Bancario Finanziario sulla rilevanza
degli interessi moratori ai fini della valutazione di usurarietà del prestito. La Cassazione riconosce
l’idoneità anche di questi interessi ad essere calcolati per la valutazione dello sforamento del tasso
soglia mentre l’Arbitro Bancario Finanziario ne esclude l’idoneità.
In attesa di un eventuale intervento del legislatore domestico, è auspicabile un compiuto dialogo tra
tribunali, Arbitro Bancario Finanziario e dottrina al fine di individuare soluzioni stabili e non
distanti da altre similari realtà economiche.

Biancamaria Raganelli
Regolazione | 05-Jun-2015 | pdf

Il 29 Maggio scorso la Consob ha approvato le modifiche al procedimento sanzionatorio
regolato con delibera n. 18750 del 19 dicembre 2013 per ampliare le garanzie di partecipazione e
contraddittorio nei procedimenti sanzionatori dell’Autorità, rispondendo così alle istanze espresse
dalla dottrina, dal mercato e dalla stessa giurisprudenza (sul punto si veda il documento pubblicato
su FCHub elaborato da un gruppo di accademici e professionisti del settore e trasmesso alla Consob
nel seno della consultazione).
La nuova disciplina presenta, tuttavia, ancora dei limiti evidenti che incidono in modo significativo
sul riconoscimento del diritto di difesa e di contraddittorio nei procedimenti sanzionatori
dell’Autorità (Cons. St., sez. VI, 26 marzo 2015, nn. 1595 e 1596).
Una contrazione del diritto di difesa deriva dall’aver voluto limitare l’obbligo di trasmettere la
relazione dell’Ufficio sanzioni solo ai soggetti che nella fase istruttoria abbiano presentato le
deduzioni scritte, ovvero abbiano richiesto e partecipato all’audizione dinanzi all’Ufficio sanzioni
amministrative.
Inoltre, la possibilità di godere del diritto al contraddittorio nella fase decisoria dinanzi al Collegio,
per il tramite dell’accesso alle valutazioni conclusive dell’ufficio sanzioni amministrative e
dell’eventuale possibile presentazione di controdeduzioni finali, viene di fatto subordinata a una
manifestazione di interesse alla partecipazione al procedimento, che si impone debba
necessariamente essere esplicitata nella fase istruttoria.

Filippo Fiordiponti
Banche | 05-Jun-2015 | pdf

La riforma delle banche popolari introduce un indicatore quantitativo quale discriminante per regolare la possibilità di esercizio dell’attività creditizia per il modello «popolare» (sul punto l’intervento di Ferri su FCHub).
Il metodo adottato, basato su un numero di sintesi (con individuazione non motivata), appare
insufficiente a spiegare l’esigenza di una trasformazione delle banche popolari in società per azioni.
È discutibile elevare un numero ad indicatore di adeguatezza della forma societaria laddove, per
quanto la dimensione dell’attivo sia di sicuro un indicatore di complessità, non è il solo.
Secondo il ragionamento del legislatore sembrerebbe quasi che la mutualità si manifesti appena
sotto gli otto miliardi, per scomparire oltre questo limite.

Franco Cavallari
Politica Economica | 27-May-2015 | pdf

Mentre la locomotiva americana ha ripreso pieno vigore grazie a una tempestiva manovra espansiva della FED e a una politica di bilancio espansiva,  l’Europa stenta a ritornare ai livelli di vita pre-crisi. Economisti di livello mondiale quali Roubini e Krugman si schierano contro la politica di “austerità espansiva”, predominante nel Vecchio Continente, che ha contribuito ad aggravare la recessione, soprattutto in Europa meridionale. Che direbbero Adenauer, Schroder e Kohl di questa Germania che ha imposto la via della “austerity”, fin qui fallimentare fuori da casa propria, e rifiuta ogni politica solidale?
E' urgente combattere la vampata dei nazionalismi e uscire dalla crisi ma non per questo i Paesi più indebitati dovranno abbandonare tout court le linee del patto di stabilità: la ripresa che ricostruirà la coesione economica europea arriverà solo col rilancio della domanda interna dei Paesi, come la Germania, che registrano un forte avanzo commerciale.